Luoghi santi in Terra Santa: a chi pagare il biglietto?

 

Fonte: Settimo Cielo, l'Espresso Blog, di Sandro Magister, 29\11\2004

 

Mercoledì 24 Novembre 2004 i ministri del turismo israeliano, Gideon Ezra, e palestinese, Mitri Abu Aita, hanno siglato un accordo per incoraggiare la venuta dei pellegrini in Terra Santa: garantendone gli spostamenti e la sicurezza sia in Israele che nei territori dell'Autonomia Palestinese.

Proprio però quando s'accendeva questo lume promettente, la dichiarazione di un rappresentante del patriarcato latino di Gerusalemme ha fatto saltare sulla sedia il custode della Terra Santa, il francescano Pierbattista Pizzaballa.

Durante un convegno ad Amman su "Minacce e prospettive per la sopravvivenza dei santuari musulmani e cristiani in Palestina", promosso dall'Unesco islamica e da enti kuwaitani e giordani, padre Hannah Kildani, che lì rappresentava il patriarcato latino di Gerusalemme, ha affermato che "i santuari cristiani in Terra Santa appartengono non solo a noi cristiani ma a tutti gli arabi, musulmani o cristiani".

La custodia della Terra Santa, che ha per compito di proteggere la proprietà e l'integrità dei santuari cristiani, ha reagito con un comunicato in difesa di tale proprietà, che solo "in senso simbolico potrebbe anche essere guardata come patrimonio spirituale dell'umanità".

Il timore, infatti, è che un futuro governo palestinese, più islamista che laico, accampi diritti di possesso sui luoghi santi.

A regolare i rapporti fra l'Autorità Palestinese e la Santa Sede c'è un accordo firmato il 15 febbraio 2000. All'articolo 4 l'accordo stabilisce per i luoghi santi cristiani il mantenimento del regime giuridico internazionalmente riconosciuto, il cosiddetto "status quo".

Ma negli ultimi tempi il rispetto di tale clausola è stato violato, in particolare per la basilica della Natività di Betlemme: vedi in proposito quanto ha scritto "Asia News". In più, sono frequenti le confische di case e di terre che i cristiani dei Territori subiscono da parte dei loro connazionali musulmani.

Sarebbe il colmo che ad assecondare tale deriva sia il patriarcato latino di Gerusalemme, retto dal filopalestinese Michel Sabbah.

 

E tre interessanti commenti.

Commento lasciato da pippo il 01 December 2004 alle 23:38PM
I cristiani in Terra Santa c'erano prima dei musulmani, e probabilmente qualche loro esponente cerca di sottolineare il fatto che loro lì sono autoctoni e quindi la loro cultura è cultura palestinese, non europea o occidentale. Solo, però, che lo fanno in posizione svantaggiata in partenza, visto che di fronte hanno un islamismo fanatico e aggressivo. Il nazionalismo palestinese in origine era nato sovente da cristiani laicizzati e magari "socialisti", poi è passato tra i musulmani (in effetti, uno come Arafat potrebbe benissimo essere definito come un "fascistone" e non capisco che cosa avesse di tanto affascinante per i comunisti nostrani). Ora il laicismo lì non va più di moda e quindi...
Tra i cattolici delle nostre parti va di moda prendersela con Israele perché avrebbe "un fiume di denaro" (chiedete al direttore del Bollettino Salesiano, per esempio), ma si guardano bene dal criticare i musulmani. Che dire: prudenza o fifa?

Commento lasciato da Massimo il 30 November 2004 alle 12:20PM
Dall'islamismo non ci si può attendere nulla di buono, e nenache dagli islamisti (diverso dai musulmani, nota bene). Quando hanno bisogno di protezione profanano la basilica della natività, senza neanche ringraziare per aver salvato la pelle. Anzi, alla prima occasione accampano diritti, tanto loro sono superiori, no? Noi siamo solo "dhimmi", quello che abbiamo è solo per loro generosa concessione ...
Miserabili ipocriti!!!

Commento lasciato da leonardo il 30 November 2004 alle 08:46AM
Interessante la notizia (che ignoravo, perché i giornali non ne parlano) delle frequenti confische di case e di terra ai cristiani da parte dei loro connazionali musulmani. Dunque i palestinesi musulmani si comportano in casa loro con i cristiani come gli israeliani nei loro confronti?