ANTENNE SELVAGGE

Per contrastare la scelta di collocare i ripetitori in centro,

proprio vicino ad una scuola,

era stata chiesta (14\3\06) la rimozione e

la delocalizzazione degli impianti per la telefonia cellulare,

in base al principio di precauzione.

Ne era così nato un Comitato civico per la tutela della salute.

 

 I FATTI


 

22\3\06 - Tutti contro le antenne

"Sebbene l'ufficio abbia fornito una esaustiva risposta, dice il difensore civico, mi è parso necessario sollecitare l'amministrazione ad acquisire mediante rilievi ed analisi specifiche i dati relativi alla misura dei campi elettromagnetici in prossimità degli impianti. Stando ai valori accertati e con la contemporanea approvazione del regolamento comunale in materia, per qualche tempo si è riusciti a tranquillizzare i cittadini".

28\3\06 - Antenne da bloccare

3\5\06 - "Solo onde del mare" è lo slogan che si legge sui lenzuoli appesi ai balconi e alle finestre delle case. Stanno via via aumentando, a riprova che la gente è sempre più consapevole della problematica innescata dalla installazione delle antenne.

21\6\06 - Legambiente scrive al Ministro e all'ARPACAL facendo richiesta dei dati relativi ai campi elettromagnetici nel territorio di Bagnara

27\7\06 - Dopo mesi di proteste e polemiche, l'ARPACAL attesta che viene rispettato il limite massimo ((6 V/m) di emissione previsto dal DPCM dell'8 luglio 2003. E' la risposta al circolo locale di Legambiente, che lo scorso 21\6 chiedeva di conoscere i dati relativi ai campi elettromagnetici nel territorio di Bagnara Calabra.

15\12\06 - Giungono i nuovi dati Arpacal relativi alle misurazioni dei campi elettromagnetici effettuate nel Comune di Bagnara.

31\1\07 - Si riapre la polemica in seguito alla relazione del difensore civico in Consiglio comunale, apparentemente sopitasi dopo la pubblicazione dei dati dell'Arpacal dello scorso dicembre, che documentavano valori al di sotto della soglia minima di emissione consentita.

 

Le immagini

 

 LE NORME


 

La nuova legge quadro n. 36/2001 applica il principio di precauzione di cui all'art.174 del trattato istitutivo dell'Unione Europea e sancisce il rispetto dell'art.32 della Costituzione (tutela della salute).
I decreti attuativi (D.P.C.M. del 8 luglio 2003) hanno definito i nuovi limiti di esposizione per la popolazione.
I valori indicati dal D.P.C.M. del 8 luglio 2003:
- 6 volt/metro - limite di esposizione nelle aree intensamente frequentate.
A ottobre 2003 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Decreto Gasparri che ha tentato di "liberalizzare" l'installazione delle antenne.
La Corte ha anche riconosciuto la localizzazione degli impianti alle Regioni. Il Ministro ha però fatto approvare il "Codice delle comunicazioni", che riprende molte norme del decreto bocciato, al fine di agevolare ancora l'installazione delle antenne. Il Codice stabilisce che per installare antenne sotto i 20 watt i gestori non hanno bisogno di autorizzazioni, è sufficiente la denuncia di inizio attività. Questa norma sembra essere in contrasto con quanto scritto nella Costituzione ed in particolare con la recente riforma del titolo V della Costituzione che gli italiani hanno confermato con un referendum. I poteri di pianificazione urbanistica delle Regioni e dei Comuni vengono ancora una volta scavalcati.
Con l'avvento dell'UMTS ed il moltiplicarsi delle antenne e' la pressione sui comuni, che però possono stabilire delle regole urbanistiche. La Corte Costituzionale ha infatti riconosciuto la competenza sulla collocazione delle antenne alle Regioni ed ai Comuni, mentre la competenza sui limiti di esposizione è stata riconosciuta allo Stato.

 

 PER SAPERNE DI PIU'

 

Onde elettromagnetiche, il dossier dell’Arpacal. Le schede riguardanti la Calabria e la nostra provincia (19\12\09)

Elettrosmog pericolo invisibile

Radiazioni non ionizzanti

Ordinanze e sentenze

Cosa accade a Siderno (18\5\06)

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