Vincenzo Morello mi scrive. Penso mi conosca bene (lo
deduco dal tono amichevole). Io no (deduco nulla dal
nome). Ma lo scritto mi piace (mi... sfruculia un pò). E lo pubblico volentieri
(sperando che, dopo, come altri, almeno in privato
l'Autore si faccia conoscere). Il titolo, anche stavolta,
è mio.
Caro Giuseppe,
dopo aver militato per tanto tempo nella compagine dei
semplici lettori del tuo blog, ti scrivo per partecipare,
spero con un contributo concreto, al dibattito sempre
aperto sul tuo sito.
Innanzitutto, ti faccio i complimenti per la tua
iniziativa e dò atto che 6 stato un innovatore,
avendo rilanciato il “giornalismo” locale con uno
strumento nuovo, che non tutti conoscono, ma che tutti
possono utilizzare.
Purtroppo, però, ho riscontrato che i tuoi assidui
frequentatori non sono sullo stesso piano innovativo; a
loro non si può certo rimproverare la passione e l'amore
per il paese, ma noto con tristezza che utilizzano schemi
vecchi e continuano a parlare il “politichese”.
Con schemi vecchi, intendo quei discorsi mitologici sui
comunisti, i fascisti, i democristiani e i socialisti; sul
feudalesimo, sui nobili, sulla borghesia e sulla classe
operaia; sul mito di Bagnara “perla del tirreno”, sulla
sua attrattività, sulla sua immensa cultura e chi più ne
ha più ne metta.
Con “politichese”, intendo quel linguaggio contorto
composto da tutti i termini più in voga del momento,
utilizzato per esprimere discorsi sui meriti o
sui demeriti di un politco o di una classe politica, o per
pubblicizzare fantomatici programmi che sanno di “molto
fumo e niente arrosto”.
Mi dispiace, chiederlo, non lo faccio con arroganza: ma i
tuoi editori in quale Bagnara vivono?
Nella Bagnara degli anni 60 o in quella degli anni 80?
Lo sanno che a Bagnara non esistono intere generazioni di
giovani, che i ragazzi tra i 20 e 35 anni si contano sulle
dita di una mano?
Lo sanno che a Bagnara si vota per senso di appartenenza
ad una famiglia o ad un simbolo di partito, che,
per molti, rappresenta degno della fede sportiva verso
Milan, Inter o Juve?
Lo sanno che a Bagnara il numero di argomenti di un
discorso può arrivare al massimo a 3 (sport, donne e
pettegolezzi)?
Lo sanno che a Bagnara se non si passeggia sul corso
almeno una volta al giorno, ci si sente diversi?
Lo sanno che a scuola si fa a gara per il voto ma non per
imparare?
Pongo tutti questi interrogativi, per evidenziare che, per
risolvere un problema, occorre prima analizzarlo, ma con
gli strumenti giusti, e siccome il problema di partenza
è un problema di sociologia, perchè la nostra società è
cambiata, non mi resta che concludere che il più delle
volte sul tuo blog si è fatto “molto rumore per nulla”.
Con queste considerazioni non voglio offendere nessuno,
voglio solo invitare a riflettere sul metodo di certe
analisi, che mirano a delineare l'identità del nostro
paese.
Concludo, chiedendo umilmente scusa, se qualcuno si
sentisse offeso; spero che le reazioni, mi diano modo di
affrontare un dibattito più costruttivo.