La chiesa dell’Immacolata Concezione

 

tratto da Archivio Storico Fotografico Bagnarese

 

Venne edificata a Porelli in data sconosciuta, ma certamente dopo il 1200, quando il culto di San Francesco si espanse in Italia meridionale. In questa chiesa nel 1710 venne fondata la congregazione "delle stimmate di S. Francesco", per volere del cardinale Antonio Ruffo.

Dopo il terremoto del 1783, i padri cappuccini, che avevano anche la direzione della congrega di S. Maria Immacolata, pensarono di unificare le due associazioni unificandone i titoli e chiamando la nuova confraternita "delle stimmate di S. Francesco e di Maria S.S. Immacolata".

La chiesa, ricostruita dopo ogni terremoto, subì l'ultimo grave danno durante la seconda guerra mondiale a causa di un incendio. Ricostruita con lo stesso stile della precedente, oggi la vediamo dalla sua posizione dominare la Marinella.

 

La nascita della Confraternita.

Il 21 Maggio 1777 veniva chiesto a Re Ferdinando IV il regio assenso alla fondazione della Confraternita delle Stimmate dí S. Francesco di Assisi in Bagnara Calabra, provincia di Reggio Calabria, nella chiesa di S. Nicola.

Il Decreto di fondazione dice:

 

Ferdinanudus qu-artus Dei Gratia Rex, utriusque Síeíliae , et Hiciusalem, Infans Hispaniarum,Dux Parmae, Placentiae et Castri, ac Magnus Princeps Haereditarius Haet.Luriae-1everend-is in Christo Patribus quibuscumque Archiepiscopia, Episcopis,, Vicariis,Cleris, Capitulis et aliis Ecclesasticis, et religiosis personis totíus huius Regni, et signant Dío coesis, illustribus quoque notabilibus, quibuscumque Baronibus titulatis Gubernatoríbus. Auditoribus, Capitaneis Assessoribus, Síndacís, Cleria. Uníversitatibuset aliis quibuscumque Personis et Officalibus quacumque auctoritate eta, potestate fundendíbus seu eorum locumtenentibus,et substitutis ad quos seu quem presentes pervtnerínt, vel fuerin quomodolibet,presentatae. fidelibus devotis, dilectis nostram et bonam voluntatem auper pro parte infrascriptum memoriale: cum Relatione facta per Reverendum nostrum Regium Cappellanum Maíorem tenoris sequentis.

 

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Lo scopo era, sostanzialmente, l'elevazione morale degli iscritti ed il suffragio per le anime dei confratelli defunti. Tutto ciò veniva ribadito nei nove punti del primo statuto, mentre veniva esclusa qualsiasi altra motivazione sia politica che amministrativa. Dal momento che la Congregazione non poteva possedere beni immobili, doveva mantenersi con il contributo degli iscritti.