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SOLOMON GURSKY
E' STATO QUI |
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L'Europa ricala le braghe |
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del 12\2\2006 |
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fonte:
Il Foglio |
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qui dal
13/02/2006 |
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Davanti alla bara di un sacerdote ammazzato al grido di “Allah grande”
l’Europa cala le braghe e il gesto non è solo sconveniente o indecente, è
soprattutto politicamente suicida. Quasi dimenticato l’assassinio da parte
del lupo grigio-verde sulla stampa continentale. Messo in ferie obbligate
direttore che pubblicò quelle brutte offensive vignette. Allo studio norme
comunitarie per regolare il rapporto media e religioni (una specie di par
condicio teologica?). Oscurato dal governo svedese un sito che le
ripubblicava. Negata una seduta del Parlamento europeo per l’uccisione in
Turchia don Andrea Santoro (e ovviamente la u n i o n e straordinaria fu
negata anche per l’esecuzione Olanda del regista Theo van Gogh e per
l’attacco a Londra). Quasi comunemente accettato che con Hamas intima
all’Europa di arrendersi, per bocca del suo leader esule nella minacciosa
Damasco, la cosa migliore sia appunto in qualche modo arrendersi – come ha
fatto ieri la Francia – a dover trattare (e pagare, rifocillare, magari
lusingare) un governo che indossa le cinture dei kamikaze stragisti di
ebrei non solo. Si arriva fino al paradosso un’Europa che cerca modi
sempre raffinati per scusarsi mentre miliziani palestinesi cercano modi
sempre efficaci per sparare contro gli uffici di quell’Unione europea che
è lì per distribuire soldi a palate a chi poi finanzia gli stessi
miliziani. Perfetto.Cioè, vengono messi in fuga con gli spari gli
osservatori europei, ma i soldi europei devono continuare ad arrivare
anche se al governo c’è chi spara. Perfetto. E’ la reciprocità condita con
i cavoletti di Bruxelles, è il libro nero del cretinismo multiculti.
Proprio mentre una bella cena dei cretini europei viene preparata a
Teheran, per festeggiare la Bomba che è lì lì per nascere gli ayatollah.
Qui nel vecchio continente ci si balocca con i falsi miti per non vedere
ferocia mitologica di un magma islamofascista che ha dichiarato guerra
alla civiltà. “E’ un complotto di pochi”. “Ma c’entrano più che altro le
bande della prostituzione”. “Ma questo laico, dunque non si allea con al
Qaida”. “No, non ci credo, c’è qualcosa di troppo artefatto”. “E’ colpa di
Bush e di Sharon”. “Non può essere”. “Le religioni amano per forza”.
“Bisogna distinguere”. “E se fosse caso isolato?”. L’elenco dei casi
isolati inizia l’11 settembre 2001, per la verità anche prima, ma per
comodità diciamo l’11/9 New York, poi passa per Madrid, Londra,
Casablanca, per la Turchia, il Pakistan, l’Indonesia, Gerusalemme
(costantemente), l’Arabia Saudita, la Siria, Beslan, Amsterdam, Baghdad,
Kabul, ancora e ancora stragi più o meno allo stesso grido. E più o meno
sempre stesse sono le frasi con cui voltare sguardo di là, per non vedere
la guerra in corso. |