ASSOCIAZIONE ITALIA - ISRAELE    

SEZIONE DI BAGNARA CALABRA

 

27 GENNAIO

RICORDO DELLA SHOAH

ITINERARIO FOTOGRAFICO

 

 DAL  26 AL 28 GENNAIO 2007

PRESSO LA CASA DI ACCOGLIENZA

 (CORSO V. EMANUELE - EX ASILO DE LEO)

 

 

VISAS FOR LIFE

I Diplomatici che salvarono la vita agli Ebrei

a cura dell’Istituto Yad Vashem e del Ministero degli Affari Esteri Israeliano

 

I nazisti poterono contare sul sostegno di milioni di persone al fine di ucciderne altrettante. Tra i pochi Ebrei sopravvissuti alla Shoah, alcuni vi riuscirono principalmente grazie ai propri sforzi ed alla propria intraprendenza, mentre altri furono aiutati da brava gente, da amici, da vicini o da estranei.

Molte persone voltarono gli occhi e non fecero alcunché per aiutare i perseguitati o, ciò che è peggio, resero ancora più difficoltosa la sopravvivenza per queste vittime innocenti. I diplomatici godevano di uno status speciale nei paesi in cui prestavano servizio e operavano, trovandosi quindi in una posizione unica e favorevole per fornire un significativo aiuto agli Ebrei rifugiati.

Molti di essi utilizzarono ogni possibile interpretazione delle disposizioni vigenti all’epoca, per impedire agli Ebrei di entrare nei propri paesi.

Nonostante tutto, alcuni di loro risplendettero come raggi di luce nelle vaste tenebre, fari solitari che scortarono il passaggio degli esuli tra le rocce letali ed i campi minati della Shoah.

Le persone onorate in questa mostra salvarono decine di migliaia di persone, per lo più Ebrei.

Abbiamo una rara e preziosa opportunità di portare a conoscenza del grande pubblico, le storie di questi individui dimostratisi così altruisti.

Chi salva una vita salva il mondo intero (Talmud)

Il salvataggio costituisce un drammatico ed importante capitolo nella storia della Shoah che rivela molto sulle limitazioni e sulle potenzialità inerenti le azioni determinate e risolute dei singoli individui.

Eppure tutto ciò è marginale perché la maggior parte degli Ebrei in Europa non furono salvati ma furono assassinati.

È marginale perché molte più attenzioni, sforzi e risorse furono impiegati per ucciderli piuttosto che per salvarli.

È  marginale in termine di tempo.

Il salvataggio di un numero significativo di vittime destinate fu possibile solo durante due brevi lassi di tempo esistenti ai margini del periodo della Shoah: al sorgere delle persecuzioni, prima che la presa assassina cominciasse a diventare soffocante, ed alla fine, quando il cappio cominciò ad  allentarsi.

Il Parlamento Israeliano ha incaricato lo Yad Vashem di commemorare i “Giusti tra le Nazioni”, uomini che  rischiarono le loro vite per salvare gli Ebrei.

Ad oggi ne sono stati riconosciuti circa 16.000. Tra essi, solo 20 furono diplomatici, ma le loro azioni furono decisive  per la salvezza di decine di migliaia di Ebrei.

Lo Yad Vashem è stato incaricato dal Parlamento Israeliano nel 1953 di accordare e concedere il termine di “ Giusto tra le Nazioni” come gesto di riconoscimento e ringraziamento a nome di tutto il Popolo Ebraico.

Un giudice della Corte Suprema che presiede un comitato di personalità pubbliche assicura che i nominati abbiano agito effettivamente per salvare gli Ebrei:

- interamente a loro propria discrezione,

- in territori controllati dalle truppe tedesche o dai loro alleati e collaboratori,

- mettendo a rischio la propria libertà, le proprie vite, senza ricevere nessuna remunerazione o compenso.

La posizione dei diplomatici, rappresentanti ufficiali dei governi stranieri, fu unica poiché il pericolo che essi correvano era significativamente inferiore a quello delle singole persone che aiutarono gli Ebrei.

Per questo motivo i criteri per riconoscerli come “Giusti tra le Nazioni” sono:

-  agire contro ordini espliciti dati dai propri superiori.

-  rischiare la propria carriera aiutando a salvare un numero considerevole di Ebrei.

 

I pannelli sono dedicati a questi diplomatici:

Raul Wallemberg, Per Anger, Giorgio Perlasca, Hiram Bingham IV, Aristides De Sousa Mendes, Feng Shan Ho, Carl Lutz, Chiune Sempo Sugihara, Jan Zwartendijk.

 

Altri pannelli sono dedicati a "I Milanesi che salvarono gli Ebrei", e curati dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano, l'Istituto culturale italiano di riferimento per lo studio degli Ebrei in Italia nell'età contemporanea, della persecuzione fascista e nazista, della situazione odierna dell'antisemitismo, della storia e della presenza culturale degli ebrei nel mondo.
I Giusti commemorati sono - tra gli altri - la professoressa Giuliana Limiti, Suor Girelli, don Aldo Brunacci e il dottor Giorgio Giovannozzi, Odoardo Focherini, già amministratore delegato dell'Avvenire d'Italia che, insieme a Don Dante Sala, organizzò una struttura segreta per salvare centinaia di  Ebrei e morì per averli strappati alla morte.
 

Organizzata anche la proiezione di immagini dei campi di Auschwitz-Birkenau, curata direttamente dalla sezione di Bagnara dell'Associazione Italia-Israele.

 

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