BAGNARA CALABRA

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Calabria: Ogni anno migliaia di giovani vanno via

Il segretario calabrese della Uil denuncia il dramma dell’emigrazione di massa ed il dilagare del lavoro nero

del 12\5\2005
qui dal 12/05/2005

Ci sono il dramma di una nuova emigrazione di massa verso il Centro-Nord ed il dilagare del lavoro nero, intrecciati a livelli di disoccupazione cronica ed alla costante estensione dell'area della povertà, dietro al crescente disagio sociale della Calabria. Roberto Castagna, segretario regionale della Uil, teme una deflagrazione delle tensioni ed invita il nuovo governo regionale ad approntare le giuste contromisure: "Ogni anno - spiega all'Agenzia Italia - 10.000 giovani calabresi diplomati o laureati lasciano la Calabria per tentare fortuna altrove. E non è la manovalanza che si allontana, perché se ne vanno i cervelli, la classe dirigente del futuro, coloro che dovrebbero programmare e garantirne il progresso di questa terra".

E c'è poi un paradosso: "In una situazione sociale sfilacciata - dice Castagna - l'unico collante è rappresentato dal lavoro nero.

I dati Istat indicano in 180.000 le posizioni irregolari, che garantiscono un reddito in una regione in cui 300.000 famiglie vivono sotto la soglia di sussistenza. Ma si tratta di un collante troppo debole, che prima o poi è destinato a venire meno con il rischio di tensioni molto forti, al limite della ribellione.

Esiste un sommerso esteso che copre gran parte della disoccupazione.

Poi ci sono le pensioni che, sebbene falcidiate dal caro vita, sono in Calabria l'unico ammortizzatore sociale".

Le risposte da dare dunque, sono urgenti ed il segretario della Uil invita il neo presidente Agazio Loiero a non perdere tempo, perché, il sindacato non è disponibile a concedergli attenuanti: "Noi non faremo sconti a nessuno. Continueremo a fare il nostro mestiere, anche quello - avverte - conflittuale. C'è bisogno di confronto, dopo cinque anni in cui non si è potuto dialogare con l'istituzione regionale. Guardiamo con interesse alla nuova Giunta se è intenzionata a lavorare bene. Diversamente saremo i primi a lottare. In cinque anni l'unica opposizione al governo Chiaravalloti l'ha esercitata il sindacato, con la Confindustria e con la Chiesa che di tanto in tanto è scesa in campo ed ha detto la sua con determinazione".

Il primo problema da risolvere è quello delle infrastrutture. "Si registrano ritardi enormi. Il problema dei cantieri sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria - afferma Castagna - rischia di penalizzare ancora per molti anni l'economia turistica. La Regione deve esercitare un monitoraggio costante sulle opere pubbliche, costituendo un vero e proprio osservatorio sui cantieri, e deve imporre ai livelli nazionali il completamento delle opere in corso".

Castagna sposta poi l'attenzione sul lavoro precario: quello rappresentato dai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità "per i quali non si intravede una soluzione nè immediata nè in prospettiva" e quello ancora assicurata dai pochi poli produttivi della regione che rischiano di essere letteralmente cancellati: "Ciò - spiega -riguarda non solo il tradizionale comparto tessile, nel quale abbiamo una situazione di grande allarme e non solo nell'ambito della piccola e media impresa, l'unica presente in Calabria, ma c'è il comparto informatico che rischia di subire contraccolpi enormi senza una risposta sia a livello centrale sia a livello regionale. Penso a Finsiel, Carisiel, l'ex Crai e la Dne, un pacchetto innovativo che sta rischiando di subire colpi mortali. C'è una condizione di disagio e di povertà aumentata negli ultimi anni, espressa da dati preoccupanti".

Dunque, "occorrono misure forti per fare emergere il lavoro nero e ci vuole una politica di superamento graduale del precariato insieme ad una capacità di rivendicare dal governo nazionale il completamento delle infrastrutture". Ma la nuova Giunta regionale, afferma Castagna, "deve in primo luogo rivisitare le proprie risorse, sia ordinarie che comunitarie, approntando un progetto di sviluppo capace di dare un segnale per l'occupazione in Calabria. Occorre sapere spendere bene i fondi che ci sono. Questa capacità di spesa finora è mancata. Occorre che questa Giunta riduca le spese, gli sprechi, come ha fatto ad esempio in Campania Bassolino, che ha ridotto le spese di palazzo ed ha destinato 250 euro in più alle famiglie che rientrano nella fascia di povertà. Io penso che invece di continuare lo sperpero e le consulenze ultramilionarie volute dalla precedente Giunta, e facendo le cose con razionalità e gradualità, si può spendere meglio i soldi destinandoli a chi ne ha bisogno o incentivando quei giovani che invece preferisce andare fuori". Per quanto riguarda le prime mosse del nuovo governatore, Castagna si dice perplesso in ordine all'affidamento di alcune deleghe: "Se devo rispondere a caldo, qualche perplessità ce l'ho" dice. "C'è stata - sottolinea - una distribuzione non proprio mirata agli uomini disponibili e, nello stesso tempo, c'è stata forse qualche redistribuzione di deleghe eccessiva. Ma di fronte alle cose concrete che si potranno fare, eviteremo di esprimere giudizi negativi sulla Giunta". Come primo segnale d'attenzione verso il mondo del lavoro, il segretario della Uil chiede alla Giunta regionale di istituzionalizzare il sistema della concertazione, rendendo operativo il Crel, il consiglio regionale dell'economia e del lavoro, organo di confronto fra il governo regionale e le parti sociali previsto dal nuovo statuto regionale. "Quella spiega - è la sede che può consentire alla Giunta un confronto costante con tutti i soggetti dello sviluppo".