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I
musulmani inglesi non parteciperanno alla commemorazione della shoah:
dimentica le vittime degli altri olocausti, primo su tutti quello
palestinese. A comunicare la scelta della comunit à islamica britannica è
stato il segretario del Consiglio Musulmano inglese, Iqbal Sacranie, in
una lettera inviata al ministro dell'Interno, Charles Clarke. ''Non siamo
disponibili - si legge nella lettera di Sacranie - a partecipare alla
cerimonia, perchè esclude gli altri genocidi e abusi dei diritti umani che
vengono perpetrati oggi al mondo, incluso quello in Palestina''. Il mondo
islamico italiano prende posizione di fronte al rifiuto dei musulmani
inglesi. Reazioni diverse che vanno dal totale disaccordo alla
condivisione, in nome della necessita' che le celebrazioni non siano a
senso unico e che si celebri il sacrificio di tutti gli uomini del mondo.
Netto il giudizio negativo nei confronti della scelta dei musulmani
inglesi, del presidente della Lega musulmana mondiale in Italia, Mario
Scialoja. ''Non sono assolutamente d'accordo con i musulmani inglesi. La
celebrazione dell'Olocausto, che ha sconvolto e segnato per sempre
l'umanità, è importante, doverosa. E' chiaro - aggiunge il presidente
della Lega musulmana - che ci si dimentica di molte altre cose. La
tragedia del popolo palestinese è un dato di fatto. Ma questo non
giustifica in alcun modo la decisione del segretario del Consiglio
Musulmano della Gran Bretagna. Non si devono confondere le cose''. ''Ho
rapporti continui con la comunità ebraica italiana - spiega Scialoja - con
Amos Luzzato e con il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e siamo
stati invitati anche noi a partecipare alle commemorazioni del 27.
Personalmente, e me ne dispiaccio, non ci sarò perchè sono impegnato
all'estero''.
Di tutt'altro segno l'opinione del presidente dell'Unione musulmani
italiani (Umi), Adel Smith. ''Condivido pienamente la decisione della
comunità musulmana britannica - dichiara il presidente dell'Umi all'ADNKRONOS
- finchè non verranno usati gli stessi pesi e le stesse misure nei
confronti di tutti gli essere umani al mondo, e si continuerà a porre
l'attenzione mondiale solo sul cosiddetto olocausto degli ebrei, è giusto
non partecipare alle commemorazioni''. ''Tra l'altro - afferma Adel Smith
- spesso l'Olocausto è diventato un business guidato dai sionisti, come
denuncia il libro dell'ebreo Norman G.Finkelstein 'L'industria
dell'Olocausto'. E non mi risulta poi - aggiunge ancora il presidente
dell'Umi - che gli ebrei, abbiano mai partecipato alla commerazione del
genocidio che stanno perpetrando contro i Palestinesi''. ''Finora -
conclude Smith - non siamo stai invitati a partecipare alla Giornata della
Memoria, ma se lo avessero fatto avremmo rispedito tutto al mittente''.Più
diplomatica invece la posizione dell'Unione delle comunità e
organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii). ''Per quanto ci riguarda -
dichiara il segretario dell'Ucoii, Hamza Roberto Piccardo all'ADNKRONOS -
nessuno ci ha invitato ufficialmente a una commerazione e quindi non
abbiamo posizioni da esprimere. Mi limito a dire che è meglio commemorare
tutte le vittime che non commemorarne nessuna''. ''Ogni azione atta a
mantenere viva la memoria - spiega il segretario dell'Ucoii - è
sicuramente positiva e va fatta. Ogni uomo ha però il diritto di chiamarsi
vittima. Oggi ci sono alcuni genocidi, come quello iracheno, il più grave,
che non hanno l'attenzione che meritano''. ''Talvolta - conclude Piccardo
- le commemorazioni servono a far dimenticare i massacri in corso. C'è un
filo di ipocrisia. Settantanni fa poi, molte atrocità venivano commesse
all'insaputa del mondo, erano facilmente occultabili. Oggi, grazie ai
moderni mezzi di comunicazione, tutto avviente alla luce del sole. Non ci
sono alibi''.
L'Associazione donne musulmane italiane (Admi) valuta la scelta del
segretario del Consiglio musulmano inglese come una provocazione, una
richiesta di aiuto. ''Credo che la decisione dei musulmani inglesi -
spiega all'ADNKRONOS la portavoce dell'Admi, Asmae Dachan - vada vista
come un grido di aiuto, per far sentire la voce di coloro che non vengono
commemorati. Sono sicura che non è una scelta che va contro l'identità
ebraica. Se così fosse mi dissocerei totalmente''. ''Noi - sottolinea la
portavoce delle donne musulmane - siamo sempre stati molto sensibili al
tema dell'olocausto, tema del passato che non può essere archiviato, un
tragico momento storico dagli effetti drammatici, disumani, non bisogna
mai abbassare la guardia su questi concetti. Non abbiamo mai negato -
aggiunge ancora Asmae Dachan - la nostra disponibilit à a partecipare alle
commemorazioni di tutte le vittime, e se in questa occasione si
commemarono le vittime dell'olocausto, bene, è giusto farlo, e soprattutto
è giusto non dimenticare le motivazioni che hanno portato alla Shoah,
bisogna stare in allerta contro il pericolo razzista e antisemita''.D'altro
canto la portavoce dell'Admi non rinuncia a sottolineare che
''l'olocausto, si, ce lo ricordiamo, ma purtroppo ci dimentichiamo, o
forse non vediamo, gli olocausti che ci sono in questo momento, il
massacro dei civili palestinesi e il massacro dei civili iracheni, ad
esempio. In Palestina - denuncia Asmae Dachan - donne e bambini muoiono,
non perchè c'è una guerra in corso tra due parti, ma perchè una parte
aggredisce l'altra''. ''Se Anna Frank fosse viva - aggiunge - e vedesse
quale è la politica di Sharon oggi si scandalizzerebbe. Milioni di ebrei
sono morti perchá portatori di una fede, senza colpa alcuna, oggi i
bambini palestinesi muoiono perchè sono palestinesi. Credo che questo
offenda la memoria dei caduti nella shoah. Se potessero parlare direbbero
di fermare quella 'mano che uccide'''. Nemmeno l'Admi, finora, ha ricevuto
inviti da parte della comunità ebraica, ma accetterebbe ben volentieri di
partecipare attivamente alla Giornata della Memoria. ''Se gli italiani
dovessero invitarci - conclude la portavoce delle donne musulmane -
parteciperei volentieri. Porterei con me la poesia di Primo Levi 'Se
questo è un uomo', l'ho imparata alle elementari e la so a memoria. Le sue
parole sono drammaticamente attuali. Ma se togliessimo il nome
dell'autore, potremmo tranquillamente attribuirle a un detenuto di
Guantanamo o a uno sfollato di Gaza''.
L'imam della moschea di Centocelle a Roma, Samir Khaldi, non vuole dare un
giudizio di valore sulla decisione dei musulmani inglesi. ''Se il
segretario del Consiglio Musulmano della Gran Bretagna - spiega all'ADNKRONOS
- ha preso questa decisione, avrà i suoi buoni motivi, io non posso
giudicare, e non posso nemmeno mettermi nei suoi panni''. ''Ma, per quanto
mi riguarda - sottolinea Samir Khaldi - credo che non si debbano
confondere i diversi aspetti dell'Olocausto. Da un lato è giusto che
l'evento storico venga commemorato, come crimine contro l'umanità,
affinchá non si perda la memoria e non si ripetano mai quelle atrocità, ma
dall'altro, ritengo che le celebrazioni non debbano essere
strumentalizzate per fini politici o d'altro genere''. ''Nel mondo, oggi -
spiega l'imam - ci sono chiaramente due pesi e due misure. In Palestina i
diritti degli arabi non sono gli stessi che hanno gli ebrei. Gli ebrei
oggi con il loro governo stanno riservando ai musulmani e ai cristiani lo
stesso trattamento che hanno subito nella Shoah. Lo stesso spazio che si
dedica alla Giornata della Memoria, e più in generale al ricordo
dell'Olocausto, deve essere riservato per informare di ciò che Sharon e la
sua equipe stanno facendo quotidianamente contro l'umanità in Palestina,
la popolazione mondiale deve sapere''. Finora i musulmani della Moschea di
Centocelle non hanno ricevuto nessun invito da parte della comunità
ebraica italiana a partecipare alle manifestazioni per la Giornata della
Memoria, ''se dovessimo ricevere un invito - spiega l'imam - valuteremo la
cosa in gruppo, discutendone approfonditamente all'interno della nostra
comunità''.''Non sono al corrente di quanto affermato dal Consiglio
Musulmano della Gran Bretagna. Posso però dire che noi siamo vicini
indiscriminatamente a tutte le popolazioni colpite dall'Olocausto, non
siamo solidali con uno in particolare''. Queste le parole di Ali
Abushwaima, responsabile del centro islamico di Milano e Lombardia,
riguardo alla commemorazione del quinto 'Giorno della memoria' di giovedì
prossimo. ''Ricordiamo con commozione - spiega Abushwaima - tutti gli
Olocausti del mondo di cui veniamo a conoscenza ogni giorno. Sono eventi
estremamente drammatici''. L'imam di Trieste, Salim Mesbah, preferisce non
esprimersi sulla decisione dei confratelli britannici che non
parteciperanno alla commemorazione dell'Olocausto perchè, dice, ''prima
ascolto i telegiornali sui satelliti e poi mi faccio un'opinione''. Mesbah
delega a commentare la vicenda il presidente del Centro culturale islamico
del Friuli Venezia Giulia, Salih Igbaria, che afferma di non condividere
la decisione maturata in Gran Bretagna con la giustificazione che il 27
gennaio non si commemorano le vittime di tutti i conflitti comprese quelle
palestinesi. ''Il 27 gennaio è una giornata specifica per ricordare quelle
vittime - afferma Igbaria - non è giusto chiedere di estendere 'la festa'
ad altre vittime. Se i musulmani che vivono in Gran Bretagna, ritiene
Igbaria ''desiderano commemorare le vittime di tutte le guerre, chiedano
una giornata specifica''. Sia l'imam che Igbaria hanno confermato che uno
dei due anche quest'anno parteciperà, a nome della comunit à islamica a
Trieste ai riti per ricordare la Shoah nella Risiera di San Sabba. ''Siamo
vicini, ma non partecipiamo''.
E' la posizione espressa dall'Imam Sal à Hussein, rappresentante dei circa
6.000 musulmani residenti a Genova, rispetto alle commemorazioni
dell'Olocausto. ''Siamo naturalmente d'accordo - spiega Salà Hussein -
sulla condanna di quel sacrificio di innocenti, ma contestiamo il fatto
che vengano ricordate le vittime di un popolo solo. Sono stati sterminati
anche gli zingari, per esempio, ma non se ne parla. E non ci sono soltanto
i martiri di sessanta anni fa, ci sono anche quelli di oggi. Noi saremmo
d'accordo se si volesse utilizzare questo momento per condannare tutte le
vittime innocenti, di allora e di oggi, compresi i civili colpiti dai
terroristi e da truppe militari regolari''.
''Il giorno della Memoria è solo propaganda ebraica''. Senza mezze parole
il direttore del Centro culturale islamico di Bologna, Nabil Bayoumi,
accusa il mondo ebraico della Diaspora e l'Europa intera di ''chiudere
volutamente gli occhi sulla verità del presente'' e continuare a celebrare
un passato dove ''i morti sono più importanti dei vivi''. ''È inutile
parlare di 60 anni fa - dice Bayoumi - se anche al giorno d'oggi vi sono
massacri che nessuno cerca di fermare. Se l'Europa ha qualcosa da farsi
perdonare del proprio passato, la cosa non ci riguarda''. Per Bayoumi, la
decisione dei musulmani inglesi di non partecipare alla commemorazione
dell'apertura dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, è il
frutto di ''buoni motivi''. ''Quando gli ebrei scappavano dall'Europa
nazista - prosegue il direttore del Centro culturale islamico - il mondo
arabo li accolse: loro che hanno fatto? Ci hanno morso la mano. Gli ebrei
sono tutti degli assassini''. Bayoumi non si ferma: ''Sei milioni di ebrei
morti, secondo i sionisti, vorrei tanto sapere se è vero - dice - Io 6
milioni di nomi, cognomi e indirizzi non li ho mai visti''. Occorre aprire
gli occhi, incalza Bayoumi, ''e guardare al nuovo campo di sterminio che è
la Palestina''. ''Occorre avere il coraggio - prosegue il direttore del
centro culturale islamico di Bologna - di chiamare gli assassini con il
loro nome''. Per poi concludere con una frase dal tono profetico: ''i
crociati non sono resistiti molto in medio-oriente, gli ebrei si stanno
scavando la fossa da soli''.
''Lo sterminio del popolo ebraico ha sdegnato tutta l'umanità. Ricordare
l'Olocausto è un fatto di moralità perchá la ferocia del razzismo e del
nazismo può ancora colpire altri esseri umani''. E' la posizione di Feras
Jabareen, Imam di Colle Val D'Elsa, in provincia di Siena. Feras Jabareen
ha spiegato di non conoscere il motivo per il quale i musulmani britannici
non intendano commemorare l'Olocausto. ''Dico solo - ha aggiunto all'ADNKRONOS
- che i musulmani della provincia di Siena sono solidali in tutti i sensi
con il popolo ebraico''. ''Di fronte alla decisione del segretario del
Consiglio musulmano della Gran Bretagna posso solo dire che ogni tragedia
merita di essere ricordata da tutti in tutto il mondo''. Con queste parole
l'imam di Perugia, Abdel Qader, ha commentato la decisione del segretario
del Consiglio musulmano della Gran Bretagna. ''Una questione - ha
proseguito l'Imam di Perugia - che riguarda una certa comunita', quella
della Gran Bretagna, appunto, ma che comunque, chiama l'attenzione di
tutti. L'Olocausto e' certamente un fatto tremendo, che ha provocato tanta
sofferenza e merita di essere ricordato, perche' e' importante essere
vicini alle vittime e a chi subisce''. ''E' sempre giusto ricordare
vittime innocenti, ma bisogna guardare al futuro.
Se noi cominciassimo a ricordare le crociate non si finirebbe più''. Amar
Abdallah, imam della comunità islamica di Napoli, invita a ripensare ai
motivi che spingono a ricordare l'Olocausto e se è o meno il caso di
considerare un altro risultato a cui porterebbe il ricordo costante delle
vittime delle persecuzioni naziste. ''Far girare tutto il mondo dietro
questo ricordo - dice - rischia di fare crescere l'odio, i punti di
conflitto, le differenze. E invece, nel 21esimo secolo va costruita la
pace''. Per l'imam della comunità di corso Arnaldo Lucci ''è necessario
che le generazioni nuove guardino al futuro'' e poi, aggiunge ''meglio non
fomentare l'odio tra ebrei e tedeschi. L'Olocausto è stato riconosciuto e
si è pagato per questo''. Amar Abdallah non vuole toccare gli ''estremismi''
della comunità islamica inglese, che ha fatto sapere che non parteciperà
alle commemorazioni dell'Olocausto, ma afferma: ''tali commemorazioni non
abbiano interessi politici i personali, ma siano davvero un contributo per
la pace e per dimenticare l'odio''.D'accordo con i musulmani britannici l'imam
di Catania Moufid AbuTouq. ''Personalmente non partecipo alla
commemorazione dell'Olocausto. Sono vicino alla scelta dei fratelli
musulmani britannici perche' gli ebrei occupano ancora la nostra terra
palestinese e continuano quotidianamente a compiere massacri contro il
nostro popolo come se non sapessero cosa significa la sofferenza''. (Afv
-Anr-Fbo-Flo-Ftb-Jet -Rag-Sia-Sca/Pe/Adnkronos)
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