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Da Antonino Imbesi ricevo e pubblico
Caro Giuseppe,
ho letto con particolare interesse l’articolo a firma di
Vincenzo Morello (o lo devo chiamare Rastignac?)
pubblicato il 18/06/2009 sotto il titolo: «Molto rumore
per nulla?». Nell'articolo, concentrato molto su chi, come me, racconta le vicende politiche e non solo della
nostra comunità, Morello formula rilievi critici, a noi
specificamente diretti, visto che siamo spesso presenti
nel tuo blog. E dunque, non solo per ragioni d'ufficio,
come si dice, ma anche per capire dove vive Morello o
meglio dove ha vissuto fino ad ora, penso che gli sia
dovuta una risposta. Risposta: carissimo sign. Morello, lei fino ad oggi dov’era? (e tutt'oggi dov’è?, visto che preferisce usare uno pseudonimo). Per mia abitudine, accetto tutte le critiche che mi vengono fatte, purchè siano costruttive nei contenuti, mi aiutino o ci aiutino a migliorare. Ma credo che a parte qualche errore di ortografia e qualche virgola qua e la, i contenuti di ciò che scriviamo e il modo di scrivere, non credo siano vecchi e politichesi. Comunque, se cosi fosse, le sarei grato di spiegare a me e agli altri amici, che a modo loro si esprimono nel raccontare i fatti, quali sono i modi da lei ritenuti moderni e meno politichesi. b) sostiene Morello che i giovani tra i 20/35 anni si contano tra le dita di una mano? - Risposta: carissimo, o lei in una mano ha qualche centinaio di dita oppure le consiglierei una bella visita oculistica, senza offesa, ma per la seconda volta le chiedo, DOVE VIVE? c) sostiene Morello che a Bagnara si vota per senso di appartenenza ad una famiglia o ad un simbolo di partito. - Risposta: lei che modo usa per votare? E qual’è secondo lei il corretto modo di votare? d) sostiene Morello che: ...che a Bagnara il numero di argomenti di un discorso può arrivare al massimo a 3 (sport, donne e pettegolezzi)... Risposta: ma lei e certo di vivere a Bagnara Calabra? Sa, di Bagnara in Italia c’è né più di una, ma se lei vive a BAGNARA CALABRA, sicuramente e sempre senza offesa, o vive in un ospizio, dove i vecchietti si fanno la partitella a carte, parlano di sport, di qualche donnina e pettegolezzi, come dice lei, oppure lei deve essere una persona talmente solitaria e misantropa e sicuramente i suoi amici non arrivano ad una massimo di due. Infine, caro signor Morello, per tutte quelle cose che noi dovremmo sapere e per le quali, da come scrive lei, sicuramente ha già una risposta, gradiremmo che in questo spazio che l’amico Giuseppe ci mette a disposizione, sia lei a darci delle risposte, dei consigli. Insomma, ci dia gli strumenti giusti per sopperire a tutte quelle cose che noi dovremmo sapere e che non sappiamo. Se vuole, le posso organizzare una colletta, per metterle a disposizione dei locali, dove lei con la sua bravura, la sua sapienza, ci possa fare dei corsi per capire come analizzare e quali sono gli strumenti giusti per evitare di analizzare in modo scorretto l’identità del nostro paese, quindi di evitare di fare MOLTO RUMORE PER NULLA. Voglio infine aggiungere che, quello che lei ha scritto, non ha toccato la mia persona, le ho risposto solo per la curiosità di sapere dove lei realmente vive, perché tutto ciò che lei ha scritto, mi sa che è dettato da una certa clausura. Comunque sono ben lieto di iniziare un dibattito con lei. Antonino Imbesi (nome e cognome reali, impàri, come del resto facciamo noi poveri editori degli anni 60/80 come lei ci definisce, a non nascondersi dietro un pseudonimo, ma abbia il coraggio di confrontarsi in modo reale e leale). |