COMUNE DI BAGNARA CALABRA (RC)

 

PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE

 

2.  RELAZIONE DESCRITTIVA

 

NOTE INTRODUTTIVE.

 

N.1 La coincidenza di due incarichi professionali finalizzati alla elaborazione dei Piani Regolatori Generali per i comuni di Scilla e Bagnara Calabra, ha offerto l'occasione di impostare - in un'ottica propositiva di maggiore qualificazione le ipotesi tecniche progettuali di assetto e riequilibrio e di promozione dello sviluppo economico e sociale.  Ciò sulla base dì azioni programmatiche e progettuali capaci di generare sinergie e convenienze singolari e reciproche nell'interesse delle due realtà territoriali da assoggettare a processi di pianificazione urbanistica.

 

N.2 La positività di tale approccio risiede nel trattare con visione e metodi unificati questioni e problemi che, nel procedimento di elaborazione dei singoli strumenti, avrebbero comunque comportato la necessità di porre in relazione le due situazioni analizzate.

Volendo esporre le principali e più evidenti motivazioni può essere affermato:

·      che i comuni di Scilla e Bagnara Calabra appartengono alla articolazione storicamente più consolidata dei sistema della Costa Viola; rappresentano, infatti, una unità geografica e territoriale che, per caratteristiche ed omogeneità fisiografica e paesistica e per fattori di posizione, si situa in qualità di area-cerniera tra il Parco Nazionale dell'Aspromonte ed il mare, in un ambito relazionale privilegiato, rispetto al circuito turistico delle Eolie, e si ripropone all'interno del sistema funzionale dell'Area dello Stretto;

·      che accorpando e coordinando le offerte di balneazione delle due aree è possibile una migliore diffusione controllata dei flussi escursionistici e migliore organizzazione della trasversale mare-monti;

·      che è possibile ipotizzare un sistema integrato di zone e di destinazioni con carattere specialistico, secondo un criterio di integrazione e di non disturbo per concorrenza;

·      che è ipotizzabile, al fine di politiche territoriali rafforzate e più votate a probabilità di successo, definire azioni comuni finalizzate al recupero diffuso ed alla riqualificazione urbana e territoriale;

·      che è possibile, ancora, ipotizzare, stante la omogeneità dei sistemi e delle componenti funzionali e territoriali, ed operare una unificazione delle normative urbanistiche e delle regolamentazioni edilizie;

·      che la presenza per i due territori, della dimensione paesistica ed ambientale, in qualità di dimensione dominante è caratterizzante del processo organizzativo di pianificazione urbanistica;

·      che le aree comunali, costituenti nel loro insieme una unità fisico-insediativa organica, sono assoggettate ad un regime di vincoli, sia di tipo ambientale sia di tipo paesistico, che interessa almeno i due terzi della superficie territoriale; il sistema dei vincoli e la tipologia degli stessi sono comuni alle due realtà territoriali (il sistema dei litorali, il sistema boschivo, il sistema morfologico dei terrazzamenti, le fiumare ed i sistemi torrentizi, le tipologie complesse ed elementari di paesaggio, etc.); una situazione del genere per entrambi i territori, obbliga all'assunzione di profili pianificatori attenti a considerare la dimensione paesistica ed ambientale in qualità di dimensione dominante cui debbono essere relazionate le altre dimensioni presenti; sulla base delle caratteristiche e dei modi di verifica di compatibilità ambientale-paesistico-funzionale che tale condizione impone, debbono essere conformati i modelli urbanistici di organizzazione delle funzioni, delle attività e delle utilizzazioni territoriali;

·      che si impone in senso programmatico, vincolistico e di orientamento progettuale, la predisposizione per le due aree, di un comune Piano di salvaguardia paesistico;

·      che sia conformato come Piano paesistico-territoriale a scala di dettaglio, in qualità di componente fondamentale di indirizzo delle scelte di tipo urbanistico e delle conformazioni destinative, affidando allo stesso la funzione strategica di strumento generatore di attività e comportamenti finalizzati alla tutela ed alla valorizzazione delle risorse di area;

·      che per le componenti fisiche, funzionali, produttive ed insediative, interessanti le due realtà amministrative, emerge una esigenza di riequilibrio e convenienze di innovazione per contrastare i processi di degrado e di decontestualizzazione emergenti all'attualità;

·      che l'offerta turistica può trovare concrete condizioni di rafforzamento sia sul piano qualitativo che su quello delle tipologie utilizzative se viene prevista una organizzazione strutturale sulla integrazione dei servizi e degli interventi - pur sempre gestiti e regolati singolarmente dai due territori amministrativi - piuttosto che trovarsi di fronte ad una ripetizione e conseguente concorrenza degli stessi;

·      che la predisposizione infrastrutturale e l'integrazione dei settori produttivi del secondario e del terziario, possono ritrovare occasioni di maggiore integrazione e più favorevole consolidamento se il processo di piano è orientato a considerare in senso organico entrambi i territori;

·      che la possibilità di organizzare itinerari di interesse naturalistico e storico-testimoniale che attraversano i due territori comunali può moltiplicare le occasioni di conoscenza e fruizione del particolare paesaggio mediterraneo della zona.

 

Il documento tecnico preliminare, sulla base di questa ottica, ipotizza e propone criteri, procedure e metodi ed è comune alla elaborazione di piano regolatore per i comuni di Bagnara Calabra e di Scilla.

 

NOTA PRELIMINARE.

 

Sulla base dei risultati dell'analisi generale, sono stati individuati tre ambiti territoriali omogenei; tali ambiti vengono indicati come:

A)  AMBITO LITORANEO.

B)  AMBITO DEI VERSANTI CARATTERIZZATI DALLA PRESENZA DEI VIGNETI SU TERRAZZAMENTO.

C)  AMBITO TERRITORIALE INTERNO COSTITUITO DALL'INSIEME DEI PIANORI.

Per ogni ambito individuato vengono sinteticamente evidenziati i problemi, le esigenze e le azioni finalizzate al riequilibrio ed allo sviluppo.

 

A. AMBITO LITORANEO.

               Le esigenze riscontrabili per tale ambito sono, in via generale, quelle riconducibili alla salvaguardia delle risorse e dei caratteri ambientali e paesistici della zona come area di interfaccia terra-mare, quelle relative al riequilibrio ed al recupero delle parti urbane, e quelle relative alla valorizzazione delle forme residuali di agricoltura intensiva. I fenomeni di rischio gravanti sull'area sono rappresentati da forme persistenti di inquinamento marino, da carenze di attrezzature e servizi per il carico residenziale attuale e per il carico addizionale generato da un uso turistico durante la stagione estiva.  Le più visibili forme di degradazione fisica riguardano le aree agricole residuali interessanti la parte del territorio comunale di tale fascia verso nord; le forme più insidiose di degradazioni ambientali - sotto forma di carichi inquinanti di natura mista fecale e di rifiuti solidi - interessano lo specchio di mare interessante l'intero territorio; non in ultimo è da evidenziare un fenomeno di progressiva ed accelerata erosione del litorale.

Le azioni finalizzate al riassetto di tali aree devono produrre effetti di rimedio e contenimento della degradazione ambientale e paesistica e di riqualificazione e specializzazione urbana ed insediativa.

Il riassetto urbanizzativo costituisce il fondamentale fattore di razionalizzazione attraverso puntuali interventi progettuali; ciò può essere affidato ad una politica di salvaguardia attiva che deve interessare il recupero delle tradizionali forme di produzione agricola, ricomponendo anche la consolidata immagine di paesaggio mediterraneo caratterizzante l'area, specializzando le funzioni urbane e promuovendo l'innovazione ed il rafforzamento delle attrezzature turistiche, abilitandole ad un uso più esteso temporalmente attraverso, anche, la promozione di una offerta di servizi e di ricettività differenziate per i diversi periodi dell'anno.

Un consistente campo di valorizzazione è rappresentato dalle attività del settore della pesca, del settore dell'industria dolciaria di consolidata tradizione ed al recupero dell'artigianato di produzione e di servizio.

All'interno dell'area è ubicato il sistema urbano principale (Bagnara Centro), con un peso insediativo rapportabile ai due terzi della popolazione insediata, e con un carico di servizi interessanti il livello urbano, quello comprensoriale, oltre quello di quartiere.

 

B.  AMBITO DEI VERSANTI CARATTERIZZATI DALLA PRESENZA DEI VIGNETI SU TERRAZZAMENTO.

               Tale ambito è costituito da una aggregazione di aree caratterizzate dalla prevalenza del vigneto terrazzato intervallato da bosco ceduo e misto ed interessanti presenze di vegetazione spontanea.  Elementi significativi di macchie mediterranee sono riscontrabili lungo le due fiumare dello Sfalassà e del Granaro.  Al margine di tale ambito sono ubicate le frazioni di Pellegrina e Ceramida. Il tessuto edilizio originario presenta elementi residenziali di edilizia spontanea; sono rilevabili in tal senso taluni allineamenti di discreto interesse storico e tipologico; il restante tessuto è stato oggetto di ristrutturazione edilizia con effetti frequenti di perdita dell'omogeneità di insieme.

Tali tessuti dovranno essere sottoposti a forme di intervento di recupero edilizio e di riqualificazione urbana attraverso il miglioramento dei servizi ed integrazione di utilizzazioni.  Le aree contigue all'edificato sono interessate da coltivazione a vigneto e presentano una suddivisione particellare molto minuta.

All'interno dell'intero ambito si ritiene opportuno procedere alla promozione ed alla regolazione di forme concorrenti di interventi finalizzati al restauro ed alla riqualificazione ambientale, alla valorizzazione delle produzioni agricole - anche con finalità di sperimentazione -, al miglioramento della accessibilità ed, in maniera adeguatamente controllata, allo sviluppo di attività di turismo collegato alla natura ed all'ambiente.

 

C. AMBITO TERRITORIALE INTERNO COSTITUITO DALL'IN SIEME DEI PIANORI.

               E' strutturato sui sistemi produttivi del bosco e su aree di tipo agricolo-rurale.

Sono presenti la frazione di Solano ed una articolazione diffusa di piccoli nuclei rurali.  Tutta l'area si presta a processi di valorizzazione attraverso la riqualificazione delle attività produttive e la integrazione-specializzazione delle funzioni.  Sulla base di tale finalità gli interventi previsti dal Piano dovranno consentire:

·      la creazione di attrezzature e servizi di supporto allo sviluppo agricolo, alla qualificazione ed alla commercializzazione del prodotto;

·      il recupero, il potenziamento urbanizzativo e la migliore manutenzione dei percorsi interpoderali;

·      il recupero ed il potenziamento controllato delle attività zootecniche;

·      la localizzazione di zone a funzione multipla e/o integrata, per zone di fiere, mercati e manifestazioni;

·      la localizzazione di strutture ed insediamenti per i settori secondario e terziario, con capacità di offerta di livello comprensoriale;

·      la integrazione e/o idoneizzazione delle preesistenze edilizie rurali per un uso ricettivo di tipo turistico.

Tali insiemi di iniziative, rispettose del carattere di tipo endogeno, cioè direttamente riferibili alla struttura attitudinale dei luoghi, sono finalizzate a promuovere e perfezionare strategie di coinvolgimento delle zone più interne nella struttura produttiva ad indirizzo composito e turistico che caratterizza la comunità interessata.

               Ciò sulla base di una valutazione che, in funzione anche alle attuali condizioni di economia, una volta riconosciuto al sistema territoriale analizzato, una valenza specifica dei sistemi territoriali in condizione di marginalità, con sistemi da sottoporre necessariamente a processi di autorganizzazione ed una volta individuati e valutati i fattori endogeni dell'evoluzione ed assegnata una dimensione storica, è possibile utilizzare per il piano un insieme di elementi stabili (invarianti della struttura territoriale) ed attribuire un significato a tale presenza all'interno dei processi di riorganizzazione.

Il problema che può porsi il Piano Regolatore Generale, nella sua funzione addizionale di promozione allo sviluppo è ritrovare attraverso un meccanismo di generalizzazione e sistematicità un correttivo cui ricondurre i molti episodi dello sviluppo locale.  Una strada percorribile in tal senso potrebbe essere quella di definizione e riorganizzazione dei comportamenti dei soggetti economici presenti che, a sua volta, deve avvenire sulla base di scenari di identificazione e di orientamento delle scelte.  Una possibilità per rendere concreta la ricerca di tale "correttivo" è affidata alla configurazione dei "soggetti economici" che l'insieme delle leggi economiche attualmente disponibili permettono di mettere in moto, sulla base delle offerte (legate a possibili politiche di innovazione), delle domande (legate a perseguibili politiche definite sulla base di attività di esportazione in senso lato) e dei comportamenti e delle scelte guidabili.

Ciò può essere affidato ad una attività-guida tendente a conformare modalità di integrazione tra decisioni localizzative e distribuzione delle attività sul territorio, sostenibili e compatibili con le caratteristiche strutturali di contesto.

Attraverso il Piano si intende sostenere una azione di programmazione sulla base dei seguenti obiettivi di carattere generale:

·      tutela e valorizzazione dei paesaggio e dell'ambiente;

·      rafforzamento ed ampliamento della base produttiva;

·      recupero dei livelli di occupazione e di reddito;

·      riqualificazione ed ampliamento dei sistemi infrastrutturali;

·      integrazione e miglioramento della dotazione di attrezzature e servizi per gli utenti residenziali e turistici.

               La tutela e la valorizzazione dell'ambiente è, nel contempo, un obbligo imposto dalle attuali normative di tutela ma è anche una opportunità espressa come obiettivo generale; ciò sulla considerazione che da un lato costituisce una esigenza prioritaria stante il livello di criticità idrogeologica e geomorfologica che interessa l'intero territorio comunale, stante il livello di rischio all'inquinamento e considerando che il patrimonio di risorse a dimensione paesistica rilevante costituisce un fondamentale sostegno allo sviluppo economico in cui la prospettiva di uso turistico assume una posizione interessante.

L'ampliamento della base produttiva investe tutti settori produttivi tradizionalmente consolidati tenendo presente di una loro proiezione in un più allargato campo di commercializzazione e di consumo; la creazione di nuovi spazi economici e la differenziazione di offerta (con una idonea dotazione infrastrutturale di supporto), può agevolare il recupero di occupazione ed il miglioramento di reddito.  Così pure nuove opportunità di lavoro diffuso connesso ad una articolata organizzazione delle attività turistiche può agevolare molteplici forme di imprenditoria giovanile.

Il miglioramento delle attrezzature pubbliche e collettive ed un attento orientamento dei servizi sociali, possono costituire insostituibili strumenti di riorganizzazione e rafforzamento della comunità locale.

Sulla base di una chiara finalità programmatoria si ritiene che possano innescarsi provvedimenti e piani che sulla base di non interferenze delle azioni possono essere direzionati ad equilibrare i processi di declino (livelli prioritari di riequilibrio), a generare processi di stabilizzazione (livelli di manutenzione-valorizzazione delle attività funzionanti), ed innescare tipologie di sentieri di crescita e cicli di sviluppo (livelli evolutivi).

 

IPOTESI OPERATIVA.  CRITERI DI ELABORAZIONE.

      I criteri della elaborazione tecnica sono:

a.    l'ipotesi di assegnare al P.R.G. un carattere sperimentale ed una strutturazione proiettata verso l'innovazione;

b.    la proposizione di attivare e rendere applicabile - attraverso appropriate forme e modalità organizzative, un sistema di pianificazione e di produzione strumentale, normativa e di regolamentazione che funzioni come meccanismo decisionale e gestionale continuo, processuale e rispondente ai bisogni e alle istanze di intervento dei diversi attori pubblici, privati e/o misti (pubblici-privati), interessati, come soggetti attivi e/o passivi, agli usi territoriali produttivi e sociali ed ai processi di trasformazione-organizzazione degli stessi;

c.    la considerazione della necessità di compresenza e delle opportunità di armonico rapporto delle tre funzioni fondamentali dello strumento urbanistico generale, definibili come funzione imperativa, funzione regolativa e funzione promozionale e di sostegno al riequilibrio ed allo sviluppo;

d.    l'adesione ad un concetto secondo il quale il processo di pianificazione viene visto come sistema-procedimento dinamicamente strutturato - e quindi soggetto a variabilità -, sulla base di condizioni di evoluzione, innovazione e/o cambiamento, in funzione di categorie e situazioni quali:

1.    il sistema conoscitivo costruibile in base alle informazioni esistenti ed alla loro qualità;

2.    le evoluzioni o gli spostamenti di campo relativi alla domanda espressa dai differenti settori economici e dalle componenti sociali localmente agenti;

3.    l'evoluzione delle leggi e delle normativa emanate, che direttamente e/o indirettamente incidono sull'organizzazione e normazione delle attività afferenti ai settori dell'urbanistica e dell'edilizia;

e.    l'applicazione di un procedimento di strumentazione urbanistica cosiddetta a "più stadi";

f.     l'introduzione di un meccanismo obbligatorio finalizzato ad una verifica generale e puntuale di compatibilità ambientale e paesistica, sostenibilità funzionale e legittimazione giuridica delle scelte, delle decisioni, delle politiche d'intervento e degli strumenti tecnici e funzionali al perseguimento delle stesse;

g.    l'attivazione e l'estensione del principio di salvaguardia dell'interesse prioritario non solo in forma costitutiva, ma anche funzionale e preventiva relativamente alle prescrizioni cosiddette eteronome e di quelle autonome, nell'esercizio di elaborazione e gestione del Piano Regolatore Generale;

h.    la richiesta di coinvolgimento, nella procedura di elaborazione del P.R.G., dell'Ufficio Tecnico Comunale, acchè lo stesso si configuri come elemento attivo e non di mero supporto, ed avvii forme di organizzazione funzionali allo sviluppo e alla gestione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, ed ai progetti di intervento.

Sulla base di quanto sopra dichiarato la proposta tecnica è sostenuta da una intenzionalità direzionata alla produzione di un piano in grado di consentire tre livelli di decisioni espressi in piani finalizzati (progetti-obiettivo con carattere generale). 

Il primo livello è promosso e strutturato su raggruppamenti esigenziali di base e sulle urgenze di intervento; è conformato su sistemi e profili pianificatori finalizzati a generare strumenti di riequilibrio, di risistemazione e riabilitazione di sistemi territoriali ed urbani sulla base degli usi sociali e dei sistemi produttivi presenti.

Come formulato, tale primo livello costituisce un fondamentale e necessario atto di assetto e le decisioni di natura amministrativa e tecnica assumono carattere di priorità e di urgenza.

Le indicazioni tecniche ed i consigli di assetto derivano dalle risultanze ottenute con l'applicazione della c. d. tecnica di "consulenza di esperti".

La finalità principale distintiva rispetto tale livello è quella del riequilibrio, della rianimazione urbana e territoriale e della definizione di una prima fase di stabilizzazione di fattori assumibili come fattori strutturali di base.

Normativamente è definito sulla base di destinazioni prescritte ed ammesse.

Relativamente alla programmazione degli interventi è sostenuto da un raggruppamento di progetti-scopo con carattere di specificità, quali, principalmente:

·      il progetto di difesa e conservazione del suolo;

·      il progetto d'integrazione e sistemazione igienico-ambientale;

·      il progetto di rafforzamento dei servizi e delle attrezzature pubbliche e collettive;

·      il progetto di ricomposizione della struttura residenziale (recupero, riabilitazione destinativa, recupero dell'abusivismo);

·      il progetto di manutenzione urbana;

·      il progetto di riequilibrio, ricomposizione e incentivazione delle strutture produttive;

·      il progetto di integrazione/specializzazione tra usi ordinari/utilizzazioni turistiche.

Il secondo livello è strutturato su finalità sostenute da criteri di promozione sperimentale ed è conformato su scenari di sviluppo. I processi previsionali proposti ritrovano una loro verifica attraverso studi settoriali specifici (relazioni qualificate), elaborati dalla pubblica Amministrazione o dalla stessa assentiti.

Normativamente tale livello viene definito sulla base di destinazioni ammesse ed indicative.

Il terzo livello è definito sull'applicazione di processi di pianificazione indirizzata all'ottimizzazione degli usi sul principio di perseguimento di massima offerta verso l'esterno e sulla base di promozione sostenibile e verifica di fattibilità.

I tre livelli proposti possono utilizzare forme di programmazione a breve, medio e lungo termine, debbono essere raccordabili tra loro, e conformati e protetti sul principio di non interferenza nel senso che viene a ciascuno di essi consentita la possibilità di integrazione anche per accumulazione progressiva e di attività, oppure la riserva esclusiva di aree per la localizzazione territoriale.

Per ciascuno dei tre livelli vengono definiti profili pianificatori garanti delle azioni proprie della pubblica amministrazione per la definizione del cosiddetto "piano oggettivo" nonché le direttive di comportamento per la valutazione, l'organizzazione e il consenso o la concertazione del piano o dei piani di proposta soggettiva (piano soggettivo), stabilendo le prescrizioni e le regolamentazioni nonché tutti gli obblighi per il perfezionamento progettuale e la esecutività degli interventi.

               Per la conformazione del Piano Regolatore Generale e per la sua gestione operativa dovrà essere fatto riferimento e ricorso alle attuali leggi di natura amministrativa, urbanistica e finanziaria.

Il Piano si esprime per strutturazioni definite (progetto definitivo), che avvengono in funzione della incidenza e dei ruolo che i tre livelli assumono temporalmente e spazialmente.  Ogni strutturazione definita (progetto definitivo) nasce dai risultati di bilancio dei tre scenari di assetto a potenzialità limite corrispondenti ai tre livelli-obiettivo.

Ogni espressione-rappresentazione di progetto definitivo, che possiamo considerare in qualità di "quadro di assetto bilanciato", è soggetto a continua verifica al fine di controllo continuo dei termini di efficienza e rispondenza; ogni qualvolta si registri e sia legittimabile una necessità di aggiornamento, adeguamento, idoneizzazione e/o ristrutturazione, viene istruito ed elaborato un nuovo "quadro di assetto bilanciato", quindi una nuova espressione di "progetto definitivo", attivando l'istituto e le procedure della variante organica generale.  Ciò avviene quando venga accertata e dimostrata documentalmente la non rispondenza per inattualità o non efficacia nel tempo, delle proiezioni iniziali legate al quadro dei presupposti conformativi del progetto generale ovvero delle condizioni che hanno suggerito il quadro previsionale per il variare delle caratteristiche delle due fasi del procedimento elaborativo, cioè quella di orientamento-preferenza di pianificazione e di coordinamento-legittimazione delle scelte e delle decisioni amministrative ed urbanistiche di fase terminale.

All'interno del quadro definitivo di progetto sono distinti gli elementi strutturanti il "piano oggettivo" (sulla base degli interessi degli enti di livello sovracomunale e di livello comunale) e quelli performanti il "piano soggettivo" (sulla base degli interessi degli operatori e dei singoli privati).

Per l'inquadramento organico ed il perfezionamento di natura giuridico-amministrativa e territoriale-urbanistica degli interventi, viene fatto ricorso all'istituto della variante organica che, in funzione dell'incidenza e del controllo preventivo degli effetti provocati, assume il carattere di variante parziale ovvero quello di variante generale.

 

DESCRIZIONE DELLE PROPOSTE TECNICHE DI PROGETTO.

Il territorio comunale, al fine di coordinamento, programmazione, attuazione e gestione delle previsioni di P. R. G., è articolato secondo cinque tipologie di strutturazione funzionale ed organizzativa, che sono distinte in:

 

1.    SISTEMI TERRITORIALI DI CONNESSIONE, ACCESSIBILITA' ED URBANIZZAZIONE GENERALE.

2.    UNITA' TERRITORIALI DI ASSETTO SPECIFICO.

3.    UNITA' URBANISTICHE CARATTERIZZANTI (unità di base di organizzazione urbanistica).

4.    CONFIGURAZIONI PROGETTUALI ORGANICHE DI AREA O DI SISTEMA.

5.     COMPARTI DI INTERVENTO OMOGENEO.

 

Il complesso di tali tipologie costituisce il sistema di “ossatura territoriale ed urbana” nel cui rispetto vanno programmati e normati i possibili scenari di organizzazione territoriale.  Ciascuna tipologia deve essere conformata nella logica della compresenza e del rispetto dei tre livelli-obiettivo sopra descritti. All'interno di ogni tipologia vengono individuati e trovano collocazione articolazioni di assetto, di funzionamento e di sviluppo ed interventi progettuali, concorrenti alla formazione di scenari unitari di assetto.  All'interno di ogni tipologia vengono individuati e distinti attraverso il Piano Regolatore Generale, le aree, gli elementi ed i sistemi assoggettati a destinazione d'uso prescritta, ammessa e indicativa, nonché le aree di riserva e le situazioni assoggettate a destinazione differita.

 

ATTIVITA' INDIRIZZATE ALLA STRUTTURAZIONE GENERALE DEL PIANO.

Tale attività è sostenuta dalle seguenti sequenze:

COSTRUZIONE-STRUTTURAZIONE DELLE OSSATURE DI RIFERIMENTO, suddiviso in:

a.    STRUTTURA DELLE COMPONENTI TERRITORIALI DI CONDIZIONE (quadro ambientale, quadro ecologico, quadro paesistico);

b.    STRUTTURA DELLE COMPONENTI TERRITORIALI SUSCETTIBILI DI VARIABILITA' ORIENTATE (quadro infrastrutturale, quadro funzionale, quadro di legittimazione). Attraverso la predisposizione di un progetto di definizione di un quadro logico di interdipendenza tra a) e b), sulla base di verifica di sostenibilità, significatività e controllabilità, vengono formulate e rappresentate due elaborazioni-tipo, accreditabili come fondamentali alla corretta predisposizione definitiva del piano ed identificabili come:

c.    QUADRO DI SOSTEGNO ALLE DECISIONE E DI LEGITTIMAZIONE DELLE SCELTE (con funzione di intermedio di coordinamento logico-operativo);

d.    QUADRO DI STRUTTURAZIONE PRELIMINARE DEL PIANO (nella qualità di piano generale di assetto territoriale ed urbanistico).

 

SCHEMA OPERATIVO SINTETICO.  METODOLOGIA OPERATIVA. ARTICOLAZIONE PROCEDIMENTALE.  ARTICOLAZIONI TERRITORIALI COMPONENTI.

Ai fini di organizzazione dei modelli territoriali d'uso vengono adoperate le seguenti tipologie di riferimento e/o di articolazione fisico-spaziale:

l.       AMBITO DI RIFERIMENTO;

2.      OSSATURA TERRITORIALE;

3.      SISTEMA TERRITORIALE FUNZIONALE (DI CONNESSIONE, ACCESSIBILITA' ED URBANIZZAZIONE GENERALE);

4.      UNITA' TERRITORIALI DI ASSETTO SPECIFICO;

5.      UNITA' URBANISTICHE CARATTERIZZANTI (UNITA' DI BASE DI ORGANIZZAZIONE URBANISTICA);

6.      CONFIGURAZIONI PROGETTUALI ORGANICHE DI AREA O DI SISTEMA;

7.    COMPARTI DI INTERVENTO (UNITA' SPECIFICHE DI INTERVENTO).

         L’utilizzazione delle sette categorie sopra elencate, tende a costituire un'articolazione coerente secondo modelli di organizzazione territoriale e scenari di assetto.

E' proposta un'articolazione procedimentale che si avvale di categorie e forme organizzativi che di seguito si descrivono.

 

CARATTERE DELLE CATEGORIE UTILIZZATE.

 

1. AMBITO:

n    DI RELAZIONE;

n    DI ANALISI;

n    DI DECISIONE.

 

2. OSSATURA:

n    COSTITUTIVA;

n    FORMALE;

n    RELAZIONALE.

 

3. SISTEMA TERRITORIALE:

n    DI TUTELA;

n    FUNZIONALE;

n    STRATEGICO O DI SUPPORTO ALL'ORGANIZZAZIONE DEGLI USI.

 

4.    UNITA' TERRITORIALI DI ASSETTO SPECIFICO:

Costituiscono porzioni territoriali caratterizzate dalla presenza di più funzioni territoriali urbane, ovvero della possibilità di costruirle progettualmente, coordinabili e tali da costituire una situazione significativa di programmazione e di assetto.

Le “unità territoriali di assetto specifico” costituiscono elementi strutturali di uno scenario d'assetto; vanno individuati o fatti rientrare nella logica di interesse e funzionamento di uno o più scenari di assetto.

5.    UNITA' URBANISTICHE CARATTERIZZANTI:

Costituiscono unità di organizzazione progettuale-operativa e sono distinte in base a funzioni, attività o dotazioni con funzione di caratterizzazione o specializzazione esistenti e/o progettualmente previste.

6.    CONFIGURAZIONI PROGETTUALI ORGANICHE D'AREA O DI SISTEMA:

Per "configurazione progettuale organica" viene intesa un'unità spaziale logica per una forma di organizzazione urbanistica.  Vengono distinte in:

n    CONFIGURAZIONE-SISTEMA;

n    CONFIGURAZIONE-COMPONENTE;

n    CONFIGURAZIONE-AREA;

n    CONFIGURAZIONE-NORMA;

n    CONFIGURAZIONE-REGOLA.

7.    COMPARTO DI INTERVENTO:

Costituisce una unità fisico-spaziale, eventuale, di organizzazione esecutiva degli interventi e funzionale all'applicazione dell'istituto giuridico del "comparto", in base all'applicazione dell'art. 23 della L. 1150/1942.

 

SCHEDA A/1.1 - DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE.

 

SISTEMI TERRITORIALI DI CONNESSIONE, ACCESSIBILITA' ED URBANIZZAZIONE GENERALE.

 

Sono costituiti da:

 

A.        SISTEMA DELLA RETE VIARIA E SUE ARTICOLAZIONI SECONDO CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA, TECNICA E FUNZIONALE DEI SISTEMI MECCANIZZATI;

B.        SISTEMA DELLA RETE FERROVIARIA, DELLE AREE PERTINENZIALI E DI SERVIZIO CONNESSE;

C.        SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE PORTUALI ED ELIPORTUALI;

D.        SISTEMI DELLE INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE A RETE (ELETTRICO, IDRICO, FOGNANTE, TELEFONICO, DEL METANO).

 

Gli interventi previsti per tale sistema sono della seguente natura:

·      Interventi di adeguamento, idoneizzazione tecnica, funzionale e formale;

·      Interventi di nuovo impianto con carattere di autonomia;

·      Interventi di rinnovamento, rafforzamento ed integrazione funzionale;

·      Interventi di nuovo impianto con carattere di integrazione;

·      Interventi di abbellimento per rafforzamento dell'immagine visiva e miglioramento della qualità formale e del decoro.

Gli interventi programmatici e progettuali saranno perfezionati attraverso la redazione di strumenti urbanistici di settore promossi dalla pubblica amministrazione e concordati con gli enti interessati.

 

SCHEDA A/1.2 - DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE.

 

UNITA' TERRITORIALI DI ASSETTO SPECIFICO.

 

               Costituite da porzioni di territorio al cui interno sono presenti più forme d'uso che vengono organizzate e rese solidali sulla base di un particolare interesse di valorizzazione territoriale ed urbanistica.

Sono individuate e proposte le seguenti unità:

S.1 - L'AREA-SISTEMA DA SAN SEBASTIANO A PRAIALONGA (da correlare anche con le previsioni del P.R.G. del Comune di Scilla) / (UNITA' TERRITORIALE DELLA FASCIA LITORANEA);

S.2 - LE AREE-SISTEMA DELLE DUE FIUMARE (FIUMARA GRANARO E FIUMARA SFALASSA’) / (UNITA' TERRITORIALI DEI SISTEMI FISICI TRASVERSALI DA RECUPERARE E QUALIFICARE);

S.3 - L'AREA-SISTEMA DEL BOSCO (UNITA' TERRITORIALE DEL VERDE BOSCHIVO (PRODUTTIVO E PROTETTIVO);

S.4 - L'AREA-SISTEMA AGRICOLO-RURALE DEI PIANORI - UNITA' TERRITORIALE DEL SISTEMA AGRICOLO-RURALE INTEGRATO: AGRICOLTURA, ZOOTECNICA, TURISMO VERDE);

S.5 -    IL SISTEMA DEI POLI TURISTICI INTEGRATI ALL'URBANO (CERAMIDA - GRANARO/PELLEGRINA/SOLANO) (UNITA' TERRITORIALI SPECIALIZZATE PER IL SETTORE TURISTICO-RESIDENZIALE ED ALBERGHIERO);

S.6 -    LE AREE~SISTEMA DEI POLI PRODUTTIVI E DI SERVIZIO INTEGRATI ALLA RESIDENZA (UNITA' TERRITORIALI DELL'OFFERTA PRODUTTIVA E DEI SERVIZI);

S.7 -    LE AREE-SISTEMA DEI MICRO-POLI DI ANIMAZIONE TURISTICA (UNITA' TERRITORIALE DEL SISTEMA DI PRESIDIO E DI ANIMAZIONE);

S.8 -    AREA DEL VIGNETO TERRAZZATO - SPECIALIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE AGRRICOLA;

S.9 -    GIARDINI DI ACCOGLIENZA TURISTICA (BONELLI E SOLANO) - SISTEMI MISTI DI TIPO ESTENSIVO, DI TIPO RICETTIVO ALBERGHIERO E DI SERVIZI INTEGRATI ALLE ATTIVITA' AGRICOLE.

 

               Gli interventi programmatici e progettuali saranno perfezionati attraverso quadri di coordinamento di piani zonali e progetti di aree che interesseranno le unità di base di organizzazione urbanistica (unità urbanistiche caratterizzanti) costituenti articolazioni componenti di ciascuna unità di assetto specifico.

 

SCHEDA A/1.3 - DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE.

 

UNITA' URBANISTICHE CARATTERIZZANTI.

 

Sono considerate tali le porzioni di territorio costituenti per le loro caratteristiche e per le attività registrabili, unità insediative con carattere di autonomia funzionale ed organizzativa.  Ogni unità di assetto territoriale specifico è articolata in un certo numero di unità urbanistiche caratterizzanti; di seguito si elencano le unità urbanistiche di base componenti ciascuna unità di assetto territoriale specifico.

 

l. L'AREA SISTEMA DA S. SEBASTIANO A PRAIALONGA.

E' costituita dalle seguenti unità urbanistiche di base:

n    SCOGLIERA NORD (SC)

n    PORTO (IP)

n    MARINELLA (RM)

n    CENTRO (C)

n    PORELLI (RP)

n    RIONE MILANO, INGLESE, EX MATTATOIO (RMIM)

n    AREA DA PEZZOLO A PRAIALONGA (PP)

n    AREA SIRENA-LENA (SL)

n    VIGNETO TERRAZZATO - VERSANTE BASSO (VTB).

 

2. L'AREA SISTEMA DELLE DUE FIUMARE (GRANARO E SFALASSA’).

All'interno di tale area sono previsti:

n    PARCO VERDE TERRITORIALE DEL RECUPERO AGRICOLO (PVT).

 

3. L'AREA SISTEMA DEL BOSCO.

Costituisce una unità territoriale del verde boschivo di connessione, e comprende i sistemi del ceduo produttivo, del bosco misto a carattere protettivo, del bosco ad alto fusto.  E' distinto anche come "sistema territoriale agro-boschivo", comprendendo anche la zona ulivetata e le colture legnose specializzate di pianoro.

E' distinta nei due sistemi del BOSCO CONSOLIDATO (BC) su giacitura piana o a media acclività e BP, su giacitura a forte acclività.

 

4. L'AREA SISTEMA AGRICOLO-RURALE DEI PIANORI (RA)

E' costituita dal sistema agricolo ed agricolo-rurale da potenziare e specializzare e coincide con un'unica unità urbanistica di base.

 

5. IL SISTEMA DEI POLI TURISTICI INTEGRATI ALL'URBANO.

E' prevista attraverso l'integrazione con aree marginali ed esterne, la specializzazione funzionale di tipo ricettivo ed il rafforzamento urbano del centro in termini commerciali-artigianali, secondo una forma di organizzazione turistica del tipo binucleare (sistema ricettivo, sistema urbano).

Vengono pertanto distinte due unità urbanistiche:

n    L'UNITA' RICETTIVA INTEGRATA (RI)

n    IL CENTRO URBANO (CU).

Tale sistema riguarda Bagnara Centro e le tre frazioni (PELLEGRINA, CERAMIDA, SOLANO).

 

6. LE AREE SISTEMA DEI POLI PRODUTTIVI E DI SERVIZIO INTEGRATI ALLA RESIDENZA.

Sono costituiti da poli con destinazione mista su base di funzioni integrate e con diverso grado di specializzazione.

Come tali sono individuati:

n    POLO DEI PIANORI BONELLI (P1), SOLANO (P3)

n    POLO COSTITUITO DALLIAREA EX PIP ED AREE CONTIGUE (P 4)

n    POLO ATTORNO AREA CIMITERIALE (P5)

 

7. LE AREE SISTEMA DEI MICROPOLI DI ANIMAZIONE TURISTICA (AT).

I micropoli di animazione turistica e che costituiscono anche elementi di presidio per il territorio, sono destinati allo sviluppo di attività turistiche integrate all'agricolo, consistenti in attrezzature di tipo ricettivo e di servizi.  Vengono organizzati lungo itinerari e circuiti.  Vengono segnalati, in qualità di elementi di maggiore rilevanza, Covala, Case Pantano, Vermene.

 

8. LE AREE DEL VIGNETO TERRAZZATO (VTE).

Sono costituite da porzioni di territorio coltivate prevalentemente a vigneto in condizioni morfologiche a forte pendenza, sistemate a terrazzamento (tipici terrazzi realizzati con muri in pietrame a secco).

Le aree suddette dovranno essere oggetto di interventi specifici per la difesa paesistico-ambientale e per la promozione produttiva agricola, anche attraverso la sperimentazione sotto il controllo di istituti specializzati.

 

A. 1 - Caratteristiche territoriali.

               Bagnara, alla pari di Scilla e Palmi, è un importante centro della Costa Viola; ha una superficie territoriale di 24,68 km2, e presenta una forma regolare, prevalentemente sviluppata in senso longitudinale; presenta una struttura fisica varia, caratterizzata da una particolare configurazione orografica e di paesaggio.  Altimetricamente il territorio comunale si svolge da quota 0,00 a 633 m s.l.m.; il suo sistema residenziale è costituito da Bagnara centro, Ceramida-Pellegrina, Solano Inferiore; articolazioni minori sono rappresentate da piccoli nuclei quali Covala, Olivarelli Grimaldi, Pantani di Limbi, Piciò e Pomarelli; le case sparse ammontano al 1991 a 51.

La popolazione si è nell'ultimo decennio stabilizzata (al censimento 1991, la popolazione residente risulta di 11.048 abitanti ).

La densità territoriale della popolazione si è mantenuta nel tempo abbastanza alta ed è caratterizzata dai seguenti valori:

·      al 1951 = 495,34 ab/km2;

·      al 1961 = 489,80 ab/km2;   

·      al 1971 = 458,39 ab/km2;

·      al 1981 = 424,31 ab/km2;

·      al 1991 = 447,65 ab/km2.

Il centro, di origine medievale, ha avuto una prima ricostruzione dopo il terremoto del 1783, e poi dopo il sisma dei 1908; poche le preesistenze storiche mentre ancora leggibili taluni elementi dell'impianto antico; pregevoli di contro le caratteristiche di paesaggio.

Bagnara ha conservato nel tempo le sue caratteristiche di gradevole centro di attrazione sia balneare, sia più generali di tempo libero e ricreativo.  Il mare e le condizioni climatiche ottimali hanno costituito il principale punto di forza e di attrazione verso l'esterno.

Dal punto di vista morfologico, il territorio comunale è caratterizzato dalla presenza di cale ghiaiose e sabbiose; la costa si presenta con carattere prevalentemente roccioso.  Come la maggior parte dei centri calabresi, tutta la zona è interessata da fenomeni di bradisismo tipici dell'area dello Stretto di Messina; i continui movimenti tettonici, tipici della struttura geologica della Calabria, hanno frammentato le formazioni geologiche primarie ed arcaiche.  Come risorse del sottosuolo, sono presenti formazioni di calcari cristallini utilizzati per ricavare calce; si registra la presenza di sorgenti minerali.

Il territorio, sotto il profilo fisico-costitutivo è interessato da una condizione diffusa di vulnerabilità geologica, geomorfologica ed idrogeologica.

Per la descrizione dettagliata dei fattori fisiografici, geolitologici e di stabilità, si rinvia allo studio geomorfologico e geotecnico, redatto in adempimento alla legge n. 64/1974, e dalle leggi regionali (Regione Calabria) attualmente vigenti.

I caratteri morfologici sono rappresentati da andamenti dei rilievi molto differenziati.  L'analisi delle classi di pendenze e gli intervalli funzionari di giacitura, fa registrare la seguente situazione:

-  circa 1200 ha rientrano in una classe di pendenza tra lo 0 ed il 20 %;

-  circa 195 ha rientrano in una classe di pendenza tra il 20 ed il 35 %;

- circa 878 ha rientrano in una classe di pendenza oltre il 35 %, con più di 700 ha con pendenza superiore al 50 %.

Le pendenze e le particolari sistemazioni a terrazzo (i famosi vigneti terrazzati), costituiscono una caratteristica di paesaggio locale.

               Sotto il profilo paesistico il territorio è caratterizzato dalla presenza di particolari tipologie di paesaggio mediterraneo; sono predominanti il bosco, i seminativi, le coltivazioni ortive, gli ulivi; sono presenti la vite, gli agrumi, i fruttiferi, i prati-pascoli.  Le aziende al 1990, risultano essere 439 di cui 381 a conduzione diretta dei coltivatore e 57 a conduzione con salariati; le strutture boschive interessano una superficie di 659,23 ettari.

Il settore zootecnico è presente con 34 capi bovini (8 aziende), 231 ovini (4 aziende), 22 capi suini (8 aziende), 35 capi caprini (5 aziende), 785 capi avicoli (10 aziende).

               La superficie agricola utile è di 557,92 ettari.

               I fattori climatici sono quelli tipici delle zone mediterranee temperate, molto adatte sia a coltivazioni di tipo normale e/o sperimentale e, sotto il profilo turistico idonee ad attività di tipo talassoterapico, di balneazione e di salutismo.  Le forme di utilizzazione turistica da privilegiare sono quelle di tipo estensivo.  Tali forme, opportunamente gestite e sulla base, anche, di incentivi finanziari di promozione e sostegno, possono costituire una buona base di integrazione di reddito.

Il settore industriale si presenta del tutto modesto ed è costituito da aziende di piccola dimensione prevalentemente di tipo artigianale.

Il settore commerciale di distribuzione, il settore terziario ed il settore della pesca possono essere considerati gli elementi economici portanti.

Il turismo costituisce, all'atto, una componente aggiuntiva anche perché non espresso in forma produttiva; è poco presente la ricettività di tipo alberghiero e si registra una netta prevalenza di case per vacanze.

La infrastruttura viaria, in particolare quella relativa alla penetrazione interna, e le reti viarie di servizio agricolo hanno necessità di potenziamento, ristrutturazione e riqualificazione complessiva.

Le restanti opere a rete di urbanizzazione generale presentano un sufficiente grado di efficienza; le opere igieniche dovranno essere assoggettate ad interventi finalizzati al potenziamento e alla riqualificazione.  A mirate opere di riqualificazione e recupero del decoro urbano dovranno essere assoggettate le reti viarie interne interessanti i centri ed i nuclei urbani.

Le dotazioni di aree per attrezzature di interesse comune (D.M. 2/4/1968 n. 1444), dovranno essere integrate sia quantitativamente che qualitativamente. In particolare vanno potenziate sia le superfici destinate a parcheggio, sia le aree di verde e verde attrezzato.  Si rileva l'opportunità di miglioramento e potenziamento delle attrezzature di tipo socio-assistenziale.

 

A.2 Caratteristiche socio-demografiche.

 

Negli ultimi quarant'anni si registra per Bagnara una perdita di abitanti residenti pari a 1177 unità (9,63%); nel periodo 1951-71 la perdita dei residenti è pari a 912 unità (7,46%); nel periodo 1971-91 la perdita è pari a 265 unità (2,34%); è solo nell'ultimo decennio (1981-91) che è possibile registrare un aumento della popolazione, pari a 576 unità con una percentuale positiva del 5,50%.

La tendenza alla stabilizzazione demografica è evidente dal 1980 in poi.

Sulle caratteristiche della popolazione - come si può evincere anche dalla lettura dei dati statistici desunti dal fascicolo Istat (1991) - la situazione è rimasta pressoché immutata nell'ultimo decennio.

Considerando la popolazione per sesso, si registra al 1991 una prevalenza di popolazione femminile (5569) rispetto alla popolazione maschile (5479).

Considerando la popolazione per classi di età, si ha il seguente quadro:

               -  con meno di 5 anni: 765              =   6,91%

               -  da 5 a 14 anni:      1.615 = 14,62%

               -  da 15 a 24 anni:    2.015               = 18,24%

               -  da 25 a 54 anni:    3.968               = 35,92%

               -  da 55 a 64 anni:    1.163               = 10,53%

               -  oltre  65 anni:      1.524 = 13,78%

 

Relativamente al titolo di studio, si registrano i seguenti dati:

               -  Forniti di titolo di studio:   7.605              = 68,84%

               -  Alfabeti privi titolo studio: 1.642              = 14,86%

               -  Analfabeti:                            871  =   7,88%

               -  Forniti di laurea:                   224 =    2,03%

               -  Forniti di diploma:             1.348 =  12,20%

               -  Forniti licenza media inf.:   2.813             =  25,46%

               -  Forniti licenza elementare:  3.220            =  29,15%

 

Relativamente al grado di attività, si segnalano i seguenti dati:

               - Popolazione attiva:                   4.030

               - Popolazione occupata:             2.314

               - Popolazione disoccupata:                          735

               - Popolaz. in cerca 1^ occupaz.:      981

               - Popolazione non attiva:             7.018

 

               Relativamente ai settori di lavoro interessati si segnalano i seguenti dati:

               - Agricolt., caccia, silvicoltura:         229

               - pesca:                                               111

               - estrazioni di minerali:                         2

               - attività manifatturiere:                      251

               - produzione e distrib. energia:             33

               - costruzioni:                                       473

               - terziario  ed amministrativo:        1.117

               - attività finanziarie                               11

               - immobiliari, informatica, ricerca:                    20

               - P.A., Difesa ed Assicurazioni:            81

               - istruzione, sanità e servizi sociali:                  166

               - altri servizi pubbl., sociali e person.:    30

               - servizi domestici presso famiglie:                   29

 

E' ancora basso il rapporto tra popolazione attiva e popolazione residente; così pure è alto il livello di disoccupazione ed il numero dei soggetti in attesa di nuova occupazione.

 

E' migliorato rispetto ai periodi intercensuari precedenti il livello professionale della popolazione.

 

Altri dati statistici, in particolare quelli relativi alla popolazione residente attiva in condizione professionale per attività economica e per classe di età, possono essere:

 

Agricoltura:

               - classe di età 14 - 19 anni:                    29

               - classe di età 20 - 29 anni:                    92

               - classe di età 30 - 54 anni:                  185

               - classe di età oltre 55 anni:      34

   Per un totale di:                                 340

 

Industria:

               - classe di età 14 - 19 anni:                              20

               - classe di età 20 - 29 anni:                             200

               - classe di età 30 - 54 anni:                             460

               - classe di età oltre 55 anni:               79

                 Per un totale di                                 759

 

                Altre attività:

               - classe di età 14 - 19 anni:                                 66

               - classe di età 20 - 29 anni:                360

               - classe di età 30 - 54 anni:                           1.256

               - classe di età oltre 55 anni:               268

                 Per un totale di                                1.950

 

 

Per ciò che riguarda la posizione imprenditoriale si registrano i seguenti dati, per attività economica:

               - Imprenditori in agricoltura:             15

               - imprenditori in settore industriale:               33

               - imprenditori in altre attività:        118

 

Relativamente ai lavori in proprio per attività economica si registra la seguente situazione:

               - in agricoltura:                                  60

               - in industria:                                    121

               - in altre attività:                              272

 

Relativamente ai coadiuvanti per attività economica, si registra la seguente situazione:

- in agricoltura:                                   5

               - in industria:                                       3

               - in altre attività:                               17

 

Estremamente debole si presenta l'attività in cooperazione. Si registrano infatti 4 soci in industria; 2 in agricoltura e 10 in altre attività.

 

Relativamente al quadro dirigenziale, si registrano: 1 dirigente per l'agricoltura e 30 dirigenti per il settore afferente ad altre attività.

 

Relativamente al settore impiegatizio si hanno: 81 unità per l'industria e 809 per altre attività.

 

I lavoratori dipendenti per settore risultano essere:

               - per l'agricoltura:                             258

               - per l'industria:                  516

               - per altre attività:              694

 

 

 

Le famiglie, in totale, al censimento dell'anno 1991, risultano essere 3.566, di cui:

               - con un componente:           742

               - con due componenti:          769

               - con tre componenti:            601

               - con quattro componenti:                    713

               - con cinque componenti:      489

               - con sei componenti:            170

               - con sette o più componenti:   82

 

Essendo gli abitanti residenti 11.048 e le famiglie 3.566, si ha un nucleo familiare medio di 3,10 componenti, inferiore alla media sia provinciale, sia regionale.

 

Le famiglie con piccolo nucleo (1, 2, 3 componenti) incidono per il 59,23 % sul totale; le famiglie standard (4 componenti) incidono per il 20 % sul totale.

 

 

A. 3        Struttura abitativa.

Dai dati del censimento 1991 si registrano i seguenti elementi:

 

- le abitazioni occupate risultano essere 3.566 con una superficie complessiva di 297.894 m2, con un numero di stanze pari a 14.129, occupate da 3.566 famiglie il cui numero di componenti risulta di 11.017 unità;

- secondo il titolo di godimento 2.183 abitazioni, con un numero di 9.308 stanze, occupate da 2.183 famiglie con un numero complessivo di 6.585 componenti, risultano essere di proprietà, usufrutto o riscatto; in affitto o subaffitto risultano 910 abitazioni con 3.157 stanze, occupate da 910 famiglie con 3.034 componenti;

- sulla base di altro titolo di godimento si registrano 473 abitazioni con 1.664 stanze, occupate da 473 famiglie, con 1.398 componenti.

 

Analizzando il patrimonio edilizio per epoca di costruzione, sempre relativamente alle abitazioni occupate, si registra la seguente situazione:

               - abitazioni prima dei 1945:            1.291

                 con un numero di stanze pari a      4.727

               - abitazioni dal 1946 al 1971:         1.133

                 con un numero di stanze pari a      4.623

               - abitazioni dal 1972 al 1981:            791

                 con un numero di stanze pari a      3.223

               - abitazioni dopo il 1982:                  351

                 con un numero di stanze pari a      1.556

 

Relativamente alle dotazioni igieniche delle abitazioni, la situazione può essere valutata in netto miglioramento rispetto ai periodi antecedenti e vicina ad una soglia di soddisfacimento.  Ancora lontana la soglia relativa al soddisfacimento di impianti per il riscaldamento.

 

Analizzando il livello di utilizzazione abitativa sulla base delle tipologie di utilizzazione, sono evidenziati i seguenti dati:

 

abitazioni con 1 stanza:

- abitazioni  54;  stanze 54;  famiglie 54;  componenti 75;

- scarto: - 21 stanze;

abitazioni con 2 stanze:

- abitazioni 394;  stanze 788;  famiglie 394;  componenti 892;

- scarto:  -104 stanze 

abitazioni con 3 stanze:

- abitazioni 1016; stanze 3048; famiglie 1016; componenti 2859;

- scarto: + 1843 stanze;

               abitazioni con 4 stanze:

- abitazioni 1176;  stanze 4704;  famiglie 1176;  componenti 4010;

- scarto: + 694 stanze;

 

abitazioni con 5 stanze:

- abitazioni 564;  stanze 2820;  famiglie 564;  componenti 1932;

- scarto: + 888 stanze;

 

abitazioni con 6 o più stanze:

- abitazioni 362;  stanze 2715;  famiglie 362;  componenti 1249;

- scarto: + 1466 stanze.

 

Relativamente alle abitazioni non occupate si registrano 1.210 abitazioni con un numero di stanze pari a 4.359.

Di esse:

               - 479      abitazioni e 1806 stanze sono utilizzate per vacanze;

- 44        abitazioni e 153 stanze sono utilizzate per motivi di lavoro e/o studio;

- 55        abitazioni e 176 stanze sono utilizzate per altri motivi;

               - 632      abitazioni e 2224 stanze non sono utilizzate;

               - 999      abitazioni e 3608 stanze disponibili, di cui non immesse né in vendita né in affitto.

 

Dai dati esposti si evince che esistono 1.210 abitazioni non occupate contro 3.566 abitazioni occupate e 4359 stanze non occupate contro 14.129 stanze occupate.

Relativamente alle abitazioni ed alle stanze non occupate, 479 abitazioni e 1.806 stanze sono utilizzate per vacanze.

               Si evince che ci si trova in presenza di un patrimonio edilizio dimensionalmente sufficiente ai fabbisogni di residenza sia normale che stagionale.  Un fattore da porre in evidenza è costituito dal fatto che esiste ancora una incidente percentuale del patrimonio residenziale consolidato in condizioni di vetustà e di degrado.  Quindi l'esigenza fondamentale d'intervento è legata al recupero, al rinnovo ed al riuso funzionale.  Si registra, ancora, una domanda di rinnovo e di riposizionamento abitativo.

Il recupero e la riqualificazione costituiscono le esigenze fondamentali-guida per una regolazione di tipo urbanistico-edilizio, al cui interno possa trovare sede una soluzione di recupero urbanistico degli insediamenti abusivi.

Relativamente al settore turistico è da mettere in evidenza che l'uso turistico dei territorio è prevalentemente caratterizzato da residenze stagionali fisse (seconda casa); poco incidenti in altre forme di ricettività turistica.

Anche sotto questo profilo le indicazioni dello strumento urbanistico generale dovranno spingere a favore di una attività alberghiera che può generare ricadute positive sia sul piano produttivo sia sul piano occupazionale.

Una ulteriore nota da porre in evidenza è costituita dal fatto che, relativamente al patrimonio edilizio esistente, 999 abitazioni e 3.608 stanze non sono disponibili né per la vendita né per l'affitto.

 

STRUTTURA DEMOGRAFICA.  INDICATORI SETTORIALI.

SETTORE DI ATTIVITA' ECONOMICA

 

A - AGRICOLTURA

al 1951:   2.697

al 1961:   1.348

al 1971:     722

al 1981:     420

al 1991:     342

 

B - INDUSTRIA

al 1951:     918

al 1961:  1.255

al 1971:  1.226

al 1981:     694

al 1991:     757

 

C - TERZIARIO

      al 1951:   1.220

      al 1961:   1.188

      al 1971:   1.131

      al 1981:

      al 1991:   1.850

 SETTORE AGRICOLO.  STRUTTURA AZIENDALE (S.A.U.)

SITUAZIONE AL 1990

      A.     Numero aziende:                                             439

      B.     Superficie complessiva (SAU/ha)                 55.792

      C.     Dimensione media delle aziende:                 1,27 ha

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990.

SETTORE AGRICOLO

 

RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE AZIENDALE PER FORMA DI UTILIZZAZIONE

 

               SITUAZIONE AL 1990

               1 - SEMINATIVI (S.A.U.) 283,41 ha

               2 - COLTURE PER. (S.A.U.)          263,69 ha

               3 - PRATI-PASCOLI (S-A.U.)        10,82 ha

               4 - BOSCHI                                      659,23 ha

               5 - ALTRE                                         95,35 ha

               SUPERFICIE TOTALE                    1.312,50 ha

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990.

 

SETTORE PRODUTTIVO AGRICOLO

 

RIPARTIZIONE DELLE SUPERFICI PER TIPO DI COLTIVAZIONE PRATICATA

 

SITUAZIONE AL 1990

 

1 - VITE (S.A.U.)

a) aziende:           233

b) superficie:       72,68 ha

 

2 - OLIVO (S.A.U.)

a) aziende:           82

b) superficie:       159,28 ha

 

3 - AGRUMI (S.A.U.)

a) aziende:           40

b) superficie:       13,32 ha

 

4 - FRUTTIFERI (S.A.U.)

a) aziende:           29

b) superficie:       17,51 ha

 

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE CON SEMINATIVI PER COLTIVAZIONI PREVALENTI

 

SITUAZIONE AL 1990

 

A - CEREALI.

a) aziende:           89

b) superficie:       92,29 ha

 

B - FRUMENTO.

a) aziende:           9

b) superficie:       25,72 ha

 

C - COLTIVAZIONI ORTIVE.

a) aziende:           170

b) superficie:       126,95 ha

 

D - COLTIVAZIONI FORAGGERE AVVICENDATE.

a) aziende:           6

b) superficie:       7,50 ha

 

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE CON ALLEVAMENTI ZOOTECNICI

 

SITUAZIONE AL 1990

 

A - CON ALLEVAMENTI BOVINI.

a) aziende:           8

b) capi:                 34

 

B - CON ALLEVAMENTI OVINI/CAPRINI.

a) aziende:           9

b) capi:                 266

 

C - CON ALLEVAMENTI SUINI.

a) aziende:           8

b) capi:                 22

 

D - CON ALLEVAMENTI AVICOLI.

a) aziende:           10

b) capi:                 785

 

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE E SUPERFICI PER FORMA DI CONDUZIONE

 

SITUAZIONE AL 1990

 

A - CONDUZIONE DIRETTA DEL COLTIVATORE.

a) aziende:           381

b) superficie:       961,08 ha

 

B - CONDUZIONE CON SALARIATI.

a) aziende:           57

b) superficie:       344,86 ha

 

C - ALTRE FORME DI CONDUZIONE.

a) aziende                -

b) superficie:          -

 

Fonte: Censimenti Generali dell'Agricoltura.  ISTAT 1990

 

SETTORE ABITATIVO.  PATRIMONIO EDILIZIO.

 

A - ABITAZIONI OCCUPATE.

al 1971:               2.855

al 1981:               2.839

al 1991:               3.566                    Sup.        297.894 m2

 

B - ABITAZIONI NON OCCUPATE.

al 1971:               429

al 1981:               1.209

al 1991:               1.210

 

C - POPOLAZIONE RESIDENTE.

al 1971:               11.793

al 1981:               10.710

al 1991:               11.048

 

D - POPOLAZIONE PRESENTE.

 

al 1971:               11.313

al 1981:               10.472

al 1991:

 

SETTORE AGRICOLO

 

GIORNATE DI LAVORO DELLE VARIE CATEGORIE DI MANODOPERA AGRICOLA

l. conduttore:                                    12.941

2. coniuge:                                          4.216

3. altri familiari:                                 2.154

4. parenti:                                            1.884

5. operai a tempo indeterminato:           10

6. operai a tempo determinato:       13.446

7. coloni ed assimilati:                      1.452

 

TOTALE                                            36.103

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE CHE UTILIZZANO I PRINCIPALI MEZZI MECCANICI DI USO AGRICOLO IN PROPRIETA'.

1.  TRATTRICI:                                23 aziende - 26 macchine

2.  MOTOCOLTIVATORI:             36 aziende - 41 macchine

3.  APPARECCHI PER LA IRRORAZIONE E LA LOTTA ANTIPARASSITARIA.

4.  RACCOGLITRICI - TRINCIATRICI.

 

Fonte: ISTAT. 4° Censimento generale dell'agricoltura (22.02.91)

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE PER FORMA DI CONDUZIONE E SUPERFICIE E  S.A.U.    (Ha)

 

l. Conduzione diretta del coltivatore.

- con solo manodopera familiare:                 264 az./254,71 ha

- con manodopera familiare prevalente:         70 az./108,96 ha

- con manodopera extrafam. prevalente:        47 az./597,41 ha

  Totale                                                             381 az./961,08 ha

 

2. Conduzione con salariati e/o compartecipanti:

 57 az. /344,86 ha

 

3. Conduzione a colonia parziaria appoderata.

                                                                                         =           

4. Altra forma di conduzione.

                                                                                         =

    Totale generale                                         439 az. / 1.312,50 ha

 

SETTORE AGRICOLO

 

SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA PER CLASSI DI SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZATA DELLE AZIENDE

 

Classi di superficie agricola utilizzata.

- meno di 1 (ha)                 182,70   ha

- tra i e 2 (ha)                     116,28   ha

- tra 2 e 5 (ha)                    137,75   ha

- tra 5 e 10 (ha)                  87,98     ha

- tra 10 e 20 (ha)                166,54   ha

- tra 20 e 50 (ha)                203,55   ha

- tra 50 e 100 (ha)                  =    

- oltre 100 (ha)                       =

 

Totale superficie             1.312,50 ha

 

Fonte: 4° Censimento generale dell'agricoltura (22.02.91)

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE PER CLASSE DI SUPERFICIE TOTALE (Ha) E SAU (Ha)

 

l.    Senza terreno agrario                 8

2.   Meno di 1 (ha)                            328

3.    Tra 1 e 2 (ha)                              53

4.    Tra 2 e 5 (ha)                              34

5.    Tra 5 e 10 (ha)                            7

6.    Tra 10 e 20 (ha)                          5

7.   Tra   20 e 50  (ha)                       3

8.   Tra 50e 100 (ha)                        =

9.   Oltre 100 (ha)                            =

 

Fonte: ISTAT: 4° Censimento gen. dell'agricoltura (22.02.1991)

 

SETTORE AGRICOLO

 

AZIENDE CHE PRATICANO L'IRRIGAZIONE E RELATIVA SUPERFICIE IRRIGABILE ED IRRIGATA PER FORMA DI APPROVVIGIONAMENTO E SISTEMAZIONE (Ha)

 

A. Superficie.

- irrigabile           161,19 ha

- irrigata               143,05 ha

 

B. Forma di approvvigionamento.

- indipendente     l23 aziende

- dipendente               =

 

C. Sistema di irrigazione.

- aspersione         2 aziende

- sommersione         =

- scorrimento      121 aziende

- altro sistema          =

 

Totale                   123 aziende

 

SETTORE AGRICOLO

FATTORI COSTITUTIVI E PEDOLOGICI

A.  FATTORI FISICI.  LIVELLI DI ERODIBILITA' DEI SUOLI: Fattori costitutivi:

l. Notevole                   30 ha

2. Medio-alta               110 ha

3. Bassa                        1.213 ha

 

B. FATTORI FISICI.  LIVELLI DI ERODIBILITA' DEI SUOLI:

Fattori esterni:

      l. Notevole                      808 ha

2. Medio-alta               1.050 ha

3. Bassa                           496 ha

 

C. FATTORI FISICI.  LIVELLI DI ERODIBILITA' COMPLESSIVA:

l. Notevole                      800 ha

      2. Medio-alta               1.114 ha

      3. Bassa                           460 ha

 

D. FATTORI FISICI.  LIVELLI DI QUALITA’ PER L'UTILIZZAZIONE AGRICOLA.

l. Liv. buono                 1.500 ha

2. Liv. mediocre             820 ha

3. Liv. scadente               107 ha

 

Fonti:     Regione Emilia Romagna - Metodologia MBT1 - Elaborazione propria.

 

               Studi geologici:                 Dott. V. Pizzonia

               Studi geologici                  Dott. G. Mandaglio

               Studi geologici e fisici:    Dott. ing. Beniamino D'Elia

 

SETTORE PRODUTTIVO - ATTREZZATURE COMMERCIALI

(ANNO 1994)

 1. ESERCIZI COMMERCIALI AL MINUTO IN SEDE FISSA.

A - ALIMENTARI (Tabb. I, Ia, Il, III, IV, V, VI, VII, VIII)

       Esercizi                        73

Superficie di vendita                  3.009 m2

B - NON ALIMENTARI (Tabb.  IX, X, XI, XII, XIII, XIV)

Esercizi                        102

Superficie                     4.306 m2

 

Totale esercizi                   175

Totale superficie               7.315 m2

 

2. ESERCIZI COMMERCIALI AL MINUTO (AMBULANTI)

A - ALIMENTARI             35

B - NON ALIMENT.         32

Totale Ditte                        67

Fonte: Comune di Bagnara Calabra - Ufficio Tecnico Comunale.

SETTORE PRODUTTIVO - PUBBLICI ESERCIZI

 

A - RISTORAZIONE

Esercizi                        1

Superficie                     1.025 m2

 

B - SOMMINISTRAZIONE

Esercizi                        17

Superficie                     707 m2

 

C - CIRCOLI

Esercizi                        1

Superficie                     1.732 m2

 

TOTALE GENERALE

 

Esercizi (A+B+C)             28

Superficie                           3.464 m2

 

Fonte: Comune di Bagnara Calabra - Ufficio Tecnico Comunale.

 

SETTORE PRODUTTIVO - ARTIGIANATO

 

Falegnami                           4                                         Imbottigliamento olio                      2

Barbieri                              4                                          Produzione calze                                             1

Pasticcieri                          2                                         Pizzerie                                             3

Panificatori                        17                                       Operat. videoregistrazione                             1

Imprese edili                      8                                         Gommisti                                          4

Fotografi                            2                                          Articoli da pesca                              3

Parrucchieri                       7                                         Pulizia                                               1

Fabbriche torrone             1                                          Carpentieri                                        1

Sarti                                    3                                         Lavorazioni artistiche                      1

Elettrauti                            2                                         Tappezzieri                                        1

Officine meccaniche         20                                      Agenzia viaggi                                   1

Past. Gelaterie                   10                                       Confezione pantaloni                       1

Ebanisti                               2                                         Installaz. impianti idraulici                             2

Muratori                             3                                         Riparazione pellami                         1

Autotrasportatori               14                                       Articoli regalo                                  1

Sculture marmo                 1                                          Serigrafie - Tipografie                     1

Lavaggisti                           1                                          Pollerie                                             1

Ceramisti                            3                                          Riparazione tende                           1

Porcellane                          1                                          Vetraio                                              3

Boscaioli                            2

Fabbri                                  7

Produzione dolci               1                                          Totale aziende                             173

Noleggio rimessa               1

Calzolai                               3

Ricamatrici                         3

Fontanieri                           1

Elettricisti                          4

Marmisti                             7

Idraulici                              1

Radiotecnici                       1

Lavorazione pesce             1

Lavanderie                          4

Lavoraz. pasta                     1

Fonte: Comune di Bagnara Calabra: Ufficio Tecnico Comunale

 

REGIME VINCOLISTICO

 

l.       VALLONE GRIMADIO Dalla foce alla strada nazionale Palmi-Bagnara.

 

2.      VALLONE CACCIAPULLI Dalla foce al suo ultimo opificio.

 

3.      VALLONE VARDARO Dalla foce al suo ultimo opificio.

 

4.      TORRENTE SFALASSA’ O VALLONE DELLA COVALA Dalla foce a km 3,500 a monte della confluenza del vallone Passo della Zita.

 

S.      VALLONE MULINI O DEL MOLINO Dallo sbocco per km 3 verso monte.

 

6.      VALLONE SOLANO Dallo sbocco all'ultimo opificio.

 

7.      VALLONE MANCUSI

         Dalla foce a km 1 verso monte del confine tra i Comuni di Scilla e Bagnara.

 

8.      VALLONE POVERELLO - MANCUSI Dallo sbocco per km 1 verso monte.

 

9.      VALLONE GRANDE - SFALASSA’ O COVALA Dalla confluenza del Vallone Passo della Zita nel torrente Sfalassà o Vallone della Covala, o Morticini, alle origini sui piani d'Aspromonte-Limina.

 

10.       VALLONE S. PIETRO - SFALASSA’ O COVALA Dallo sbocco del torrente Sfalassà o Covala, o Morticini, all'origine in contrada omonima sui piani d'Aspromonte.

 

 Fonte: Regione Calabria - Ufficio del Genio Civile di Reggio Cal.