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Sull'origine di questo
monumento simbolo di Bagnara, una torre tronco-conica di circa sette metri di
diametro, non si hanno documenti significativi (il più antico risale al 1576).
Dalle sue caratteristiche
architettoniche - come si diceva, torre tronco-conica, a pianta circolare, con
geometria slanciata - la si fa risalire ad un periodo tra XIV°-XV° secolo, o
(come riportato nella guida "Bagnara Calabra, Scilla e...", curata dal
Gruppo Culturale Periferia Xiphias e Cartolibreria De Maio, pubbl. nel 1995, che
cita il testo "Tipologia delle torri costiere di avvistamento e segnalazione
in Calabria Citra e Calabria Ultra" di Vittorio Faglia) più largamente ad un
periodo tra il 1268 e il 1442. Il testo di Faglia (sempre citato nella guida
"Bagnara Calabra, Scilla e...") la censisce come 32° torre della Calabria Ultra,
a partire dalla costa jonica.
Intorno alla metà del 16°
secolo, gli aragonesi sono costretti a difendere il litorale calabro dagli
attacchi dei turchi provenienti dalle coste del'Africa del Nord. E' il vicerè
Consalvo, su richiesta del consigliere regio Fabrizio Pignatelli, a far
realizzare una sistema di avvistamento e di allertamento delle popolazioni. A
Bagnara sorge così la torre sullo scoglio tra le spiaggie di Gramà e Marinella e
viene rinforzata la fortezza sulla rupe di Marturano con due muraglie, quella a
sud, detta Bastione, e quella a nord, detta Costanzella.
A Bagnara è conosciuta anche e
soprattutto come Torre Ruggiero, per una erronea attribuzione al re Ruggiero.
Come si è visto, però, all'epoca della sua costruzione, l'epopea normanna era
passata da un pezzo!
L'appellativo "ruggero"
evidentemente pare in relazione al nome di alcuni torrieri succedutisi, di cui
abbiamo notizia, tra il 1576 (Lelio Leonardo) e il 1707 (Ruggiero Domenico).
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