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Tra cerini ardenti ed emblematiche astensioni
di Ignazio Badalì
12\6\2009

Da Ignazio Badalì ricevo e pubblico
Si estingue, almeno per il momento, la turbolenza generatrice di qualche asprezza tra le varie anime che compongono la maggioranza in consiglio comunale e che ha contrassegnato l’intera stagione primaverile. Tale periodo ha conosciuto temperature anche elevate, cadenzate dalle vicende che hanno scosso i vigenti equilibri politico-amministrativi.
Dagli intensi scuotimenti iniziali si è passati a qualche sussulto, per finire poi al più modesto tic di chi si è scoperto ultimo possessore del classico cerino acceso tra le dita. Scene già viste. Scorie di ordinaria normalizzazione. Esempio lampante che, piaccia o non piaccia, conferma le doti possedute dall’attuale sindaco; sempre al centro di un’ampia radura e pure in cima ad una collina, tanto per strafare, nell’assoluta certezza di soleggiamento. Chi altri sarebbe stato capace a districarsi, con tale abilità, da un groviglio di rovi talmente acuminato? Chapeau!
Penso che quanto è stato detto, un po’ da tutti gli intervenuti, possa bastare. Insistere sull’argomento rende concreto il rischio di rendersi autori di noiose ed insipide repliche.
Fissato il primo  consiglio comunale post crisi per lunedì 15 giugno, il nuovo corso prova a muovere i primi passi. Mentre il tempo regala i primi tepori estivi, cresce la curiosità per l’atteso confronto che si prevede alquanto scintillante (profonda delusione deriverebbe dalla sua non effettuazione). Diventa perciò intrigante assistervi; essendo usanza consolidata, della nostra comunità, di avvicinarsi alle istituzioni in presenza o in previsione di momenti “caldi”. Più che da problematiche di carattere collettivo, l’attrazione è esercitata dalla voluttuosa aspettativa di poter assistere ad una specie di “duello all’O.K. Corral”.
Gli ingredienti per una gustosa competizione non difettano. In ultimo, la disputa Ruggiero-Tripodi sui voucher ha aggiunto un’ulteriore spolverata di cloruro di sodio alla zuppa (l’auspicio è che le p non si trasformino in f). A tal proposito confido, non poco, sulla già esternata intenzione dell’assessore di tendere ad un comportamento da gentiluomo. Cosa che, a parer mio, non porterebbe alcun danno alla sua immagine pubblica, anzi…
Col voto dello scorso fine settimana, si è chiusa la campagna elettorale per le europee che ha accompagnato la parte finale della contesa aperta in sede comunale. L’astensione è risultata ampiamente maggioritaria. Qualcuno si è spinto a giudicare il fenomeno come esternazione di un malessere che attraverserebbe la nostra società meridionale. Una disaffezione al voto causata dalle prove scadenti fornite dai nostri amministratori ai vari livelli. Mah!
Non saprei giudicare quanto la cosa sia grave e quindi preoccupante. L’ esperienza ci dice che basta indire elezioni comunali o regionali, dove gli “anticorpi” clientelari possono dispiegare tutta la loro travolgente azione benefica, per ottenere una completa guarigione. Tra poco ne avremo ampia conferma, visto che le regionali già incombono.

Per quel che concerne i risultati, brevemente riassumo. Il PDL ottiene in città qualche voto in meno di quanti ne aveva conseguiti la sola AN nel 2004. L’on. Michelangelo Tripodi del PdCI scopre (o ottiene conferma, se già a  conoscenza) di avere in loco un buon numero di estimatori. Il PD pare rivitalizzarsi nonostante l’infelice trend nazionale e qualcuno ritiene che ciò possa essere collegato all’effervescenza delle vicende locali di quest’ultimo periodo. Non si spiega però come mai la formazione politica, in cui milita il principale oppositore all’attuale amministrazione, non sia stata interessata dallo stesso fenomeno. Sarei più propenso a pensare che nella parziale mobilitazione degli altri, gli esponenti democratici siano riusciti a portare a termine un ottimo lavoro di “sensibilizzazione”. Se poi, gli stessi, preferiscono attribuirsi altre interpretazioni, lungi da me l’idea di operare qualsivoglia tentativo di dissuasione. La destra annaspa tra chimere onnivore e snervanti delusioni, nell’inestinguibile proposito di ritrovare se stessa.
Un’ultima considerazione vorrei dedicarla ad altra vicenda correlata oltre che ai risultati delle liste anche all’espressione delle preferenze. Noto che un politico di lungo corso, conosciuto ai tempi dell’MSI, parlamentare europeo uscente e quasi conterraneo per le sue origini gioiesi, non trova notevole consenso dalle nostre parti. Eppure si candida con una lista che può contare su un ragguardevole bacino elettorale, oltre alla favorevole opportunità offerta dalle tre preferenze esprimibili. Mi stupisce (si fa per dire) invece l’ampia popolarità goduta da una leggiadra fanciulla, non calabrese, al suo esordio nell’attività politica e candidata nella stessa lista dell’on. Pirilli. Mi è capitato recentemente di vedere una foto della neo parlamentare europea pidiellina Barbara Matera. Pur mantenendo le mie riserve sull’attendibilità delle valutazioni politiche espresse dai miei concittadini, mi complimento per il notevole buongusto.