Il piano Sharon riprende quota
di Graziano Motta
Fonte: l'Avvenire, 6\5\2004
Sharon va avanti nel suo
progetto di disimpegno unilaterale dai Territori, anche se bocciato dalla base
del suo partito nel referendum di domenica. È confortato soprattutto dal
sostegno ricevuto dal Quartetto per il Medio Oriente nella riunione di ieri
l’altro a New York; e da quello esplicito, ieri, del presidente Bush in
un’intervista televisiva del network arabo Al Hurra.
Riferendosi al piano di ritiro dalla Striscia di Gaza, Bush ha detto
testualmente: «Quando vedi un passo verso la pace è importante percorrerlo». E,
ricordato che gli Stati Uniti sono un Paese pacifico, ha aggiunto: «Penso che si
tratti di un momento storico per il mondo e che sia una nuova opportunità per
fare un passo in avanti».
Sharon è soprattutto fiducioso di poter riguadagnare il consenso del suo
partito. Significative sono state ieri in proposito le dichiarazioni dei
ministri Zippi Livni dopo un colloquio con Sharon («I membri del Likud hanno
respinto il piano di separazione, ma non il principio di elaborare un processo
politico») e Silvan Slalom dopo un colloqui a Londra con il suo omologo, il
ministro degli esteri Jack Straw («Sharon cercherà tutti i mezzi per far
avanzare il processo di pace»).
Particolarmente importante questo colloquio, perché da un lato Straw ha
sottolineato come il Quartetto abbia definito «positivo» il proposito di Sharon
di smantellare parte degli insediamenti dei coloni; e dall’altro Slalom ha
risposto alle pressanti insistenze palestinesi (manifestate anche con una
lettera del premier Abu Ala al Quartetto) perché sia subito rilanciata la Road
map: prima, ha detto, è necessario che l’Autorità palestinese si impegni a far
cessare le azioni terroristiche e proceda al ricambio della classe dirigente.
Mentre i partiti di opposizione intendono premere per il ritiro da Gaza, e per
questo hanno promosso una manifestazione di massa a Tel Aviv per il 15 maggio,
il ministro della Difesa Mofaz, riferendosi al recente assassinio di una mamma
incinta e delle sue quattro figlie, ha detto: «Faremo tutti i l possibile per
garantire la sicurezza degli israeliani residenti nella Striscia di Gaza e se
per questo occorrerà costruire una barriera di protezione e se questa è
realizzabile la faremo».
Striscia che resta sempre teatro di scontri e di morte. Soldati israeliani hanno
ucciso al valico di Karni due palestinesi che tentavano di infiltrarsi in
Israele; e a Dir el-Balaa, durante un’incursione al campo profughi, hanno ucciso
un palestinese di 35 anni e ferito un fotografo palestinese. Operazioni militari
anche a Rafah e Khan Yunis. In Cisgiordania, nel villaggio di Talluz presso
Jenin, i soldati hanno ucciso Imad Janadra, 30 anni, esponente di Hamas. Un
leader di Hamas è stato invece liberato dalle autorità israeliane: Mohammed Taha,
68 anni, uno dei fondatori dell’organizzazione oltranzista, è stato scarcerato
per motivi ancora non chiari. Infine, si è riscaldata la frontiera
israelo-libanese: ai colpi di mortaio sparati dai miliziani Hezbollah, Israele
ha reagito bombardando postazioni di artiglieria nel Sud del Libano.