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Puntillo ai lettori
di Tito Puntillo
15\8\2009

Da Tito Puntillo ricevo e pubblico

Ai lettori:

A margine del recente scambio di battute col Presidente della Pro Loco di Bagnara e dopo un esame di coscienza susseguente alla visione di molte circostanze presentatesi recentemente in questo nostro Paesino, ritengo necessario rivolgermi ai Lettori di questo sito, una media di circa 60 letture giornaliere, e a quegli altri che trattano Bagnara.

Se estrapolassimo, diciamo, il 15% di questi lettori, dichiarandoli non residenti, giungeremmo alla conclusione che gli appassionati Bagnaroti di cose di Bagnara, saranno, si e no, una cinquantina di residenti. Stimiamo la popolazione media annuale residente, in età di comprendonio decisionale, in circa 5.000 persone, e determiniamo che il 40% possiede e adopera il Computer. Abbiamo così trovato che approssimativamente circa il 3% della popolazione si documenta su quanto accade in Paese e, dunque, in qualche maniera partecipa, ancorché indirettamente, alla vita della Cittadina.

Non posso d’altro canto che prendere atto che Personalità come il locale Presidente della Pro Loco non si documenti di persona su quanto si dice e scrive del suo Paese e del suo operato, limitandosi a intervenire dopo che “amici” lo hanno informato “sarcasticamente” di quanto avviene.

Il concetto di “amici” che con “sarcasmo” tentano di giudicare fatti, persone e cose di questo piccolo e povero paesino della Calabria Meridionale mi muove dunque ad alcune osservazioni finali.
Ho già numerosissime volte detto, scritto e sostenuto che il male oscuro di Bagnara Calabra risiede in quella faglia di persone che se ne stanno in cerchio fuori dal bar, fuori dall’associazione, fuori dall’uscio della chiesa, fuori dalla sala giochi, e poi fuori dal mondo e dalla realtà, fuori da qualsiasi azione, all’ombra, nell’afoso pomeriggio bagnaroto, a prendersi conto della gente per bene, giudicando con sarcastici sorrisetti che a volte terminano con il riso che rientra nel naso con il verso del maiale.

E’ la strafottenza basata sulla difesa assoluta dell’egoismo dei singoli; una paralisi sociale creata dalla non coscienza di sé dei singoli, dentro e fuori. Le pochissime, brave persone per bene che ancora sopravvivono in questo male oscuro che ha condannato Bagnara, si sono già ritirate in un dignitoso silenzio, si sono chiamate fuori, non intendono coinvolgersi con gli strafottenti che dilaniano Bagnara da ogni parte e in ogni modo.

Non è possibile lottare contro questi “bravi”, questa filibusta imbelle che tuttavia possiede il potere di asfissiare qualsiasi tentativo di svegliare le coscienze della gente per bene.

Ho rivolto delle critiche al Presidente della Pro Loco, così come in passato ho più volte contestato altre persone della Cittadina perché, nel darsi da fare secondo le loro possibilità, stavano approcciando male un problema (sempre a mio modo di vedere), una situazione, un significato.

Erano e sono comunque persone che si davano e si danno da fare e in un contesto bagnaroto più civile, l’approccio critico sarebbe stato valutato dai Cittadini certamente come positivo ai fini della migliore comprensione di un problema e, per converso, positivo da parte degli attori verso i quali quelle osservazioni erano mosse.

La reazione di Bruno Ienco, una volta determinate le posizioni fra me e lui, va dunque letta, secondo me, con attenzione, perché, se rileggete riflessivamente il suo testo, noterete che la sua difesa non è contro di me, leggete bene e con calma, ma contro i Bagnaroti imbelli e sarcastici, strafottenti e suppatori di taralla. Essi sono purtroppo la maggioranza.

L’inquinamento da rumore in un Paesino dalla vocazione “turistica” è come bestemmiare in Chiesa; le strade sporche perché la gente non si serve dei contenitori, butta dai balconi la qualunque, appiccica la gomma da masticare ove pare loro, determina un superlavoro per gli spazzini che, giunti al limite, crollano fisicamente, costringendo il Comune ad affrontare situazioni d’emergenza; la produttività degli Addetti al Comune (produttività = ore di lavoro effettivamente svolto visualizzato in pratiche evase : ore di presenza a cartellino x 100) non supera il 60% su uno standard del 90% e che in alcune zone e aree, supera il 110%; le autovetture posteggiate ovunque, curve comprese, circolanti avanti e indietro come salottini ambulanti, con volume altissimo, determinando traffico caotico, sono talmente tante che occorrerebbe un esercito di Vigili Urbani, muniti di mitra e bombe a mano per difendersi dagli attacchi feroci dei Bagnaroti se si azzardassero a elevare qualche contravvenzione; inutile tentare una raccolta differenziata dei rifiuti, il Bagnaroto imbelle e strafottente, si supperebbe la taralla e farebbe apposta a versare i rifiuti solidi in quelli liquidi, la carta nel contenitore della plastica, ecc. Se al giovinastro Bagnaroto preme la vescica o il colon, egli non esita a svuotarle nel primo angolo utile, inondando di orina e feci fetenti aiuole, sottopassi, muri di cinta della spiaggia.

Alla fine, scopriremmo che Bruno Ienco, nelle sue forti limitazioni, è uno dei pochi rimasti che ha accettato di misurarsi con la realtà del paese, aiutato da qualche giovinetto, superstite della grandiosa ed entusiastica armata che all’inizio s’era presentata sulla Piazza Municipio.

E così vale per il Sindaco che deve sopperire di persona alle deficienze della sua Amministrazione, tappare buchi anche dal punto di vista operativo, risolvere situazioni che, per ignavia, incompetenza, strafottenza della gente, divengono sempre emergenze insuperabili.

Di fronte a Bagnaroti sarcastici, strafottenti e civilmente maleducati, la gente per bene s’è sfilata un poco alla volta e si sta ancora sfilando. Resta ancora qualche ultimo coraggioso come il nostro Sindaco e, per molti versi, lo stesso Ienco, lo riconosco.

A questo punto mi sono chiesto: ma a che serve dibattere fra me e Ienco di Sagra, programmi utili, gestione turistica del territorio se i beneficiari sono questa Armata Brancaleone di Bagnaroti? E? come se l’Armata si sedesse al cinema per guardare un film, col ghignoso sorrisetto sotto i baffi.

Ci sarà un sostituto del Sindaco da qui a un anno circa, che opererà in un ambiente che non muta, trovandosi di fronte a realtà ingestibili, a mentalità chiuse e retrive, tutte orientate al più reazionario dei tornaconti. Dovrà trovare dei compromessi e questo significa che non vi sarà miglioramento reale nel Paese e non per sua colpa, chiunque egli sarà. E i ragazzi continueranno ad andarsene, a fuggire da questa realtà.

Dopo l’ennesimo contrasto con la controparte pubblica, io credevo di avere messo un tassello, uno dopo l’altro, nel processo dinamico di costruzione di una società civile bagnarota moderna e intelligente, poiché ritenevo che fosse stato sufficiente sensibilizzare le persone, creare un dialogo diretto con l’Amministrazione e attraverso il rapporto dialettico e il rapporto critico-costruttivo, andare tutti avanti nella convinzione delle cose fatte e da fare.

Problemi individuati = decisioni possibili da prendere = scelta delle decisioni = attuazione = soddisfazione dei beneficiari, cioè degli utenti.

Mi sono clamorosamente sbagliato, perché, dopo questo ennesimo dibattito, ho preso certezza che è montato solo il sarcasmo sghignazzante; la reazione più cupa ha mosso appena un dito per sotterrare ogni cosa, come sempre è stato.

La gente che conta ha già lasciato o sta lasciando.

Se continuassi, sarei un disperato, passerei dalla parte del torto perché finirei per essere un ostinato, una persona che rifiuta la realtà di un paese infestato dalla peronospora umanoide passiva, contro la quale è impossibile lottare.

Quindi, come ho già scritto, mi devo arrendere e confermare che non intendo più occuparmi di temi e problemi della Pubblica Amministrazione di Bagnara. Resterò vicino ai giovani continuando a offrire loro i miei modesti contributi di ricerca storica e sociale, sperando che a qualche cosa serva.

E che lo Stellone bagnaroto protegga ancora questa bella terra, almeno fino al prossimo, Grande Terremoto. Durante il quale, i figli pagheranno le colpe dei padri.

Tito Puntillo