Da Ignazio Badalì ricevo e
pubblico
Si estingue, almeno per il momento, la turbolenza
generatrice di qualche asprezza tra le varie anime che
compongono la maggioranza in consiglio comunale e che ha
contrassegnato l’intera stagione primaverile. Tale periodo
ha conosciuto temperature anche elevate, cadenzate dalle
vicende che hanno scosso i vigenti equilibri
politico-amministrativi.
Dagli intensi scuotimenti iniziali si è passati a qualche
sussulto, per finire poi al più modesto tic di chi si è
scoperto ultimo possessore del classico cerino acceso tra le
dita. Scene già viste. Scorie di ordinaria normalizzazione.
Esempio lampante che, piaccia o non piaccia, conferma le
doti possedute dall’attuale sindaco; sempre al centro di
un’ampia radura e pure in cima ad una collina, tanto per
strafare, nell’assoluta certezza di soleggiamento. Chi altri
sarebbe stato capace a districarsi, con tale abilità, da un
groviglio di rovi talmente acuminato? Chapeau!
Penso che quanto è stato detto, un po’ da tutti gli
intervenuti, possa bastare. Insistere sull’argomento rende
concreto il rischio di rendersi autori di noiose ed insipide
repliche.
Fissato il primo consiglio comunale post crisi per
lunedì 15 giugno, il nuovo corso prova a muovere i primi
passi. Mentre il tempo regala i primi tepori estivi, cresce
la curiosità per l’atteso confronto che si prevede alquanto
scintillante (profonda delusione deriverebbe dalla sua non
effettuazione). Diventa perciò intrigante assistervi;
essendo usanza consolidata, della nostra comunità, di
avvicinarsi alle istituzioni in presenza o in previsione di
momenti “caldi”. Più che da problematiche di carattere
collettivo, l’attrazione è esercitata dalla voluttuosa
aspettativa di poter assistere ad una specie di “duello
all’O.K. Corral”.
Gli ingredienti per una gustosa competizione non difettano.
In ultimo, la disputa Ruggiero-Tripodi sui voucher ha
aggiunto un’ulteriore spolverata di cloruro di sodio alla
zuppa (l’auspicio è che le p non si trasformino in f). A
tal proposito confido, non poco, sulla già esternata
intenzione dell’assessore di tendere ad un comportamento da
gentiluomo. Cosa che, a parer mio, non porterebbe alcun
danno alla sua immagine pubblica, anzi…
Col voto dello scorso fine settimana, si è chiusa la
campagna elettorale per le europee che ha accompagnato la
parte finale della contesa aperta in sede comunale.
L’astensione è risultata ampiamente maggioritaria. Qualcuno
si è spinto a giudicare il fenomeno come esternazione di un
malessere che attraverserebbe la nostra società meridionale.
Una disaffezione al voto causata dalle prove scadenti
fornite dai nostri amministratori ai vari livelli. Mah!
Non saprei giudicare quanto la cosa sia grave e quindi
preoccupante. L’ esperienza ci dice che basta indire
elezioni comunali o regionali, dove gli “anticorpi”
clientelari possono dispiegare tutta la loro travolgente
azione
benefica, per ottenere una completa guarigione. Tra poco ne
avremo ampia conferma, visto che le regionali già incombono.
Per quel che concerne i
risultati, brevemente riassumo. Il PDL ottiene in città
qualche voto in meno di quanti ne aveva conseguiti la sola
AN nel 2004. L’on. Michelangelo Tripodi del PdCI scopre (o
ottiene conferma, se già a conoscenza) di avere in
loco un buon numero di estimatori. Il PD pare rivitalizzarsi
nonostante l’infelice trend nazionale e qualcuno ritiene che
ciò possa essere collegato all’effervescenza delle vicende
locali di quest’ultimo
periodo. Non si spiega però come mai la formazione politica,
in cui milita il principale oppositore all’attuale
amministrazione, non sia stata interessata dallo stesso
fenomeno. Sarei più propenso a pensare che nella parziale
mobilitazione degli altri, gli esponenti democratici siano
riusciti a portare a termine un ottimo lavoro di
“sensibilizzazione”. Se poi, gli stessi, preferiscono
attribuirsi altre interpretazioni, lungi da me l’idea di
operare
qualsivoglia tentativo di dissuasione. La destra annaspa tra
chimere onnivore e snervanti delusioni, nell’inestinguibile
proposito di ritrovare se stessa.
Un’ultima considerazione vorrei dedicarla ad altra vicenda
correlata oltre che ai risultati delle liste anche
all’espressione delle preferenze. Noto che un politico di
lungo corso, conosciuto ai tempi dell’MSI, parlamentare
europeo uscente e quasi conterraneo per le sue origini
gioiesi, non trova notevole consenso dalle nostre parti.
Eppure si candida con una lista che può contare su un
ragguardevole bacino elettorale, oltre alla favorevole
opportunità offerta dalle tre preferenze esprimibili. Mi
stupisce (si fa per dire) invece l’ampia popolarità goduta
da una leggiadra fanciulla, non calabrese, al suo esordio
nell’attività politica e candidata nella stessa lista
dell’on. Pirilli. Mi è capitato recentemente di vedere una
foto della neo parlamentare europea pidiellina Barbara
Matera. Pur mantenendo le mie riserve sull’attendibilità
delle valutazioni politiche espresse dai miei concittadini,
mi complimento per il notevole buongusto.