Fogli di diario 2002 e 2001:

note, riflessioni e corrispondenze

 

3-dic-02 - Statale 18 interrotta: verso sud Bagnara isolata

25-nov-02 - "La Storia di Bagnara"

6-ott-02 - Sui modi di agire e di pensare più diffusi... - una lettera di Gianni Saffioti

13-set-02 - A proposito di Vincenzo Spinoso - una lettera di Gianni Saffioti

11-set-02 - Il vero senso delle cose

9-set-02 - Una lettera di protesta - una lettera di protesta...

5-set-02 - Da "Bagnara, Perla del Tirreno..."

24-ago-02 - A colpi di manifesto

8-ago-02 - Dio Santo!

26-giu-02 - Servizi sociali, 2 - ...la protesta continua

13-giu-02 - Servizi sociali, 1 - ci scrivono di ritardi e omissioni

19-mag-02 - Candidato, mio candidato

10-mag-02 - Ancora sulla "Bagnarota"

9-mag-02 - Considerazioni sull’opuscoletto “la bagnarota”, pubblicato dall’amm.ne comunale - una lettera di Gianni Saffioti

26-apr-02 - Sulla "Bagnarota"

 

 

3-apr-02 - Democrazia partecipativa

27-mar-02 - La rinascita?

24-feb-02 - Lettera ad un'amica argentina

11-gen-02 - Il controllo del territorio

18-ott-01 - A ricordo del prof. Ocello - ci fanno una tirata di orecchie

7-set-01 - Nota critica - ...nei nostri confronti

22-ago-01 - Sulle prime schermaglie

luglio 2001 - Lettera dal Veneto - qualcuno ci legge

luglio 2001 - Per Marinella - un intervento

luglio 2001 - Isola pedonale, 3 - un giudizio

giugno 2001 - Isola pedonale, 2 - un giudizio

giugno 2001 - Isola pedonale, 1 - un giudizio

29-giu-01 - Isola pedonale, sì o no

4-giu-01 - Il destino dell'ospedale

16-mag-01 - Da Legambiente - di Nino Lopresti

13-mag-01 - Confucio e il governo, di Paulo Coelho

11-mag-01 - La vigilia

8-mag-01 - Le speranze

 


martedì 3 dicembre 2002 - Statale interrotta: verso sud Bagnara isolata

 

L'ennesima interruzione della statale 18 che collega Bagnara a Scilla, chiusa da due giorni per una serie di frane cadute dopo le ultime piogge, ripropone una serie di problematiche che - come sempre accade - sembra non ci riguardino finchè non ci coinvolgono direttamente.

I ritardi nella percorrenza del tratto Bagnara-Scilla (chi viaggia da e per Bagnara è costretto per recarsi a sud a risalire in autostrada allo svincolo di Sant'Eufemia, perdendo nel migliore dei casi una buona mezz'ora) sono ben poca cosa rispetto all'isolamento della cittadinanza di Bagnara dai centri ospedalieri di Scilla, Villa e Reggio. E sono anche ben poca cosa rispetto al rischio potenziale legato alla "fragilità" delle nostre colline, come frane e smottamenti ad ogni temporale ormai dimostrano.

Che servano interventi risolutivi (nuove strade?) è palese. Che questi interventi si realizzino è difficile. Ma che la gente debba iniziare a preoccuparsene è assolutamente necessario.

top


lunedì 25 novembre 2002 - "La Storia di Bagnara"

 

Lodevole iniziativa è quella condotta dall'Archivio Storico Fotografico Bagnarese, che ha pubblicato online la Storia di Bagnara, di Rosario Cardone, un'opera del 1873.

Un'iniziativa che permetterà di poter leggere un testo importante per la ricostruzione della storia della nostra comunità. Testo tra l'altro ormai impossibile da trovare in circolazione.

Una significativa e genuina operazione culturale che potrebbe essere seguita da altre - magari promosse anche da altre associazioni o enti locali - con lo scopo di recuperare le "memorie" del nostro passato per costruire il nostro futuro.

top


6 ottobre 2002 - Su modi di agire e di pensare più diffusi...

 

Caro webmaster, prendo spunto da una sua frase di qualche email fa, e precisamente questa:

 ”Tant'è...chisti simu...dicono i saggi ultrà della Reggina!” per sviluppare un concetto su una frase che ho scritto in una mia email e dal suo sito resa pubblica, che tanto eco e critiche ha suscitato.

Non so se ci riuscirò, comunque ci provo.

La frase da me scritta “...sono state tutte di classico tipo bagnaroto, tutte con la stessa cadenza:

1 MA SAI, SI FANNO QUESTE COSE TANTO PER FARE,

2 PUR DI PARLARE DI BAGNARA TUTTO VA BENE,

3 NON VOLEVAMO ASSOLUTAMENTE,

4 NON SAPEVAMO CHE,

5 A BAGNARA E' COSI..."

A priori di tutto quello che poi scriverò: non è forse vero che da noi - perché mi ci metto dentro anche io - la superficialità nell’affrontare qualsiasi cosa, anche la più delicata, è pane quotidiano, è che le frasi sopra citate fanno parte del nostro vivere giornaliero?

Cosa significherà mai ”Tant'è...chisti simu...!”

Nella cultura degli ultrà della reggina, sarà un modo di essere, di mettersi in evidenza, di apparire, dove si evidenzia uno strato culturale radicato che trova il suo sfogo la domenica allo stadio.

E’ giusto, è sbagliato? Non lo so, è un mondo che non conosco, ma che esiste.

Nella cultura bagnarota, nella nostra mentalità di vivere nell’Eden e di essere sempre i  migliori i più furbi e più capaci degli altri, di essere Dei, come sosteneva Don Fabrizio principe di Salina, non ci sfiora neanche per un momento il pensiero che determinati comportamenti possano ledere la sensibilità e l’animo di altre persone. Riusciamo a capirlo perfettamente solo quando ci troviamo nella stessa medesima condizione in cui prima, per la nostra superficialità, abbiamo cacciato un altro. Quando proviamo le sue stesse amarezze.

Ecco quello che significa “di classico tipo bagnaroto”, fare e dire le cose con superficialità senza pensare alle conseguenze per gli altri. Fare tanto per fare, senza rispettare la dignità degli altri, fregarsene dell’etica e della morale; non pensare agli altri.

Non mi permetto di insegnare niente a nessuno, ma ciò che ho scritto ha una sua chiara logica e un sua precisa collocazione sociale e politica, che era evidente, destinata a scontrarsi con l’attuale sistema di agire.

Una società che vuole crescere ed uscire dal sottosviluppo socioeconomico e culturale ha bisogno di cambiare sistema, e fare della riflessione e del sapere la propria struttura, abbandonando la mentalità del ”Tant'è...chisti simu...!” che potrà anche valere per una partita di calcio ma assolutamente no nella vita quotidiana.

Mi dispiace ancora se tanti, e qualcuno in particolare, si sono risentiti per quella mia frase, ma provate a riflettere e poi certamente sarà molto più piacevole dire cose del classico tipo bagnaroto che potrebbero suonare cosi: 

Si è fatto cosi perché tutti gli interessati erano d’accordo.

Prima di parlare di Bagnara cerchiamo di capire cosa va bene e cosa va male.

Vorremmo a tutti i costi fare un’azione culturale degna di Bagnara.

Sapevamo bene quello che facevamo.

Prima di fare abbiamo interpellato anche altri più competenti.

Cordiali saluti, Gianni Saffioti

top


13 settembre 2002 - A proposito di Vincenzo Spinoso

 

Caro webmaster, sto leggendo il diario di Vincenzo Spinoso, estratto da una pubblicazione curata dal fratello Francesco, dal circolo Rhegium Julii, e patrocinata dal comune di Bagnara, nota questa altamente positiva.

Conoscevo già tante opere poetiche di Spinoso, grazie alle trasmissioni radiofoniche che, per circa un decennio,  Radio Perla del Tirreno gli ha dedicato e grazie anche alla tenacia del maestro Surace, e di cui oggi rimangono le cassette archiviate.

Ho anche letto qualcosa di Spinoso in passato, e parlato con tante persone che lo hanno conosciuto.

Quelle stesse cose che sto leggendo adesso, e mi riferisco al diario del luglio ottobre 1943, le avevo semplicemente sentite raccontare da molte altre persone da me intervistate. Ma scritto cosi, che uno sembra viverci dentro, mi ha dato un‘emozione che da tanto che non provavo.

Conoscevo, per sentito parlare, della biblioteca fornitissima della sua casa e di come divorava qualsiasi tipo di libro che gli interessava. Mi vengono ancor oggi in mente i versi delle sue poesie recitate dal maestro Surace o da Mimmo Villari, ma questo diario per l’intensità emotiva e la volontà di superare gli ostacoli che il suo fisico sempre più malandato gli imponeva, è per me la conferma di quanto quelli che  lo conoscevano bene mi hanno sempre detto: un uomo molto sensibile sia culturalmente sia umanamente.

Alla fine del diario sono pubblicate due prose, la prima dedicata alla Bagnarota e di cui voglio soffermarmi a parlare per tutta una serie di motivi.

Un primo motivo esclusivamente letterario è lo straordinario paragone che egli fà della roba che le bagnarote trasportavano, con quella della novella rusticana di Giovanni Verga, appunto “La roba”.

Mazzarò, il protagonista di questa novella, è un eroe etico, “l’eroe di una virtù oramai fatta religione: la roba è idoleggiata non come roba, ma per il travaglio che è costata; col sole, coll’acqua, col vento; senza scarpe ai piedi, e senza uno straccio di cappotto”. “Quella roba è stata fatta con tutte le sue mani, con lo spasimo ed il batticuore, con una fatica diuturna dall’alba al tramonto, sotto la pioggia e sotto il sole”.

Quale accostamento mai fu più azzeccato per evidenziare il verismo e la forte simbiosi di valenza che ha nella questione meridionale anche in chiave letteraria la nostra bagnarota?

Il proseguo della novella non è altro che tutta una serie di conferme e di sintonie che trovo, rieleggendo il mio scritto di dieci anni fa, sullo stesso argomento.

Sono felicissimo che Vincenzo Spinoso nel 1949, quando scrisse questa prosa, la scrisse in modo inequivocabilmente chiaro da far trasparire quello che è uno dei volti veri della bagnarota. Penso che se avesse continuato a scrivere  avrebbe potuto ampliare il vuoto che ancor oggi c’è intorno a questa figura. Insomma Spinoso è un grande anche come scrutatore della società bagnarese.

 

Un secondo motivo per cui torno a parlare della Bagnarota è per tutta una serie di e-mail poco garbate, alcuni tentativi di oscurare il sito dell'A.S.F.B. fortunatamente sventati, ed il continuo invio di virus che non fanno altro che farmi perdere quel poco tempo che ho a disposizione dopo il lavoro e la famiglia, per dedicarmi allo sviluppo del sito e dei CD ROM su Bagnara.

Non penso sia giusto, dopo anni di lavoro, che ci si debba divertire ad insultare chi cerca di proporre all’esterno del paese, una Bagnara positiva, solo perché ha posto delle critiche ad un recente operato culturale di cui non concorda nulla.

Quella mia è e sarà sempre una critica costruttiva e propositiva, anche se aspra nei toni.

Mi dispiace se qualcuno non sa discutere in maniera civile, ma non è con le ingiurie o gli insulti che si può dialogare. Se a qualcuno non è andato a genio quello che ho scritto sulla bagnarota è bene aprire un dialogo e non perdere tempo, anche perché tutto ciò che può ledere il paese di Bagnara non passerà mai sul sito dell’A.S.F.B. indipendentemente dal tipo di amministrazione.

Ed a proposito, ribadisco quello che verbalmente ho già detto davanti al disponibilissimo dott. Guglielmo, funzionario del comune di Bagnara: l’A.S.F.B. è a disposizione di tutti per qualsiasi tipo di manifestazione culturale che non sia a scopo personale o di lucro e che si incentri a propagandare la nostra cittadina e creare uno spirito di attivismo culturale allo scopo di creare una indispensabile ed utilissima biblioteca multimediale bagnarese aperta a tutti.

Ancora una cosa per qualche stupidotto che ha fatto dell’ironia spicciola: non è colpa mia se non ho sposato una bagnarota.

Gianni Saffioti

top


mercoledì 11 settembre 2002 - Il vero senso delle cose

 

La lettera inviataci dal capogruppo di maggioranza in Comune, Carmelo Tripodi, giunge forse non casualmente dopo la pubblicazione di quella ricevuta lo scorso 9 settembre e che qualche polemica pare stia suscitando a Bagnara. Qualcuno ha sollevato addirittura il dubbio circa l'autenticità di quest'ultima o l'identità del mittente, per la partecipazione emotiva, fino al livore, contro alcuni esponenti politici, che sembrerebbe fuori luogo in una missiva di una "occasionale turista". Altri - e lo temevamo - ne hanno ritenuto offensivi alcuni passaggi, nei confronti della Città e di alcuni settori di essa (ha colpito la "denunzia" di anonimi venditori di scarpe contraffatte).

Non ce ne abbia la professoressa Maria Moniega, ma il problema che ci interessa non è la sua identità nè l'autorevolezza o meno di una fonte non verificabile (come qualcuno sostiene).

Il problema è il contenuto delle osservazioni (prezzi, motorini e disturbo della quiete, spazzatura, smog e cattivi odori, scarsa professionalità di taluni operatori commerciali e turistici, ecc...) che in quella lettera vengono fatte. Ossia, quello che per noi conta è l'aspetto politico e culturale che lì viene posto e che ci sembra rilevante, anche se possiamo non condividerne che parzialmente analisi e giudizio.

E ne siamo più fermamente convinti dopo la missiva che Tripodi ci ha inviato.

Qui non si tratta di effettuare un sondaggio sul gradimento dell'operato del nostro Sindaco e della sua amministrazione (nei cui confronti talora abbiamo espresso apprezzamenti). Qui si tratta di riconoscere con maturità, obiettività e realismo (e ci riferiamo ad amministratori, oppositori e cittadini) se quei problemi citati nella lettera del 9 settembre esistono e se sono degni di approfondita analisi. Anche perchè è fuor di dubbio che per il "degrado" di Bagnara di cui la Moniega parla l'amministrazione Zappalà avrebbe responsabilità molto relativa. Avevamo infatti scritto, sempre in risposta, ...Si tenta di rimediare a questo e ad altro, forse più di quanto a lei è sembrato, ma senza dubbio i problemi rimangono, retaggio di un passato caratterizzato da errori e disamore...

Per questo - se è vero, come crediamo, che la lettera di Tripodi sia una indiretta quanto elegante risposta alla Moniega - ci sentiamo un pò a disagio nel continuare a notare che non si riesce a condurre il dibattito politico e culturale a Bagnara sul binario giusto, ma ci si ostina a ridurre tutto ad una questione di consenso-dissenso, in una sorta di pericolosa corsa verso la personalizzazione eccessiva della politica.

top


9 settembre 2002 - Una lettera di protesta

 

Augurandomi che finalmente qualcuno porti sul web la mia mail, scrivo per raccontare la mia settimana bagnarese ospite di un amico.

 

Mi chiamo Maria Moniega e di professione insegno sociologia in un’università romana.

A dire il vero la mia venuta in Calabria è stata dovuta alla forte attrazione che i media hanno fatto su Scilla; e di cui sono rimasta molto colpita, in particolare dall’ordine e la professionalità di un piccolo paese, molto più piccolo di Bagnara, che riesce ad avere un tutto esaurito per luglio ed agosto ed una buon affluenza di turisti anche a giugno e settembre.

Permettetemi alcuni paragoni se posso:

A Scilla c’è il pesce fresco, sia a comprarlo sia nei ristoranti; a Bagnara purtroppo no, nonostante la disperata propaganda di alcuni libretti che ho avuto dalla pro loco locale, dove tutto mi aspettavo meno che ci fosse una specie di bisca piena di gente che fuma, che beve e schiamazza e si infastidisce se qualcuno entra a chiedere informazioni. Ma cosa è una pro loco?

L’angoscia dei miei sei giorni trascorsi a Bagnara, il settimo sono scappata, sono stati i motorini. Impossibile riposare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Assurdo. 10, 100, 1000 rombi assordanti hanno accompagnato quella che doveva essere una settimana di riposo. Bambini, ragazzini, adulti in due o tre per motorino correvano come matti lungo le strade come fosse una gara senza fine.

Il giorno di ferragosto intorno alle ore 17.00 anche il sindaco, segnalatomi dal mio amico, ha fatto la sua presenza il moto con due bambine, una davanti e l’altra dietro e naturalmente senza casco. Io non capisco, anche il sindaco!?!?.

Mi Hanno poi spiegato che quella del sindaco forse era una risposta o sfida ad un manifesto politico in cui gli facevano notare la mancanza del casco nelle sue scorribande paesane. Ma siamo in Italia o nel terzo mondo? E’ certo che se il primo cittadino si comporta cosi, anche gli altri fanno allo stesso modo. A Scilla no.

Veniamo ai prezzi. Neanche fossimo a Rimini. Lidi carissimi in base al prodotto che danno, gelaterie di cui è rimasta solo la fama del gelato genuino e generi alimentari super cari. A Scilla la vita costa molto meno.

La stessa bancarella che vendeva frutta, fatalità incontrata da me in entrambi i luoghi, mi ha venduto la stessa frutta a prezzi quasi il doppio. Alla mia domanda del perché di cosi tanta differenza, la venditrice disinvolta mi ha risposto che qui siamo a Bagnara ed i prezzi devono essere più cari.

Sono entrata in un negozio a comprare delle scarpe ed a prima vista, incredula mi meraviglio osservando delle scatole di marche molto importanti e costose, ma ahimè, aprendo la scatola mi sono accorta che vendevano roba contraffatta. Non è possibile, non ci credo. Ho ancora negli occhi il libretto che inneggia al consumo che avevo preso alla pro loco; è questa l’imprenditoria?

Ho notato, sa, è il mio mestiere, delle fontanelle, poche ma con acqua corrente tutto il giorno, tanto che la gente ci si faceva persino la doccia. Dove alloggiavo io dopo le 11 del mattino e fino alle 18 non un goccio d’acqua, che poi tornava per un ora per poi sparire definitivamente fino al mattino alle 6. A Scilla non succedeva.

La deprimente piazza del municipio dove i confini dal lungo mare sono tracciati da cassonetti dell’immondizia colmi e puzzolenti, penso sia la vera immagine della vostra cittadina, dove luoghi ameni come la Torre, che non capisco come si chiami, visto che non è certamente normanna ma che chiamate di Ruggero, è sede di discarica a cielo aperto. Una vergogna.

Cosa avrà poi la gente la sera verso le 23.00 ad accalcarsi lungo il corso Turati pieno di smog e dove i motorini per scansare le macchine ti salgono sui piedi per posteggiarsi sopra il marciapiede, questo non lo so proprio.

Ed il corso Vittorio Emanuele, che scusate, seguendo l’opuscoletto non so se sia I II o III, scrivetelo per piacere, cosa ci sarà mai di bello a sedersi e consumare gelati o bibite tra gli odori nauseanti delle fognature?

Gentili signori, non è cosi che la gente può venire a visitare il  vostro paese, resterete sempre tra di voi, quelli che ci abitano e gli emigranti che tornano in agosto, nessun altro potrà mai arrivarci a queste condizioni.

Volete vendere un prodotto che non avete, come il pesce che durante un giorno di tempesta una venditrice voleva vendermi, infinocchiandomi che fosse stato pescato a Bagnara. In realtà arrivava dal porto di Gioia Tauro.

Mi sono fatta un idea  chiara, forse sbagliata, ma chiara, a tutti va bene cosi e tutti fingono di fare la propria parte. Alcuni ci guadagnano tantissimo, altri meno, altri ancora si accontentano e scrutano i volti serissimi delle autorità che la sera del 15 agosto sfilano elegantissimi per le vie cittadine dietro la Vergine, convinti di essere nel paese più bello del mondo. Contenti voi, contenti tutti. Io ci provo pena per voi e rabbia per un gioiello di cittadina che state distruggendo a tutti i livelli, dagli opuscoletti propagandistici da prima elementare alla più volgare strafottenza del sindaco che gira in moto senza casco e poi sfila dietro la Vergine convinto di essere immortale. E’ quelli che stanno all’opposizione? A turno toccherà a tutti, calma la festa continua.

Scusate l’intrusione.

 

Questa lettera mi è già stata rifiutata da due siti, uno dei quali che si interessa addirittura dell’archivio della perla del tirreno, senti che presuntuoso, pensavo fosse più serio. Spero che nel vostro trovi spazio.

 

Prof. Maria Moniega

 

Roma

mariamoniega@virgilio.it

 

Riceviamo e pubblichiamo la presente lettera molto volentieri.

Condividiamo parte dell'analisi fatta (le osservazioni su prezzi, motorini e disturbo della quiete, spazzatura, smog e cattivi odori, scarsa professionalità di taluni operatori commerciali e turistici).

E' quanto in tanti a Bagnara ci diciamo da tempo. E lo abbiamo anche più volte scritto. Ad esempio, il mancato controllo del territorio (non solo dal punto di vista dell'ordine pubblico), che rimane il problema centrale di Bagnara.

Si tenta di rimediare a questo e ad altro, forse più di quanto a lei è sembrato, ma senza dubbio i problemi rimangono, retaggio di un passato caratterizzato da errori e disamore (mi permetta, non per stupido campanilismo, ma non creda che altrove sia molto meglio).

Ma se ce lo dicono da fuori, che siamo come Lei dice, qualcuno può essere turbato e toccato nel suo "amor proprio". C'è gente qui (forse non tutti, a dire il vero) che è comunque meglio di quanto Lei crede.

Ancora, non so perchè, come Lei dice, le sia stata rifiutata la pubblicazione altrove.

Gentile Signora, questo sito vuol servire proprio a questo: a contribuire a quella crescita, anzitutto culturale, di cui la nostra amata - ripeto amata - cittadina ha tanto bisogno.

 

Webmaster

top


giovedì 5 settembre 2002 - Da "Bagnara, perla del Tirreno", a cura del Comune di Bagnara Calabra, pag. 61

 

...Un altro grande bagnaroto è stato Vincenzo Morello, al secolo Rastignac, grande scrittore giornalista e polemista.

....

Morello era anche un avvocato penalista di grande fama e rivestì pure la carica di Senatore della Repubblica (1923).

top


sabato 24 agosto 2002 - A colpi di manifesto

 

La politica è una cosa seria e poco si adatta agli incapaci.

Questo è il titolo del manifesto col quale Alleanza Nazionale risponde a quello recente dei DS. In esso, AN si fa carico di difendere l'operato dell'Amministrazione e naturalmente controbatte alle critiche attaccando la sinistra locale, accusata di non voler ammettere l'inefficacia della propria azione amministrativa degli anni passati. Ancor più, incapace di sottoporsi ad una seria autocritica e pronta invece a contestare l'attività costruttiva e dinamica della giunta comunale in carica.

*

Non abbiamo la pretesa di giudicare con piena cognizione di causa l'operato delle passate amministrazioni di sinistra.

Possiamo però esprimere il rammarico per la gestione e la conclusione di un'esperienza politica e culturale (alla quale chi scrive aveva preso parte), sulla cui responsabilità - ci consentano alcuni amici DS - questa sinistra deve sì riflettere bene e deve forse ancora pagarne dazio.

top


giovedì 8 agosto 2002 - Dio Santo!

 

"... Significa che dopo l'intervento sulla terra ferma col nuovo assetto urbanistico, la giunta Zappalà s'appresta a ridisegnare anche i confini del mare."

TRATTO DA dell'8\8\2002

(vai all'articolo intero)

top


26 giugno 2002 - Servizi sociali, 2

In questa lettera, la seconda ricevuta in pochi giorni, lo scrivente che ci chiede di non rendere noto il proprio nome, lamenta ritardi, omissioni e, peggio ancora, disinteresse dell'Amministrazione civica nei confronti delle importanti problematiche dei portatori di handicap. La pubblichiamo naturalmente volentieri, sperando di contribuire ad affrontare la questione e di ricevere delle risposte concrete e celeri da parte delle istituzioni.

 

Al Sig. Sindaco del Comune di Bagnara Calabra
Oggetto : Servizio di aiuto alla persona in grave situazione di handicap. D.G.R.  del 30/4/2002   n.332.

La Regione Calabria,  con Deliberazione della Giunta Regionale - 30 aprile 2002, n. 332 - Legge Quadro n. 104/92 e successive modificazioni ed integrazioni. Approvazione Linee-Guida per l’accesso ai finanziamenti per il «Servizio di aiuto alla persona»,3° annualità. – pubblicata il 14/5/2002 sul BURC, ha disposto la prosecuzione del programma del «Servizio di aiuto alla persona in grave situazione di handicap» ai sensi dell’art. 39, lettere 1 bis ed 1 ter della Legge n. 104/92 anche per l’anno 2003.

Le Amministrazioni predisporranno dei progetti, in quanto soggetti proponenti di cui all’art.40, comma 1 legge 104/92, al fine di promuovere la massima integrazione familiare e sociale della persona portatrice di handicap grave e provvederanno ad individuare all’interno del proprio organico un Responsabile/Coordinatore referente delle attività che verranno realizzate nel territorio.

Il sottoscritto, genitore di un minore con handicap grave, considerato che a tutt’oggi  codesta Amministrazione non ha provveduto né a propagandare adeguatamente, almeno pubblicandone gli avvisi in alcuni locali pubblici così come ha fatto per altri tipi di servizi vacanze estive termali e attività ludiche ricreative estive per bambini legge 285, né a promuovere iniziative per far conoscere l’opportunità dell’importanza del servizio agli eventuali aventi diritto invita cortesemente la S.V. a volersi  attivare, possibilmente con una certa urgenza, vista la scadenza della presentazione dei progetti di cui all’oggetto che è fissata  nel termine perentorio di 60 giorni dalla data  pubblicazione sul BURC 14/5/2002, per disporre che il maggior numero delle persone portatrici di handicap grave residenti nel nostro territorio possa giovarsi di questo significativo aiuto.

Sicuro della sensibilità alla tematica postaLe e di un suo pronto ed efficace intervento

Le porgo distinti saluti

Bagnara Calabra, lì 24 giugno 2002

top


13 giugno 2002 - Servizi sociali, 1

Pubblichiamo una lettera inviataci via posta elettronica da un cittadino che ci ha chiesto di non pubblicarne il nome, per ovvii motivi di privacy.

 

Al Sig. Sindaco del Comune di Bagnara Calabra e

p.c. Al Sig. Prefetto di Reggio Calabria

Il sottoscritto, genitore di un minore con handicap grave, espone quanto appresso.

Una vasta produzione normativa,  che di seguito viene citata all’unico scopo di agevolarne la eventuale verifica, dispone provvidenze in favore dei cittadini italiani portatori di handicap.

Tra tali norme talune e segnatamente:

- la legge 5 febbraio 1992 n. 104 - "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate";

- il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

- la legge 21 maggio 1998 n. 162 - "Modifiche alla Legge 5 febbraio 1992, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave";

- la legge 8 novembre 2000, n. 328 - Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;

- la legge 23 dicembre 2000 n. 388 - "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2001); 

- la legge 28 agosto 1997, n. 285  Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza;

- la legge regionale 8 maggio 1985, N. 27 - Norme per l'attuazione del diritto allo studio;

- la legge regionale 3 settembre 1984, n. 28 - Superamento dell'emarginazione dei cittadini portatori di handicap

hanno predisposto un sistema di interventi che devolvendo funzioni importantissime alle autonomie locali, hanno previsto, tra l’altro, la possibilità che gli enti locali organizzino, nelle loro disponibilità di bilancio, servizi e interventi particolarmente riferiti a quelle persone in situazione di "particolare gravità" introducendo lo strumento della "carta dei servizi sociali".

Tutto ciò premesso il sottoscritto che versa nella condizione non invidiabile di essere fruitore di tali norme nel silenzio degli organi comunali e di quelli di stampa si chiede e Le chiede di sapere cosa abbia fatto o abbia in animo di fare l’Amministrazione comunale di Bagnara per utilizzare al meglio i poteri e le facoltà che le sono attribuiti dalle leggi citate.

In particolare chiede di essere informato in ordine ai seguenti argomenti:

- quale somma a carico del bilancio comunale è stata destinata alla realizzazione dei servizi e dei diritti delle persone disabili;

- quali servizi codesta Amministrazione comunale, in atto, sta attuando e/o ha programmato finalizzati all’assistenza e ai diritti dei disabili;

- come mai non si è provveduto a programmare o finanziare per i disabili un servizio analogo a quello delle vacanze estive termali che da qualche anno viene attuato da codesto Comune,

- se, facendo riferimento all’attuazione della legge 285/97, tra i progetti  effettuati nel primo piano territoriale cittadino e tra quelli previsti nel secondo piano e di prossima realizzazione ve ne sono finalizzati ai minori portatori di handicap.

Chiede inoltre di sapere:

- per quali motivi, nonostante i fondi della Regione Calabria sono stati accreditati a codesto Comune nel mese di Dicembre 2001, a tutt’oggi, codesta Amministrazione comunale  non ha ancora provveduto ad attivare il  servizio di aiuto alle persone portatrici di handicap grave,  D.G.R. n. 102 del 4/12/200, progetto, che interessa a 4 soggetti con disabilità grave presentato dall’Amministrazione comunale precedente presieduta dal Commissario prefettizio;

- quali sono state le ragioni che hanno indotto codesta Amministrazione a sospendere da alcuni mesi il servizio di assistenza scolastica di alunni portatori di handicap che veniva svolto da parecchi anni utilizzando lavoratori socialmente utili.

Bagnara Calabra , lì 13 giugno 2002

Distinti saluti

top


domenica 19 maggio 2002 - Candidato, mio candidato

 

Domenica 26 maggio si vota per le elezioni provinciali. E naturalmente siamo entrati in piena bagarre. Questa tornata elettorale a Bagnara è caratterizzata dalla presenza di tanti, ma tanti candidati cittadini.

Necessità e strategie politiche, effetto delle regole elettorali? Boh…

Intanto, ogni rappresentanza politica cittadina, sia partito o partitino o “ditta individuale”, ha espresso un proprio candidato, chi “professionista” inveterato delle dispute elettorali, chi scopertosi con vocazione politica, chi desideroso comunque di esserci, magari al quarto o quinto cambio di casacca.

Alcune considerazioni vorremmo esporle:

- è possibile che, per la dispersione del voto, in particolare nel settore della maggioranza, Bagnara non riesca ad avere propri rappresentanti in Provincia; in questa prospettiva, ci interesserebbe conoscere lo scotto che tale cecità provocherebbe alla Città, nonchè il riverbero politico locale su quegli equilibri che – ci dicono – solo il forte ruolo giocato dal sindaco “apartitico” riesce ancora a garantire;

- la situazione ci pare emblematica di quanto si anteponga al prioritario interesse della Città, che suggerirebbe ai due schieramenti una mirata e coerente strategia politico-elettorale, il desiderio di alcuni di crearsi comunque “spazio” e occupare improbabili posti di potere;

- infine, quanto è triste la politica ridotta a siffatto costume, diventata com’è ostaggio in mano al protagonismo e al “carrierismo” di pochi.

top


venerdì 10 maggio 2002 - Ancora sulla "bagnarota"

 

In una cordiale lettera, che pubblichiamo a parte, l'amico Gianni Saffioti, responsabile dell'Archivio Storico Fotografico Bagnarese, ci tira simpaticamente le orecchie a proposito di un'erronea identificazione tra la "bagnarota" e la "marinota". Scrive...le Bagnarote, non sono solo Marinote, come Lei sostiene, anzi a parte il lavoro col pesce, poco esse avevano a che fare con edilizia, vigne, sporti, giardini o altro.

Anche altri ci hanno fatto notare l'errore. Ce ne scusiamo.

Le note dello scorso 26 aprile però hanno anche suscitato qualche parere favorevole. Naturalmente al di là dell'iniziativa "editoriale" di cui si parlava e che Saffioti contesta nel suo intervento.

Facciamo riferimento ai due aspetti cui lì avevamo accennato. Una è la povertà culturale di Bagnara, per cui si diceva che si è sempre costretti a far ricorso ai "luoghi comuni" della "bagnarota", della pesca del pescespada, ecc...non riuscendo a produrre iniziative culturali significative e nuove. L'altra riguarda il totale disinteresse della classe politica e della cittadinanza più in generale sui destini economici e culturali di una larga fetta della nostra popolazione: il quartiere di Marinella.

Sono due concetti solo apparentemente diversi.

E di essi vorremmo interessarci. Ci conforta in tal senso il contributo di qualche "lettore".

top


9 maggio 2002 - Considerazioni sull’opuscoletto “la bagnarota”, pubblicato dall’amministrazione comunale

 

Gent. Webmaster...,

colgo l’occasione per complimentarmi con Lei per il rapporto che riesce a costruire, grazie al suo sito, tra la cittadina bagnarese e noi poveri figli suoi sfortunati che ne  viviamo lontano.

Di recente alcuni amici, nauseati dall’ennesima speculazione elettorale, fatta ai danni di quello che è un patrimonio di tutti e non di alcuni candidati alla prossime elezioni, mi hanno spedito il sopra citato opuscolo.

Considerato che si continua a sfruttare, senza neanche avere l’educazione di chiedere, il materiale ricercato o prodotto da altri, e malgrado la mia totale indifferenza verso la politica e gli uomini che la fanno, in special modo quelli più o meno qualificati della nostra cittadina, sono costretto a spendere alcune righe e spiegare a Lor signori, sempre pronti come sanguisughe a succhiare il sangue altrui, che i loro modi di agire non vanno bene. Essi  non fanno altro che far passare la voglia a chi come me o Lei ama Bagnara e nonostante Loro cercano di proporla al mondo ed alla gente del mondo valorizzandola, forse più del dovuto ma, Mi scusi la modestia, indiscutibilmente meglio di quello che fanno o dovrebbero fare le istituzioni.

 A chi ha dubbi posso solo dimostrare in qualsiasi momento i 17 anni di lavoro serio, fatto di ricerche a 360 gradi su ciò che riguarda Bagnara , e la costruzione di un ARCHIVIO STORICO FOTOGRAFICO, con più di 20.000 titoli. Archivio aperto a tutti coloro che ne hanno necessita di studio o altro, ma non di lucro o speculazione come spesso ho ricordato ad alcuni noti professionisti bagnaresi che volevano usare le foto per le solite beghe edilizie paesane e che sono la manna di avvocati ed ingegneri.

Premesso ciò, torniamo al nostro principale obbiettivo, il libricino dell’assessorato alla pubbbblica distruzione di Bagnara.

Dopo averlo scrupolosamente letto tutto per intero ben due volte, ho cercato invano una bibliografia, almeno per quanto scritto da pagina 5 a pagina 13, le sole pagine su 52 inerenti al titolo dell’opuscolo.

Probabilmente l’autrice, che non conosco, deve essere la stessa che qualche anno fa si laureò a Napoli con una tesi sulla bagnarota,  fatta  grazie ad una MIA pubblicazione sul tema di qualche anno prima che la stessa aveva avuto da un amico comune, il Sig. Domenico Nunnari, il quale mi avvisò della faccenda ed io ne rimasi contento.

Sinceramente, oggi per la prima volta leggo lo scritto dell’autrice, modestamente ed orgogliosamente, paragonando i due scritti, posso dire che mi esprimo molto meglio di quando andavo a scuola e srotolavo idee come un vulcano ma non riuscivo a riunirle in forma corretta, diventando la disperazione del caro ed indimenticabile prof. Golotta.

Sinceramente non capisco perché presentare uno scritto “non popolare” ne come linguaggio ne come immediata comprensione, ad un pubblico non certamente preparato a quel tipo di linguaggio.

E come mai non è citata la fonte delle notizie da cui deriva la ricerca?

I più non sanno che io scrissi il volumetto sulla bagnarota seguendo alcuni semplici consigli del ex presidente della Pro Loco bagnarese e caro amico Luigi Oriana, il quale sia per quell’opuscolo che per quello sulle bande e quello sui bastimenti e la costruzione delle ceste, mi disse sempre di usare termini popolari e di facile apprendimento, che fossero subito recepite ed invogliassero al proseguo della lettura.

Tanto fu il piacere del defunto amico Luigi Oriana, alla lettura della prima stesura della mia pubblicazione sulla bagnarota che, innamoratosi delle ultime frasi, ebbe l’idea geniale di indire una campagna per una petizione in favore di un monumento alla bagnarota.

Alla presentazione delle firme in Comune, egli volle allegare con soddisfazione il mio opuscoletto perché, diceva, era la più bella motivazione che si potesse presentare.

Strano, che oggi l’attuale presidente della pro loco, nonostante la stima, l’amicizia,  il mio disinteressato impegno oramai più che decennale, abbia promosso assieme all’amministrazione comunale una cosi brutta e insensata ricerca, non ricordandosi di cose magari più sobrie e genuine da cercare proprio in casa propria.

E strano che pur avendo a disposizione un mio CD ROM sul tema, completamente diverso e più completo da quello da loro realizzato, sempre grazie al mio fondamentale contributo, non lo usino mai ed ad ogni occasione propongono sempre lo stesso, come nel film di fantozzi il direttore della fabbrica proponeva sempre “la corazzata  potionchi” (se non si scrive cosi, La prego corregga lei, io non è ho voglia).

Adesso parliamo delle fotografie che contiene l’opuscoletto.

Alcune fanno parte dell’archivio della Pro loco e altre, più della metà, e che non appartengono a quell’archivo, che io conosco bene, sono foto che personalmente ho tirato fuori io da archivi privati di altre persone o da altre pubblicazioni. A pagina 25 c’è una foto recente, da me scattata nei primi anni novanta, e di cui tra le altre cose ho custodito anche il negativo.

Ma come mai l’assessorato che patrocina l’opuscoletto non menziona gli autori e la provenienza delle foto?

Del resto, del contenuto del libro preferisco tacere, forse ne parlerò col mio amico Alessandro Carati,  dottore in Lettere Moderne e ricercatore vero e non per scherzo o hobby come me sulla storia di Bagnara, chissà che non si ispiri a scrivere una sua critica, vedremo.

Colgo l’occasione per proporlo all’attuale giunta come serio assessore alla cultura con la C (MAIUSCOLA). 

Coscientemente dico che non è possibile continuare a  speculare su quel poco che abbiamo; che lo faccia il produttore di torrone che “regala” stampe malfatte di vecchie foto ai clienti... e va bene, che lo faccia il carrozziere e il negozietto, facendo calendari con foto vecchie... e va ancora bene. Che siano le istituzioni a sfruttare il materiale di  altri senza chiederne il permesso e senza citare alcuna fonte, questo mi sembra troppo.

Io ed i miei tanti amici che  ci dilettiamo a divulgare Bagnara nel mondo e mettiamo a disposizione di tutti i nostri archivi, potremmo anche scocciarci di essere presi a pedate e potremmo anche non porgere più l’altra guancia.

Cortesemente fate le persone serie e non succhiate il sangue dalle ferite di questo martoriato paese, lo fanno già in tanti.

Caro webmaster, nella speranza che Lei accolga la mia lettera sul Suo bel sito, Le rendo noto che, come giustamente cita l’autrice Mirella Violi nella sua ricerca sulla Bagnarota, lo scritto che Lei da anni sostiene appartenente al caro amico comune Luigi Oriana, è del Parpagliuolo, Luigi Parpagliuolo, scritto nei primi anni trenta per la rivista, all’epoca famosissima, del Touring Club. E le Bagnarote, non sono solo Marinote, come Lei sostiene, anzi a parte il lavoro col pesce, poco esse avevano a che fare con edilizia, vigne, sporti, giardini o altro. Non Se ne dispiaccia, ma ogni tanto uno sfogo è anche naturale.

Mi scuserà la forma, ma l’istinto è questo e la invio cosi senza modellare niente.

Ps: Pensi che in quell’opuscolo, hanno anche omesso la data e, notizia dell’ultima ora, ne faranno una ristampa in estate. Poveri noi.

 

Gianni Saffioti

 

Rispondo.

Caro Gianni,

parto dalla ...fine della tua lettera. Accetto molto volentieri il chiarimento a proposito della erronea identificazione delle "bagnarote" con le "marinote". Serve a chi scrive, anzitutto, ma anche a tanti lettori.

A mia difesa porto solo l'intenzione di "provocare" - come potrai leggere nei Fogli di diario - un dibattito su due questioni che ritengo importanti.

Uno riguarda l'uso strumentale che si fa della figura storica della "bagnarota" (ove ho inteso dire che si deve di "...nuovo attingere alla fatidica "bagnarota" per reinventarsi un patrimonio culturale che ahinoi sbiadisce nel tempo senza capacità di rigenerarsi..."), in una comunità che non fa e non ha cultura e dove si continua a celebrare sempre e solo, non me ne voglia nessuno, luoghi comuni (che sia la "bagnarota", la pesca del pescespada, ecc...). In questo senso, qui il tempo si è fermato.

L'altro aspetto si riferisce (e qui evidentemente sono caduto nel succitato errore di identificazione) all'incapacità a dibattere i problemi di oggi, prendendo proprio spunto dalle ricchezze del nostro passato. Sai bene quanto sia sterile e controproducente vivere di ricordi, ripercorrere il passato senza prenderne lezione per costruire il futuro. In tal senso ho fatto riferimento alla seria problematica legata al lavoro e al destino di Marinella e dei pescatori di Bagnara. Sai, è attualità, che qui ci si riempie la bocca di pesca del pescespada ma con le nuove normative CEE ormai non ci resta che ...il ricordo.

Fatta questa premessa, che poi è tutto ciò che volevo dire a te, ti ringrazio vivamente per la lettera e per quello che hai fatto, fai e, sono sicuro, continuerai a fare per la nostra Comunità (concetto, la Comunità, che qui è molto aleatorio, ma a me piace sperare che un giorno sia così).

Queste brevi note di risposta alla tua cordiale lettera valgano anche per qualche amico che - leggendo le mie note di diario - ha inteso che quanto da me scritto fosse una sorta di entusiastica adesione all'iniziativa di Spoleti. Evidentemente devo migliorare il mio modo di esprimermi nella lingua scritta, perchè essere tacciato di sostenere le iniziative dell'attuale assessore alla cultura (lo scrivo in minuscolo, molto minuscolo) non mi garba affatto.

Con affetto

Giuseppe

top


venerdì 26 aprile 2002 - Sulla "bagnarota"

 

In occasione dell'inaugurazione dei nuovi locali della Pro Loco, il Comune di Bagnara - ed in particolare l'Assessorato Pubblica Istruzione e Cultura - ha presentato una nuova ricerca (curata da Mirella Violi) sulla ormai mitica figura della "bagnarota". Nell'occasione è stata distribuita una piccola pubblicazione che offre un profilo del soggetto e alcuni spunti sulla storia della Città.

Sottolineiamo la bontà dell'iniziativa di cui l'Assessore Spoleti - che comunque non perde occasione per autocelebrarsi con tanto di foto in terza di copertina - si è fatto patrocinatore. Lodevole iniziativa ancor più nel sempre misero panorama culturale di Bagnara, che però deve di nuovo attingere alla fatidica "bagnarota" per reinventarsi un patrimonio culturale che ahinoi sbiadisce nel tempo senza capacità di rigenerarsi.

Questa è la prima riflessione che ci viene alla mente!

L'altra riguarda la "bagnarota" intesa come simbolo di una delle radici principali di Bagnara: il mondo dei pescatori, la Marinella.

Sarebbe utile che oggi si cominciasse a ragionare sul destino di quella "figura" e più in generale del suo mondo, sulla trasformazione di quella comunità e sul suo futuro, economico e culturale. E sarebbe opportuno che a farlo fossero finalmente anzitutto i diretti interessati - i "marinoti" - e non solo i pochi studiosi della storia di Bagnara.

top


mercoledì 3 aprile 2002 - Democrazia partecipativa

 

Nel testo Dies Irae, inviatoci dagli amici di Liberaleidee, si riprendono alcune contestazioni che in questi giorni si ascoltano spesso in Città in relazione ai lavori che l'Amministrazione ha messo in cantiere. Contestazioni - diciamo subito - che spesso non condividiamo.

Sul taglio degli alberi, in particolare, pur riconoscendo la onesta e valida preoccupazione "ambientalista", pensiamo che talora si forzi - anche strumentalmente nelle posizioni individuali - una critica che non intende prendere in considerazione l'opportunità di una risistemazione definitiva del lungomare, anche a costo del sacrificio di quelle piante.

Sulla priorità di una politica che privilegi i servizi alla Persona e alla qualità della Vita siamo naturalmente d'accordo. Per non cadere nella demagogia (quando si scrive...A quante e quali più nobili iniziative di umana solidarietà, vedi aiuti economici ai "nuovi poveri", agli espulsi dal lavoro, ai disoccupati, alle famiglie dei disabili, sarebbero stati utili i fondi sperperati nel superfluo!...) però, suggeriamo di verificare prima se i fondi di cui sopra siano stati realmente e volutamente stornati per queste scelte "superflue". In tal caso naturalmente dovremmo vivamente contestare l'operato del Sindaco e degli amministratori.

Intendiamo ancora spendere qualche parola su un argomento che ci vede finalmente concordare con gli scriventi.

Allorchè si dice...intervenire strutturalmente in un contesto urbanistico ... comporta studio, cultura ed analisi in un confronto esteso alle più sensibili e competenti categorie della società civile... si afferma una cosa giusta. Più giusto forse coinvolgere in quelle scelte anzitutto i cittadini residenti, che di strade e piazze devono usufruire. Questa è la democrazia partecipativa, in cui l'amministratore si preoccupa di censire i bisogni, consultare la cittadinanza e procedere alle scelte. E la cittadinanza chiede anche di partecipare, organizzando magari la protesta civile qualora ritiene inopportune o sbagliate quelle scelte.

E ove questo costume non è radicato, devono essere le associazioni politiche e sociali a favorirne la crescita e il consolidamento. A Bagnara ciò accade? No! Questa a nostro avviso è la critica fondamentale da muovere a questa e alle precedenti Amministrazioni e, perchè no?, ai "politici" che la Città ha avuto.

top


mercoledì 27 marzo 2002 - La rinascita?

 

Chi venisse in queste settimane a Bagnara, probabilmente resterebbe sorpreso dai numerosi cantieri che vi si trovano, in particolare nel centro cittadino. Sono infatti in rifacimento il lungomare, con la sostituzione delle "sfortunate" palme mai cresciute con nuove piante, il pavimento del piazzale dell'ex lido e la piazza Matteotti (dopo l'abbattimento dell'edificio dell'ex "fascio"), la nuova illuminazione su parte del Corso Vittorio Emanuele, la pavimentazione della villa comunale, la piazza Gramsci di Marinella, la piazzetta di via XXIV Maggio a Porelli, ecc...

Insomma, un gran fermento, che naturalmente ha destato vari commenti nell'opinione pubblica locale. E, come sempre accade, le posizioni sono variegate. Chi si mostra lietamente sorpreso dalla scoperta di questa operosità, chi perplesso, chi infine si dichiara più o meno palesemente (eh sì, non mancano i manifesti e le scritte) contrario.

Diversi gli argomenti su cui si dibatte: la "causa di paternità" intentata dalla vecchia amministrazione nei confronti della nuova circa la realizzazione dei progetti e l'ottenimento dei finanziamenti, la denuncia dell'opposizione dell'aumento delle tasse comunali per sostenere scelte effimere a discapito di servizi fondamentali, l'accusa di una gestione accentatrice  ed eccessivamente presenzialista da parte del sindaco, l'improvvido taglio di alcuni alberi sul lungomare ad opera degli operai dell'ente che si sta occupando di piantare le nuove palme, ecc...

In questa fase preferiamo astenerci da ogni commento. Attendiamo infatti impazienti il completamento dei lavori di cui sopra, convinti che nel "giudizio" su una gestione amministrativa si debba sgombrare la mente da ogni "pregiudizio" e verificare invece i risultati.

Vogliamo limitarci solo a salutare positivamente la realizzazione dei lavori e la tempestività con cui si stanno conducendo. Perchè non auspicare che essi preludano ad una rinascita della nostra Città? Forse quest'amministrazione sta giocandosi la propria scommessa. Toccherà ad un'opinione pubblica finalmente (?) matura giudicare.

top


domenica 24 febbraio 2002 - Lettera a una amica argentina

 

Di Bagnara dovrei parlarti. Sembra facile ma, credimi, è un’impresa. Scrivevo a te (mi pare) che se scomparisse improvvisamente dalla carta geografica, forse solo pochi se ne accorgerebbero. Beh, è chiaro: i residenti scomparirebbero con lei; gli altri, in quel momento lontani, si rattristerebbero, al momento, ma poi, riflettendo, sarebbero felici di essere sopravvissuti.

No, dai, questa è una banalità. Ci penso tutte le volte che mi viene una crisi di rigetto di Bagnara (e capita purtroppo spesso).

Come poi succede più in generale nel nostro rapporto con l’Italia (intesa come Nazione e Stato), noi meridionali abbiamo un rapporto di amore-odio anche con la nostra cittadina.

Bada che questo sentimento non nasce da considerazioni politiche (come accade per molti di quelli del nord, che votano per Bossi e la Lega; avversione verso gli immigrati, anche del sud Italia, desiderio di tranquillità sociale e anche egoismo, non parlo di razzismo, anche se ogni tanto lo si percepisce nei loro discorsi).

Questo nostro sentimento è invece nei cromosomi. E’ figlio della cultura araba, più in generale mediterranea che, senza che ne siamo consapevoli, impregna la nostra mentalità e il nostro modo di fare.

Siamo capaci di farne scempio (vedi ad esempio il campo dell’edilizia), di sporcarla, di soffocarla ma guai se viene uno da fuori a parlar male di Bagnara. Diventiamo velenosi. La frase più comune è che ci venite a fare qui se non vi piace?

Tra di noi però, non ti dico. Che paese brutto, che gente brutta.

Mah, forse tutto il mondo è paese? Forse questo succede ovunque?

Dunque, ti dicevo che abbiamo uno strano rapporto con la nostra terra. Questo si ripercuote naturalmente nella vita di tutti i giorni. Siamo praticamente molto individualisti, è difficile imporci delle regole. Prendi ad esempio una delle ultime leggi obbligo del casco per i motociclisti. Macchè!!! Da noi, non solo non lo porta nessuno ma vanno in due o perfino in tre in moto. Poi in tv senti.. investito motociclista: non portava il casco (cosa straordinaria per quelli che vivono al nord). E così per questioni piccole e grandi: dai rumori molesti al non rispetto del codice della strada, dal divieto di fumo che non esiste all’abusivismo edilizio. Ognuno fa quello che vuole. Altrove ciò che è comune è di tutti. Qui, ciò che è comune non è di nessuno. Dunque, guai a rimproverare un ragazzo che corre in bici sul marciapiedi. E’ pronto a dirti: ho fatto qualcosa a te? No? Allora fatti i c... tuoi!

Capirai, dal tono non troppo velatamente autocritico, quali sono le cose che non ci piacciono. O almeno quelle che non piacciono a me di noi stessi. Qualcuno invece sostiene che, sì dai vabbè, però siamo più ospitali e più aperti, e altro ancora. Abbiamo sicuramente dei pregi, abbiamo delle cose belle e di valore. Non penserai ora che siamo barbari incivili. Mia madre non mi perdonerebbe se pensasse che ho illustrato un quadro così grigio di Bagnara. Diciamo che non sarebbe comunque male se arrivassero tre o quattro navi-cargo, ci facessero salire su e ci portassero nonsodove; qui invece potrebbero ripopolare con quei finlandesi o svedesi chi non respirano per non sporcare e non parlano per non disturbare. C’è un detto in Sicilia (che poi non è diversa da noi da questo punto di vista): Dio creò la Sicilia talmente bella che per compensare ci mise i siciliani. Può applicarsi anche a noi.

Effettivamente, a dire il vero non so ancora se mi cambierei con altri, o meglio se cambierei i pregi e i difetti nostri con quelli altrui.

 

Altro capitolo, oltre questo oserei dire "antropologico", è quello "politico", inteso come vita della Comunità.

Conoscerai sicuramente i problemi che da cent’anni e passa affliggono il sud Italia. Che poi sono più o meno gli stessi problemi che hanno costretto i tuoi antenati a partire verso l’Argentina. Disoccupazione (specialmente giovanile, preoccupante quella che riguarda diplomati e laureati), economia lenta con scarsi investimenti finanziari, gente che vivacchia arrangiandosi o vuol strafare non potendoselo permettere e così dando opportunità a mafiosi e senza scrupoli. Il turismo, che dovrebbe essere il traino di tutta l’economia del sud Italia, non decolla. Almeno qui da noi. Se vai in Sicilia, è la fine del mondo. Già ora a febbraio, a Taormina ci sono tedeschi, inglesi o scandinavi. A leva-leva, si dice a Bagnara (cioè tantissimi). Qui invece aspettiamo l’estate solo per godercela noi. Tornano solo parte degli emigrati, magari qualche turista in transito. C’è un hotel, qualche ristorante (di cui uno fantastico di cucina mediterranea, greca in particolare), un po’ di pizzerie e un pub.

Si è confidato a lungo nello Stato, che prima investiva a fondo perduto miliardi che finivano chissà dove.  Da qualche anno si privatizza tutto e chi, come molti amici miei, prima o dopo trovava lavoro nelle ferrovie statali o alle poste o in qualche scuola naturalmente tutti del nord, oggi non sa che fare. Tutti gli enti di Stato sono privati. Assumono solo se hanno necessità e incomincia anche da noi a valere la regola che se non sei capace stai a casa.

Prima non era difficile diventare insegnante, ferroviere, impiegato statale (anche gli incapaci e i lavativi oh quanti - e questo naturalmente si ripercuoteva negativamente sull’efficienza dei servizi pubblici). Oggi gran parte di tutto ciò è privato. Esempio: mio padre, medico ora in pensione, a fine agosto o a Natale scriveva decine e decine di certificati per malattia a bagnaroti che tornavano qui per le vacanze e non avevano voglia di rientrare a lavoro. Da quando è tutto privato basta certificati. Tutti tornano a lavoro magari un giorno prima. Come vedi, non tutto il male viene per nuocere!

Chiaro però che se lo Stato si ritira, non investe più, e ti dice che devi cercarti tu le risorse, per noi del sud è un grande rischio. Perché, se il nord Italia è ricco come la California o il Giappone (sul serio), da noi no. Un piccolo imprenditore (esempio un  trentenne che vuole avviare una pizzeria-pub sul lungomare (ti sembrerà strano ma ne abbiamo solo una o due su 4 km di litorale), deve fare i salti mortali per avere finanziamenti (difficili) o facilitazioni dal fisco, ecc.. E poi magari deve preoccuparsi di quei tre quattro piccoli delinquenti che gli chiedono il pizzo.

Invece non si investe nella cosa per me più redditizia: la nostra mente, cioè le nostre capacità intellettuali. Non si investe così in risorse culturali. E questo conduce inesorabilmente verso un declino a mio avviso più grave di quello economico.

Ho accennato alla delinquenza. A questo proposito, apro velocemente il capitolo ordine pubblico e criminalità. Bagnara fino a qualche anno fa era un’isola felice. Ci vantavamo che le donne potevano uscire di notte senza rischi. Da qualche tempo però si è diffuso l’uso di droghe, con tutto ciò che questo comporta. Diciamo che siamo diventati come tutti gli altri posti del mondo.

Non siamo però a livello di altri posti del sud Italia, dove io non vivrei neanche se mi pagassero a peso d’oro, abbiamo bene o male una nostra identità di Comunità (ma quante volte non ce ne rendiamo conto!!!), abbiamo il nostro Corso Vittorio Emanuele e la nostra vita quotidiana è segnata da passeggiate tranquille, discussione (tanto calcio) e, perché no?, osservazione scientifica degli individui dell’altro sesso (perdonami la ...licenza).

I fenomeni di piccola delinquenza, tutto sommato, ci sfiorano appena. Posso così permettere a mio figlio di uscire alle cinque di pomeriggio e rientrare a casa da solo alle otto senza problemi.

Mancano sì strutture sportive, cinema e teatro, ma poi, in realtà abbiamo due palcoscenici invidiabili. Il Corso, a cui accennavo, dove vedi ogni giorno dell’anno un continuo andirivieni di persone e il mare che, come forse avrai potuto vedere nelle foto nel mio sito web, è straordinario.

Per concludere, ti sarai accorta che quell’amore-odio di cui parlavo all’inizio è profondamente vero. Ci lamentiamo, ci lamentiamo, ma in fin dei conti non ci cambieremmo con nessuno altro.

 

Con affetto e a presto.

top


venerdì 11 gennaio 2002 - Il controllo del territorio

 

Si discuteva qualche giorno fa con amici e interlocutori occasionali - come capita sempre nelle piccole cittadine - del più e del meno e si è finito di parlare di Bagnara. In particolare si parlava di atti di vandalismo notturno che hanno colpito nelle ultime settimane beni privati e pubblici (aiuole, fioriere, insegne commerciali, saracinesche, ecc...). Sicuramente non gesti di grave criminalità, ma proprio per questo  - paradossalmente - forse più assurdi. E si conveniva sul fatto che la nostra cittadina la notte ormai da tempo diventa scenario delle "esibizioni" di qualche tipo che pensa bene di rendersi molesto. E' ahinoi questo un problema generale, s'intende. Non c'è città d'Italia e del mondo che non abbia simili preoccupazioni. Ma, a dire il vero, qui non ne eravamo abituati.

E pensare che basterebbe così poco. Basterebbe forse che i cittadini facessero sentire la propria voce agli amministratori e questi ultimi facessero valere le esigenze e gli interessi della Città presso le Autorità preposte.

Non viene difficile pensare che basterebbe una pattuglia di Carabinieri a far sì che i "soliti noti" sparissero dalle strade.

top


18 ottobre 2001 - A ricordo del prof. Ocello

Abbiamo ricevuto una cortese "contestazione". Giusta! Grave da parte nostra non ricordare il Professore Ocello, raro protagonista e testimone della storia e della società di Bagnara.

Webmaster

 

Strano!

Strano che in un sito così attento agli avvenimenti culturali che riguardano Bagnara, a tutte le pubblicazioni che parlano di questo paese e della sua vita, della sua storia, le sue tradizioni improntate alla simbiosi con l'elemento principe che la fa letteralmente "respirare" e senza cui non sarebbe lo stesso, ebbene in questo sito non venga fatta minima mensione di un illustre personaggio che tanto a dato a Bagnara, in sordina e senza mai prendere o pretendere: Pierino Ocello. Molto spesso il bene ci viene proprio da chi ci osserva disincantatamente dall'esterno e sa per questo come amarci sinceramente nella nostra interezza, sia per nostri pregi che per i nostri difetti. Pierino Ocello è ricordato da sempre come un Vero Bagnarese, se pur d'adozione, per il tempo speso ad "amare" questo paese con tutto il suo essere e le numerosissime opere ed iniziative sociali e psico-pedagogiche, nonchè istituzionali quando gli è stato permesso. Persino sino alla Sua morte, dedicandogli poco prima di essa una delle sue apprezzate pubblicazioni sui figli di Calabria: "Roccantonio, il mare come l'aria".

top


7 settembre 2001 - Nota critica

Riceviamo e pubblichiamo volentieri questa email. Ci asteniamo però da ogni commento, invitando lo scrivente e gli altri lettori a leggere attentamente i documenti inviatici, gli articoli e le note di diario pubblicate in precedenza.

Webmaster

 

Questo è forse l'unico sito decente che esiste su Bagnara, ma ho notato che l'ultimo aggiornamento risale a + di 3 mesi fa mentre ci sono le notizie recenti di alcune lamentele dei DS su presunte piccole irregolarità, su mancato rispetto dell'opposizione (da quale pulpito...!!!), e non ci sono notizie sull'estate bagnarese e sulle piccole cose che ha fatto il nuovo esecutivo e che comunque hanno reso il paese un pò vivo e presentabile. Non sarà che il webmaster un pò troppo di parte?

Domenico Velardo [domenico.velardo@abla.it]

top


mercoledì 22 agosto 2001 - Sulle prime schermaglie

 

Al di la della reale importanza delle questioni sollevate - fondamentale per una parte, irrilevante per la parte opposta - ci pare di cogliere in quelle che altrove abbiamo definito prime schermaglie maggioranza-opposizione, il tentativo dei ds di Bagnara di mostrare a se stessi e alla Città di esistere, di essere sopravvissuti alla tempesta elettorale. E questo, mentre l'Amministrazione cittadina gode, al momento, di visibilità e popolarità. Ripetiamo, non sappiamo quanto valgano ( o siano strumentali) le argomentazioni sollevate, ma la sensazione è questa: cerchiamo qualcosa di cui occuparci... E dire che gli argomenti importanti ci sarebbero, eccome... Tempo fa, ad esempio, avevamo posto la questione - che riteniamo cruciale - del destino dell'Ospedale di Scilla. Certamente non si pretendeva che l'Amministrazione rispondesse. Ci mancherebbe! Ci sarebbe piaciuto che qualcuno tra coloro che si occupa di politica e (sappiamo) legge queste pagine prendesse in esame il problema. Ma era il 4 giugno, con l'estate alle porte! Ora, dopo le vacanze, ecco le prime schermaglie...

top


luglio 2001 - Lettera dal Veneto

 

Sono Domenico Gioffrè, di Pedavena, provincia di Belluno..., figlio di un "bagnaroto" (papà Vincenzo Gioffrè), fin da piccolo sono sempre venuto in ferie a Bagnara e devo dire che l'isola pedonale e' proprio una bella cosa...qui al nord e' ormai diffusissima....a Jesolo , rimini caorle ecc... si certo porta qualche scompenso ai commercianti... secondo me si potrebbe accontentare un po' tutti... facendo l'isola pedonale solo dal pomeriggio in poi... è tanto bella... soprattutto per i bambini... per quanto riguarda i negozianti???? bhe...non credo sia un vero e proprio disagio... lo so... ma tanto la gente che vuole fare acquisti ci va lo stesso... forse si potrebbe aiutare questo progetto aumentando i parcheggi...

Domenico Gioffrè - Pedavena

top


luglio 2001 - Per Marinella

 

Quando inizieremo a pensare seriamente al popoloso quartiere di Marinella? Quando si inizierà a fare un pò di giustizia, per quanto riguarda la corretta e paritaria amministrazione e attenzione verso i rioni?  

Filippo Cotroneo - Bagnara

top


luglio 2001 - Isola pedonale, 3

 

Senza fare troppa filosofia e senza fare ragionamenti seri e complicati, direi che l'isola pedonale è bella perché: 1) consente ai cittadini ma soprattutto ai bambini di godere delle strade e delle piazze 2) limita l'inquinamento, anche se poi questo potrebbe aumentare altrove 3) fa incazzare i commercianti, i quali, in tutta Italia, si oppongono sempre alle isole pedonali. Ma perché non andate a Copenaghen a vedere come un'isola pedonale fa aumentare la gente che fa acquisti? 4) perché (direbbe forse Moretti) è di sinistra! (invece lo smog è di destra. Kyoto docet!). Grazie per l'opera d'arte nei pressi dello Sfalassà. Magari fannu na casa puru o postu ra piazzetta!

Davide Puntillo - Verona

top


giugno 2001 - Isola pedonale, 2

 

La nostra sommessissima opinione sull'isola pedonale sul corso di Bagnara è: sì incondizionato nelle ore serali (ma ciò dovrebbe valere per tutti i veicoli ed in particolare per gli ormai incontrollabili ciclomotori).

Francesco ed Helena Petrone - Como

top


giugno 2001 - Isola pedonale, 1

 

Crediamo sia inutile chiudere il corso l'intera giornata, si rivela al contrario dannoso per tutti gli esercizi commerciali che si trovano lungo la nostra strada principale. Inoltre l'iniziativa causerà confusione per quanto riguarda i parcheggi: pensiamo a tutti quei bagnanti che sono costretti a venire al mare in macchina, con la chiusura del corso verranno a mancare almeno 150 posti auto e la via marina subirà una vera e propria invasione. I danni più grossi saranno soprattutto per noi ed altri esercizi commerciali: i clienti che non trovano posto per l'auto preferiscono andare in altri esercizi non collocati sul corso, dove possono trovare parcheggio. Noi crediamo invece all'isola pedonale per tutti i giorni dalle ore 18.00 in poi, e per tutta la giornata solo la domenica ed i festivi: dopo tutto, la mattina ed il pomeriggio, e con questo caldo, nessuno si mette a passeggiare sul corso, chi ha tempo libero preferisce scendere al mare.

Agenzia Viaggi Ciccone - Bagnara

top


venerdì 29 giugno 2001 - Isola pedonale, sì o no?

 

Arriva l'estate e a Bagnara si ripropone la questione della realizzazione dell'isola pedonale sul Corso Vittorio Emanuele. I termini della questione: a fronte di ampi settori della cittadinanza che ritengono opportuno chiudere il Corso al traffico almeno per le ore serali (ormai in tanti ci si spinge addirittura a desiderarne la chiusura permanente per tutto il giorno), una parte degli esercenti del commercio della zona lamenta i rischi di una perdita dell'affluenza di clienti. Si giunge perfino a sollecitare l'adesione ad una raccolta di firme contro il paventato provvedimento!

E' superfluo a questo punto sottolineare gli indubbi benefici - soprattutto economici - che l'isola pedonale procurerebbe alla Città; ci pare però necessario sottolineare come a Bagnara si tenda a ragionare in modo frequentemente "controcorrente". Ciò che è universalmente realizzato, anche perchè universalmente provato come vantaggioso e giusto, da noi è ritenuto sbagliato. Ma ancora: chi dovrebbe promuoverlo (nella fattispecie i commercianti in primis, in quanto sicuri beneficiari di una migliore "fruibilità" del centro cittadino da parte di residenti e turisti), si batte perchè non sia fatto...

E' un costume strano. Inconsueto e ...paradossale.

Ma l'Amministrazione cittadina, intanto, che fa?

Con piacere ne sottolineamo una maggiore visibilità, a cominciare dai lavori di manutenzione e abbellimento del lungomare. Finalmente si è anche provveduto a rimuovere i cassonetti della spazzatura dalle discese a mare. Era questo un altro assurdo di questa cittadina. Era come se in una casa, il salotto buono servisse da discarica. E' bastato poco, ma si è deciso. Certo, rimane il problema della loro più idonea collocazione, ma almeno per i mesi estivi era assolutamente il caso di toglierli di mezzo. Sull'isola pedonale deve invece mediare tra le diverse posizioni. E, ancor più, deve affrontare un altro problema annoso: i parcheggi delle auto. Per ora comunque una è la considerazione da fare: sembra che la gente gradisca di più la già citata maggiore visibilità che l'immobilismo del recente passato. Così, intorno alle operazioni di make up c'è un buon consenso. Stiamo a vedere!

top


lunedì 4 giugno 2001 - Il destino dell'ospedale

 

Da qualche tempo, intorno all'Ospedale di Scilla, giungono voci contrastanti e preoccupanti. Persone autorevoli si dicono certe che un triste destino attende la struttura sanitaria che in questi decenni ha - nel bene e nel ...meno bene - servito anche la popolazione di Bagnara. C'è chi si dice certo che l'Ospedale verrà chiuso, chi sostiene invece che sarà ridimensionato, che - addirittura - afferma che possa essere potenziato. E' chiaro a questo punto che sulle sue sorti, e più in generale sui servizi sanitari del territorio, si sta giocando una partita importante. Non c'è dubbio infatti che l'Ospedale di Scilla soffra da anni di carenze e manifesti dei ritardi; in particolare, ci pare che alcuni servizi non siano strategicamente ed economicamente utili, mentre sicuramente altri andrebbero avviati. Dobbiamo però sottolineare come sia comunque importante garantirne (e non solo da parte dei nostri "cugini" scillesi) la sopravvivenza e la funzionalità. E' un altro tassello della nostra vita sociale e comunitaria che rischia di saltare. Che dunque la popolazione si allerti e l'Amministrazione ci dia delle risposte.

top


16 maggio 2001 - Da Legambiente

 

Con piacere notiamo che il nostro sforzo di creare uno strumento per dibattere i problemi della Città comincia a dare i suoi frutti. Ringraziamo Nino Lopresti per questo contributo e attendiamo che altri rispondano

Webmaster

...

Carissimo,

voglio contribuire ad arricchire il dibattito che si è aperto sulla situazione politica nel nostro paese avviato prima delle elezioni amministrative, per poi cercare di ragionare sull’esito delle stesse e sulle prospettive future di Bagnara, e delle forze progressiste.

Quando al convegno del 4.1.2001, su “Quale modello di sviluppo e quale futuro per Bagnara”, nel mio intervento di replica ho dichiarato che “ la grave crisi che attraversa il paese ed il fatto che siamo davanti ad una scommessa forse decisiva, il fallimento dei partiti, la mancanza di una classe dirigente lungimirante, impongono a forze diverse dai partiti, rappresentanti della società civile in tutte le sue componenti, di impegnarsi a costruire una prospettiva al di fuori degli schemi dei partiti, per risvegliare la coscienza dei cittadini, e per mettere in campo energie in grado di risollevare le sorti del paese”, penso di aver espresso chiaramente la posizione delle due associazioni ed il percorso da seguire.

Da quel momento come associazioni abbiamo iniziato un lavoro finalizzato al suddetto scopo, che però con mio grande rammarico non ha sortito l’effetto sperato, a mio parere, per i seguenti motivi:

- Poco tempo a disposizione, per coinvolgere altre forze nel progetto;

- Poca coesione tra le associazioni;

- Scarso sostegno dei cosiddetti “benpensanti”, che non hanno inteso impegnarsi in prima persona;

- La “Sandro Pertini” che ha ragionato come un partito politico, senza esserlo;

- Il tatticismo e la “disperazione” dei DS, con i quali si è aperto un inutile confronto, che ci ha indotto ad un grave errore di valutazione, ed ha comportato di fatto il fallimento della terza lista.

- Le “bizze” dei giovani di “Libera le Idee”, ai quali comunque riconosco: il merito di aver visto meglio di noi che con l’attuale sinistra era difficile il confronto e quello di aver presentato una propria lista con coraggio ed entusiasmo, portando un pò di freschezza alla stantia politica dei “ vecchi partiti” e dei “ vecchi personaggi” che già tanti danni hanno recato al paese con il loro operato politico.

Ma tutto questo ormai appartiene al passato.

Il 13 Maggio i cittadini hanno fatto una scelta chiara tra gli schieramenti in campo. Il Dr. S. Zappalà è stato eletto Sindaco con l’aggregazione del cosiddetto “calderone”. Personalmente non mi aspetto nulla di importante per il paese dalla nuova amministrazione perché non ha un programma credibile e manca l’individuazione di un modello di sviluppo compatibile e sostenibile, anzi, a mio avviso c’è il rischio del declino definitivo, perché gli interessi “particolari” e “trasversali” sono superiori agli interessi del paese, mi riferisco al P.R.G. ed al partito del mattone selvaggio e del consumo indiscriminato di quel che rimane del nostro territorio. Ricordo che ci saranno da gestire i fondi strutturali europei da cui dipende in gran parte la possibilità di fare uscire Bagnara dall’attuale crisi stagnante, ed a mio parere bisogna concentrare i progetti, per uno sviluppo armonico ed ecocompatibile del territorio e puntare ad un turismo di qualità. Su questo punto le associazioni, i partiti, gli imprenditori dovranno impegnarsi al massimo. Non c’è alternativa, i programmi comunitari lo impongono, noi lo auspichiamo e faremo la nostra parte come associazione ambientalista, sia nella proposta di progetti che nel controllo e nella denuncia nel caso di progetti dannosi per il paese e per l’ambiente. Su questi, ed altri temi importanti e concreti le forze progressiste esistenti a Bagnara dovranno trovare un filo di contatto comune per ricostruire una prospettiva futura. Naturalmente aspettiamo segnali forti di rinnovamento e il ritorno a far politica del Ds, al quale i cittadini hanno inviato un chiaro messaggio politico.

...

Nino Lopresto

Segretario Legambiente

top


domenica 13 maggio 2001 - Confucio e il governo di Paulo Coelho

 

Zizhang cercò Confucio per tutta la Cina. Il paese stava vivendo un momento di grande rivolta sociale, e lui temeva spargimenti di sangue. Trovò il maestro accanto a un fico, che meditava. "Maestro, abbiamo urgente bisogno della vostra presenza al governo," disse Zizhang. "Siamo sull’orlo del caos." Confucio continuò a meditare. "Maestro, ci avete insegnato che non possiamo tirarci indietro," continuò Zizhang. "Avete detto che siamo responsabili del mondo." "Sto pregando per il paese," rispose Confucio. "Poi andrò ad aiutare un uomo lì all’angolo. Facendo ciò che si trova alla nostra portata, ne beneficiamo tutti. Se tentiamo di pensare solo a salvare il mondo, non aiutiamo neanche noi stessi. Ci sono mille modi di fare politica. Non c’è bisogno di far parte del governo."

top


venerdì 11 maggio 2001 - La vigilia

 

Col volantinaggio di un'edizione straordinaria del proprio foglio "LiberaNews", il movimento civico Liberaleidee ha denunciato il mancato svolgimento del dibattito pubblico tra i tre candidati a sindaco, sottolineando come permanga fortemente radicata in politica a Bagnara la volontà di tutti i competitori elettorali di privilegiare metodi clientelari. Il movimento sottolinea d'aver tentato "...di innalzare il livello della qualità politica a Bagnara" ove invece "...sembra che la spuntino i soliti, forti di voti assistenziali, di comparaggio, parentali, tribali, ecc..." E, più avanti, lamenta che "...ancora una volta non si è fatta politica, non si sono resi partecipi i cittadini, non si sono vergonati di chiedere il voto..."

In effetti non riusciamo più a comprendere se sia indice di malcostume o di una ben più grave arretratezza culturale. Sta di fatto che forse solo il 10-15% dei cittadini aventi diritto di voto si esprime secondo coscienza. E questo in tutte le tornate elettorali. Alla base non crediamo vi siano condizionamenti ambientali di tipo malavitoso, come comunemente si intende; a Bagnara, vivaddio, si è sicuramente più liberi rispetto ad altri centri del sud. Predomina però un atteggiamento mentale di disinteresse misto a fatalismo che, come si diceva, favorisce le logiche di gruppo, di tribù. Ci vorrebbe un antropologo, per studiarci!

Un ruolo nefasto senza dubbio lo ha giocato la classe politica, che ha beneficiato di questa "predisposizione" socioculturale. Per cui non deve sorprenderci se si giunge alla immediata vigilia delle elezioni è inizia la campagna acquisti, inventando spesso politici quasi come - ahinoi - l'Inter spesso inventa calciatori. Non deve sorprenderci se costoro non hanno la benchè minima idea di cosa sia la politica, di cosa siano i programmi, nè - tanto meno - osano pensare di partecipare a pubblici dibattiti. Non deve, ancora, sorprenderci se gli affari politici al dunque restano nelle mani di poche persone che, scimmiottando i d'alemaberlusconi, giocano sulle sorti di una Città come i ragazzini giocano con le figurine Panini. Non deve infine sorprenderci se Bagnara non riesce a recuperare slancio dopo decenni di caduta libera. Cari amici, il problema principale della Città non è l'abusivismo nè la disorganizzazione di "palazzo San Nicola", ma quel vuoto culturale che ci impedisce di elaborare qualsiasi strategia, che ci fa sbrodolare in proclami velleitari e fumosi, che - in fin dei conti - ci fa pensare che il mondo sia tutto nel ... Corso di Bagnara.

top


martedì 8 maggio 2001 - Le speranze

 

L'estate alle porte, la Città fatalisticamente sembra attendere chissà cosa. Forse l'attesa delle elezioni, forse la speranza in un cambiamento... attende. I giorni scorrono e così i mesi e gli anni. Crescono nuove generazioni ... e attendono. Tutto è fermo, niente muta. Forse qualche soffio di vento, qualche parola e qualche pensiero, nell'aria. Finchè arriva l'estate.

top

 

  webmaster - ©1999 -