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SOLOMON GURSKY
E' STATO QUI |
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Morire per un branco di cretini? |
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di Giuliano Ferrara |
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del 7\2\2006 |
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fonte:
Il Foglio |
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qui dal
09/02/2006 |
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Un prete missionario venuto da Latina è stato ucciso in una città turca
del Mar Nero, lo sappiamo. Sappiamo che era cristiano di confessione
cattolica. Sappiamo che è stato ucciso in nome del dio unico e massimo, in
nome di Allah. Sappiamo che di quel sacerdote la sua Chiesa si proclama
orgogliosa e che esercita il perdono cristiano verso l’assassino. Sappiamo
purtroppo anche altro. Per esempio, che quel prete non è l’unica vittima
dell’odio religioso in terra arabo-islamica. Che il martirio, seme del
cristianesimo, non è protostoria, ma storia contemporanea a diverse
latitudini. Che si muore e si va in galera per la libertà religiosa, di
culto, per la libertà di vivere e annunciare la propria fede. Che questa
libertà è conculcata nei loro paesi dalle stesse genti che la pretendono
giustamente per sé in Europa e in America. Non c’è reciprocità in questo
multiculturalismo a senso unico. Noi finanziamo la costruzione delle
moschee, loro vietano la messa e l’espressione pubblica del culto. Noi
abbiamo protestato civilmente davanti all’ambasciata iraniana a Roma il 3
novembre, agitando la bandiera iraniana e gridando slogan pacifici in
farsi, loro incendiano ambasciate e consolati dal Libano a Gaza, da
Giacarta a Damasco. Protestano per l’irrisione della religione islamica e
dei suoi precetti letteralisti, ma irridono il dio degli ebrei e dei
cristiani ed estirpano con la violenza le ultime vestigia del
cristianesimo nella loro terra, minacciando di estinzione la patria
ebraica. Chiedono che sia sostenuto dai nostri soldi il popolo palestinese
e la sua burocrazia di governo, ma si accingono con Hamas a proporre
l’applicazione della legge coranica e irrompono armati con Fatah nella
sede dell’Unione europea o aggrediscono a sassate l’ambasciata austriaca a
Teheran perché l’Austria oggi presiede l’Unione. Sappiamo anche altro. Che
da noi è fervoroso e diffuso il cretinismo multiculturale. Che salta su
uno e dice: non ci credo, è tutto un complotto, l’islam è pacifico e
moderato e va declinato al plurale (frase che è segno sicuro di demenza
grammaticale). Un altro salta su e dice: la colpa è della destra xenofoba
europea. Un altro ancora danna chi chiede di guardare in faccia lo scontro
di civiltà e di attrezzarsi per combatterlo con intelligenza, con
prudenza, con spirito di dialogo e anche con la fermezza dell’identità che
ci appartiene. Il cretino multiculturale non sa distinguere tra
l’inopportunità di una vignetta e la barbarie della violenza contro la
libertà di stampa. Non sa capire che la campagna di odio sacro è stata
fomentata da un imam che fu confessore spirituale del numero due di bin
Laden, che agisce da provocatore e si dissimula nel cuore di un grande
paese civile come la Danimarca. Che bisogna mobilitarsi contro il
boicottaggio dei prodotti danesi, essere uniti, solidali con chi rischia
la vita per la nostra libertà di dire e di pensare invece che prosternarsi
di fronte ai produttori televisivi globali di sentenze e condanne
islamiche, i Qaradawi di al Jazeera che per tempo questo giornale additò
all’attenzione del pubblico italiano ed europeo. Una volta non si poteva
morire per Danzica, questione molto discussa, ma morire per un branco di
cretini, questo è troppo. |