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Da Mimmo Lopresto ricevo e pubblico Qualche giorno fa, quando si è diffusa la notizia delle dimissioni del Sindaco, è circolata insistentemente l’ipotesi che esse fossero state determinate da motivi strettamente personali. I fatti, almeno per ora, la smentirebbero sostanzialmente. Leggendo attentamente il manifesto del Sindaco dimissionario, emergono infatti elementi che sembrerebbero dare più credito a dimissioni motivate da cause prevalentemente politiche: l’appassionato riferimento ai risultati ottenuti dalla sua amministrazione e dal suo “operare pragmatico e risoluto”; la rituale e ormai prevedibile critica “ad una opposizione mai costruttiva” e “sempre meno rappresentativa”; nessuna particolare citazione per la sua maggioranza di centrodestra, salvo un tiepido accenno a chi lo ha “sostenuto politicamente, lealmente e disinteressatamente”. Nel manifesto ci sono passaggi non condivisibili (le considerazioni sul ruolo dell’opposizione e sulla sua rappresentatività), ci sono valutazioni allarmanti e altre che richiedono qualche chiarimento. Ad esempio, sarebbe interessante saperne di più a proposito del duro riferimento ai “mestieranti della politica” che vengono rappresentati come il vero problema alla governabilità del paese. E’ necessario insomma fare chiarezza, attraverso un dibattito pubblico, altrimenti si corre il rischio di dare ai cittadini una raffigurazione sbagliata della politica. Intanto, la riunione della maggioranza si è conclusa, com’era prevedibile, con un rituale comunicato in cui si invita il Sindaco dimissionario ad “un ripensamento delle sue determinazioni”. Lo scarno e freddo comunicato della maggioranza (privo di proposte, iniziative e riferimenti ai rilievi fatti nel manifesto del Sindaco!) è significativo per comprendere l’attuale clima politico in seno al centrodestra. Si è forse esaurita la sua (presunta) spinta propulsiva? E’ ancora presto per esprimere ulteriori valutazioni politiche sulle prospettive future o, comunque, per trarre conclusioni sulla vicenda, ma una cosa è indiscutibile: qualunque ne sia l’esito, si è aperta una delicata crisi politico-amministrativa sulla quale è doveroso ed urgente chiamare il Consiglio Comunale a discuterne, per il bene del paese, delle istituzioni democratiche e della buona Politica. Comunque vadano le cose, si ripropone il problema del rinnovamento della classe politica bagnarese. |