Antisemitismo e antisionismo. Il Vaticano dice e ritratta

 

Fonte: Settimo Cielo, l'Espresso Blog, di Sandro Magister, 13\8\2004

 

Nella sua newsletter settimanale "The Word from Rome", il corrispondente da Roma del "National Catholic Reporter" John L. Allen Jr. segnala un incidente di percorso nell'accidentato cammino delle relazioni tra Chiesa cattolica ed ebraismo.

A causare l'incidente è stata la "Dichiarazione congiunta" emessa al termine della riunione del comitato internazionale di raccordo tra cattolici ed ebrei tenuta a Buenos Aires dal 5 all'8 luglio 2004.

Per la parte cattolica i partecipanti erano di alto livello: il cardinale Walter Kasper, presidente del pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, e il cardinal William Keeler, arcivescovo di Baltimora e moderatore episcopale per i rapporti ebraico-cattolici negli Stati Uniti. Mentre per gli ebrei c'erano Israel Singer, presidente del comitato internazionale di raccordo tra cattolici ed ebrei, e Joel Meyers, vicepresidente dell'organismo.

A un certo punto la dichiarazione ribadiva "il rifiuto totale dell'antisemitismo in tutte le sue manifestazioni, incluso l'antisionismo come espressione più recente dell'antisemitismo".

Da parte ebraica, questa condanna congiunta di antisemitismo e antisionismo è stata apprezzata come una "svolta storica" nella linea cattolica ufficiale.

Ma in Vaticano sono subito arrivate le proteste di capi delle comunità arabocristiane del Medio Oriente, per i quali l'antisionismo è un caposaldo irrinunciabile.

E allora, per tacitare questa protesta, in Vaticano hanno ripescato un documento del lontano 1988 del pontificio consiglio per la giustizia e la pace su "La Chiesa e il razzismo". E hanno fatto sapere che "il linguaggio della dichiarazione di Buenos Aires deve essere letto alla luce di quel precedente documento".

Nel quale il rapporto tra antisemitismo e antisionismo non era di identificazione, ma veniva così definito:

"L'antisionismo - che non è dello stesso ordine, poiché riguarda lo stato d'Israele e la sua politica - serve talvolta come uno schermo per l'antisemitismo, alimentandolo e portando ad esso".

Inoltre, né la sala stampa vaticana né "L'Osservatore Romano" hanno dato conto della dichiarazione congiunta di Buenos Aires.

Che comunque resta agli atti. Ed è molto interessante anche per altri punti toccati, tra i quali una esplicita deplorazione da parte della comunità ebraica "del fenomeno dell'anticattolicesimo in tutte le forme in cui si manifesta nella società".