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Territorio e Natura Occhio alle meduse del dott. Giovanni Musumeci Scienze Naturali
Le meduse, sono celenterati a cavità raggiata, dette anche acalefe (da "akalephe", ortica, perché irritano la pelle) sono composte da una delicata gelatina con composizione del 98-99% di H20. Chi ha visto delle Meduse spesso, non ha visto le masse informi gelatinose, subito "liquefatte" una volta arenate su una spiaggia. Anche quando, da una barca, li osserviamo nell'acqua limpida, non si può non cogliere la grazia meravigliosa delle loro frange e dei filamenti, l'agilità delle contrazioni della loro ombrella che le fa muovere per "propulsione". Non solo è difficile catturarle senza lacerarle, ma è perfino impossibile mantenerle vive anche un solo giorno in un acquario. Tuttavia le conosciamo abbastanza per la loro pericolosità durante il periodo balneare. Questi celenterati primitivi con i loro filamenti, causano irritazioni cutanee dolorose non appena si è sfiorati. Ma grazie, proprio a questi filamenti che catturano le loro piccole prede, tramortendoli con le sostanze tossiche presenti nelle cellule urticanti filamentose (nematociti ). Secondo studi eseguiti dai massimi esperti, le invasioni delle meduse sarebbero da collegare ad un andamento ciclico che si ripete ogni 12-13 anni circa. L'ultima loro apparizione si verificò nel 1992 e questo ci spiega la loro presenza numerosa ad iniziare dall'estate 2003. Ma la loro costante presenza è stata documentata anche negli successivi fino ad oggi. Allora cosa c’è oltre a questo ricorso bio-temporale? Secondo il massimo esperto del settore, il prof. Ferdinando Boero docente di zoologia e biologia marina dell’Università del Salento la presenza accentuata delle meduse (Pelagia noctiluca) e delle altre specie (Velella velella, Caravella portoghese) è dovuta non tanto alla mancanza di predatori quanto di assenza di competizione. Senza più pesci in mare le meduse prendono il sopravvento. E sulla variazione di presenza di specie: «A volte una vince sull'altra». Tre gli ordini di pericoli per la presenza massiccia di meduse: per i bagnanti, in merito al rischio urticante; per i pesci, perchè le meduse mangiano le loro uova e quindi si impedisce la riproduzione delle specie; per gli impianti che usano acqua di mare, come le centrali nucleari. «È accaduto che in Israele e in California - ha riferito Boero - la presenza enorme di meduse abbia bloccato due centrali atomiche». La rete di segnalazione «Occhio alla medusa» ha l'obiettivo di monitorare la situazione in tempo reale per cercare di creare una mappa e studiare il fenomeno. «La campagna - ha spiegato Boero - è stata ideata per far fronte alla carenza di dati sulla presenza di meduse nel Mediterraneo. Il poster verrà distribuito negli stabilimenti balneari, nei porti turistici, nelle capitanerie e nei laboratori di ricerca. Si chiede a chiunque avvisti un banco di meduse di fare una segnalazione».
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