|
22\3\06
-
Tutti
contro le antenne
"Sebbene l'ufficio abbia fornito una esaustiva risposta, dice il difensore
civico, mi è parso necessario sollecitare l'amministrazione ad acquisire
mediante rilievi ed analisi specifiche i dati relativi alla misura dei
campi elettromagnetici in prossimità degli impianti. Stando ai valori
accertati e con la contemporanea approvazione del regolamento comunale in
materia, per qualche tempo si è riusciti a tranquillizzare i cittadini".
28\3\06
-
Antenne da bloccare
3\5\06
- "Solo onde del mare" è
lo slogan che si legge sui lenzuoli appesi ai balconi e alle
finestre delle case. Stanno via via aumentando, a riprova che la
gente è sempre più consapevole della problematica innescata
dalla installazione delle antenne.
21\6\06
-
Legambiente scrive al
Ministro e all'ARPACAL facendo richiesta dei dati
relativi ai campi elettromagnetici nel territorio di Bagnara
27\7\06 - Dopo mesi di proteste e polemiche, l' ARPACAL
attesta
che viene rispettato il limite massimo ((6 V/m) di emissione previsto dal DPCM dell'8 luglio 2003.
E' la
risposta
al circolo locale di
Legambiente, che lo scorso 21\6
chiedeva
di conoscere i dati relativi ai
campi elettromagnetici nel territorio di Bagnara Calabra.
15\12\06
- Giungono i
nuovi dati Arpacal relativi alle misurazioni dei
campi elettromagnetici effettuate nel Comune di Bagnara.
31\1\07
- Si riapre la polemica
in seguito alla relazione
del difensore civico in Consiglio comunale, apparentemente
sopitasi dopo la pubblicazione dei
dati dell'Arpacal
dello scorso dicembre, che
documentavano valori al di sotto della soglia minima di
emissione consentita.
Le immagini
La
nuova
legge quadro n. 36/2001 applica il principio di precauzione
di cui all'art.174 del trattato istitutivo dell'Unione Europea e
sancisce il rispetto dell'art.32 della Costituzione (tutela
della salute).
I decreti attuativi (D.P.C.M.
del 8 luglio 2003) hanno definito i nuovi limiti di
esposizione per la popolazione.
I valori indicati dal
D.P.C.M. del 8 luglio 2003:
- 6 volt/metro - limite di esposizione nelle aree intensamente
frequentate.
A ottobre 2003 la
Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il
Decreto Gasparri che ha tentato di "liberalizzare"
l'installazione delle antenne.
La Corte ha anche riconosciuto
la
localizzazione degli impianti
alle Regioni.
Il Ministro ha però fatto approvare il "Codice
delle comunicazioni", che riprende molte norme del decreto
bocciato, al fine di agevolare ancora l'installazione delle
antenne. Il Codice stabilisce che per installare antenne sotto i
20 watt i gestori non hanno bisogno di autorizzazioni, è
sufficiente la denuncia di inizio attività. Questa norma sembra
essere in contrasto con quanto scritto nella Costituzione ed in
particolare con la recente riforma del titolo V della
Costituzione che gli italiani hanno confermato con un
referendum. I poteri di pianificazione urbanistica delle Regioni
e dei Comuni vengono ancora una volta scavalcati.
Con l'avvento dell'UMTS ed il moltiplicarsi delle antenne e' la
pressione sui comuni, che però possono stabilire delle regole
urbanistiche. La Corte Costituzionale ha infatti riconosciuto la
competenza sulla collocazione delle antenne alle Regioni ed ai
Comuni, mentre la competenza sui limiti di esposizione è stata
riconosciuta allo Stato.
Onde elettromagnetiche, il dossier dell’Arpacal. Le schede riguardanti
la
Calabria e la
nostra provincia (19\12\09)

Elettrosmog
pericolo invisibile
Radiazioni non ionizzanti
Ordinanze e sentenze
Cosa
accade a
Siderno (18\5\06)
La soglia del pericolo

Faqs sull'elettrosmog
Bollettini sull'elettrosmog
UMTS
Allarme salute
Chi vuole un'antenna UMTS?
Un forum
|