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Tito Puntillo mi scrive per chiedere un chiarimento a Giuseppe Careri Giuseppe, ti riporto la chiusura ad effetto dell’intervento di Careri: “Al Sindaco si deve chiedere di amministrare e non di formare le coscienze, semmai di risvegliarle. Ed è questo ciò che io chiedo di fare all’amico Santino: risveglia le coscienze. Sarà questo l’ultimo importantissimo obiettivo che ti resta di raggiungere. Dunque, bene hai fatto rimettendoti in sella. Itaca ha ancora bisogno di te, checché ne possano pensare e scrivere i novelli Omero.” Siccome Ninì Gramuglia scrive che il Novello Omero sarei io, vorrei cortesemente sapere da Careri il senso di quel “checché ne possano pensare” che è negazione (da parte del Novello Omero) di ciò che egli auspica su Santino. Quando invece sono stato io all’epoca, nel silenzio generale, te lo ricordo, ad ammonire Santino affinché non lasciasse e sono stato io, nel silenzio generale di adesso, a stimolare la Coalizione di Sinistra: controbatta da ora in avanti in base a un programma amministrativo alternativo (ho cioè invocato la Democrazia Popolare!) e non in modo stizzito, accusatorio o isterico, all’attività dell’Amministrazione. Ciao. Novello Omero |