Il complotto ignorato e il mito della stampa americana

 

Fonte: BlogTrotter, di Leonardo Coen, del 4 aprile 2004

 

4 aprile 1968, giusto 36 anni fa. Memphis, Tennessee. Il pastore Martin Luther King viene ucciso mentre stava sul balcone del suo albergo. Militante per i diritti civili e contro la segregazione, aveva scatenato la collera dell'amministrazione Johnson perchè aveva preso pubblicamente posizione contro la guerra in Vietnam.

Quando venne colpito, Martin Luther King si trovava sul balcone perchè Marrell McCullough gli aveva chiesto un colloquio in privato. Costui faceva parte del comitato d'azione del movimento di King ma soprattutto era un poliziotto infiltrato: lavora ancor oggi alla Cia. Il tenente Earl Clark, suo collega alla polizia di Memphis, diresse le "ricerche" nei cespugli dei giardinetti davanti all'hotel che permisero - molto opportunamente - di ritrovare l'arma dell'attentato.

Nell'ottobre del 1999, tra l'indifferenza generale dei mass media, il tribunale di Memphis giudicò che Martin Luther King era rimasto vittima di un "delitto di Stato" perpetrato da agenti della polizia federale. Malgrado ciò, ancor oggi la stampa Usa e i libri di storia perpetuano la tesi del tiratore scelto.