SOLOMON GURSKY

E' STATO QUI

  webmaster - ©2004 -

Atto quinto. Paolo Mieli sul libro nero di "Avvenire"
di Sandro Magister
19\1\2005
fonte: Settimo Cielo

Nella sua prolusione del 17 gennaio al consiglio permanente della Cei, il cardinale Camillo Ruini ha dato una stoccata al "Corriere della Sera" diretto da Paolo Mieli e alla sua offensiva contro Giovanni XXIII e soprattutto Pio XII: "fatti oggetto nelle ultime settimane di polemiche non nuove, lontane dalla verità storica e inutilmente faziose, che hanno trovato però risposte precise e adeguate".

Le risposte "precise e adeguate" cui Ruini allude sono quelle apparse a più riprese su "Avvenire" e "il Giornale".

In particolare, il quotidiano della Cei ha pubblicato, il 18 gennaio, una meticolosa ricapitolazione dell'intero oggetto della querelle, a firma dello storico Matteo Luigi Napolitano, che da sola semplicemente umilia la grossolana campagna avviata il 28 dicembre da Alberto Melloni sul "Corriere".

E il giorno dopo, su "il Giornale", Andrea Tornielli ha arricchito la ricostruzione di Napolitano pubblicando integrale un ulteriore documento fin lì inedito: la lettera scritta a Pio XII il 12 marzo 1946 dal rabbino capo di Terra Santa Isaac Herzog, poche ore dopo aver incontrato il papa in udienza.

Nella lettera, Herzog chiede che i bambini ebrei ospitati e salvati dai cattolici, e rimasti orfani, siano restituiti a "organizzazioni ebraiche".

Che risposta ebbe poi, nei fatti, la richiesta? Stando ancora al rabbino Herzog, positiva. Il 9 ottobre 1958, poche ore dopo la morte di Pio XII, Herzog, divenuto nel frattempo rabbino capo di Israele, inviò un telegramma alla Santa Sede nel quale ricordò commosso proprio quella sua udienza del 1946, "quando chiesi [a Pio XII] che ci aiutasse a restituire alla loro patria i bambini ebrei strappati dalle braccia dei loro cari durante il genocidio nazista". E così Herzog proseguiva:

"Rimasi profondamente colpito dalla sua grande preparazione, dai suoi alti ideali e dalla consapevolezza costante che egli aveva delle grandi responsabilità di cui era investito".

Commenta Tornielli: "Perché mai, se fosse rimasta anche soltanto qualche ferita aperta per la mancata consegna dei bambini ebrei salvati dalla Chiesa, Herzog avrebbe citato positivamente proprio quell'incontro?".

Una ferita s'è comunque aperta nei giorni scorsi tra "Avvenire" e il "Corriere", e in specie tra i rispettivi direttori Dino Boffo e Paolo Mieli. Per capirlo basta rileggere sul "Corriere" del 17 gennaio i primi capoversi dell'articolo del nuovo vice di Mieli, Pierluigi Battista, e su "Avvenire" del 18 gennaio il colonnino firmato col "nom de plume" Sebastiano Cinel.

Polemica giornalistica tra giornali? Non solo. Della campagna contro Pio XII lanciata dal "Corriere" si può dare anche un'interpretazione politicamente e culturalmente fine. E' quanto fa Pietro De Marco in questa sua nota: "L'apprendista stregone. Osservazioni sulla recente querelle intorno a Pio XII e la Shoah".